Mi racconta di Santhià: è la prima volta che arrivo da queste parti. In serata mi invita a cenare insieme: siamo in tre. Mi astengo dal Barbera, ma mangio volentieri l’arrosto e un po’ di riso bianco scondito. E’ la vigilia e bisogna mangiare equilibrato e caricare un po’ di carboidrati. L’indomani la maratona scorre tranquilla, super piatta tra le piantagioni di riso e i canali dell’acqua per l’irrigazione. Se non ricordo male solamente un cavalcavia a metà gara e un sottopassaggio verso il 37° km. All’arrivo trovo Giuliana pronta a mettermi la medaglia al collo. E’ andata dagli organizzatori dicendo loro che arrivava un amico e voleva premiarlo lei. Fantastico!
Il ricordo della maratona del riso, una delle mie poche maratone, solo 13 finora, era inevitabile in questo primo maggio un po’ amaro, ma reso senz’altro più lieto correndo i 14km della “resisti marathon” di turno. Oggi ho corso pensando di essere di nuovo a Santhià. Con Giuliana ci siamo sentiti poche volte in seguito: sono quegli incontri fugaci che restano dentro per sempre.



