2017 – 8^ Maratona del Presidente. Tagli legalizzati dalle condizioni meteo particolarmente avverse

Mezzora prima della partenza mentre un violento temporale si scatena sul parco Buscherini, osservando il percorso fangoso che in certi tratti sembra un lago, alcuni atleti chiedono l’annullamento della manifestazione. Altri come me sono titubanti, ma la maggioranza scalpita per partire. Dopo un sopralluogo Paolo, Presidente e responsabile legale del Club, prende l’unica decisione logica: dare il via alle 8:30 come da regolamento. Non si può buttare nel cestino il lavoro di mesi e imporre a oltre cento maratoneti il ritorno a casa per una supposta forza maggiore che di fatto non esiste. L’unico a scivolare e cadere nella fanghiglia sarò io e tutto si svolgerà regolarmente senza infortuni.

Le intemperie non frenano Marco Bonfiglio che trionfa in 03:06:47 davanti al forlivese Stefano Calmanti. Approfittando dell’assenza dell’amica Rossana Turchi, fra le donne stravince in 04:07:37 la pratese Francesca Brachi rifilando mezzora a Graziella Durante giunta seconda.

003Danzano nel fango tutti gli arrivati, compreso Paolo Saviello e Signora che festeggiano il 25esimo anno di matrimonio correndo sorridentissimi in un simil abito nuziale, lui con camicia bianca cilindro e cravattino nero, lei indossando un bianco velo da sposa.

A parte qualche ghirigoro, è possibile schematizzare il tracciato come il perimetro di un trapezio rettangolo di circa 1,3 km da percorrere in senso antiorario intorno al parco Otello Buscherini in un corridoio delimitato a destra dalla recinzione del parco e a sinistra da un nastro bianco e rosso annodato ai tronchi degli alberi.

002 1Specialmente nel tratto parallelo a Via Cervese l’acqua ristagna creando non poche difficoltà di equilibrio. A garantire la sicurezza dei partecipanti provvede Alfio Polidori, fresco laureato in ingegneria idraulica: con una vanghetta spuntata da chissà dove, crea canali trasversali di scolo in maniera che l’acqua proveniente dall’interno del parco possa sfogarsi verso Via Cervese.

Lo sforzo di Alfio non basta. Istintivamente i concorrenti tendono sempre più a spostarsi verso l’interno ove, per la presenza di erba, il terreno è meno fangoso. Per rendere il percorso più fluido, un po’ alla volta gli angoli vengono arrotondati, poi anche le curve diventano un inutile fardello. Strappati in più punti i nastri bianchi e rossi, finalmente è possibile attraversare il prato in diagonale. Del tracciato iniziale rimane solo parte del tratto iniziale fino a Via Cervese.

004Alla vista del primo coraggioso tagliatore, legittimati dalle condizioni climatiche particolarmente avverse quasi tutti si accodano, dal vincitore all’ultimo della classe.

Mentre cerco testardamente di restare sul percorso originario prendendo bonariamente in giro gli amici tagliatori, sono giustamente punito: nella discesina verso destra dopo la tribuna, scivolo e cado battendo testa e spalla sinistra. Mi rialzo senza danni, perché il fango attenua l’urto accogliendomi nelle sue braccia melmose. Ricomincio a correre un po’ frastornato con naso e orecchie otturate dal terriccio bagnato, ma tutto intero.

005Non sono l’unico che cerca di restare sul percorso esterno. Qualcun altro lo fa, ad esempio gli stoici Santo Borella e Luciano Bigi. Citati, non per santificarli ma solo per dovere di cronaca.

La pioggia concede un po’ di tregua, torna e infine nel primo pomeriggio se ne va.

Mentre mi accingo a percorrere gli ultimi due tratti perpendicolari prima dell’ultima svolta a destra verso l’arrivo, Vito Piero Ancora mi supera tagliando per la diagonale. E no, caro Piero, arrivare prima col trucco non va bene! Mi produco in uno scatto imperioso, lo riagguanto e con tanta cattiveria lo brucio sul traguardo.

Che dire ancora di questa 8^ Maratona del Presidente? Correre nel fango schivando l’insidia delle radici sommerse è stato un divertimento unico. Ma per favore ora basta: la prossima edizione sia allietata da una bella giornata di sole.

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