A maratona completata, sei stanco, ma devi trovare la forza di sostenere il pesante pacco gara e trasportarlo fino alla macchina insieme al premio che, molto probabilmente, ti toccherà di vincere. Vengono premiati i primi/e 5 assoluti, di ogni categoria e le prime 10 Società. Se non sei proprio una “frana”, qualche cosa te la porti a casa, essendo soltanto 170 i classificati della maratona.
Poi, ci si avvia nuovamente verso il Centro Anziani, dove ti aspetta il pasta-party post gara con le mezze maniche, questa volta, al ragù, dolce e vino. Finalmente, si ritorna a casa, i single in atteggiamento scoliotico per via della pesantezza del pacco-gara, gli sposati in postura corretta, con il pacco gara della moglie sostenuto dall’altro braccio a fare da contrappeso e riportare in allineamento la colonna vertebrale.
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Tante premure, il cav. Mario, le riversa anche nella scelta del percorso, piatto e scorrevole, per non far dannare l’anima ai concorrenti. E’ molto simile alle altre maratone che si svolgono lungo la dorsale adriatica dell’Italia Centrale, con colline degradanti verso la costa, mare a perdita d’occhio e palme schierate in fila. Ahi, le palme! Il punteruolo rosso ne abbia pietà e le risparmi.
Molte volte ha cambiato localizzazione, percorso e organizzatore, questa maratona. Se ben ricordo, fu il prof. D’Amario a lanciarla per primo come Maratona d’Abruzzo a Pescara, poi a Spoltore e, infine, da queste parti. Si partiva da Martinsicuro, si transitava per Villa Rosa, si passava sul torrente Vibrata, si raggiungeva Alba Adriatica e Tortoreto, si saltava il fiume Salinello su un caratteristico ponte di legno e si giungeva Giulianova, e ritorno. Adesso, si parte e si giunge a Villa Rosa, scorazzando su e giù lungo i 6 km del lungomare, e si chiama Maratona dell’Adriatico e 13^ Maratona d’Abruzzo, una denominazione che è un vero e proprio rebus per chi non ne conosca la complessa storia.
Per la descrizione dei luoghi attraversati dal percorso, cedo la parola al Vate: “Il mare si stendea in una serenità quasi verginale lungo la costa lievemente lunata verso austro, avendo nello splendore la vivezza della turchese della Persia. Qua e là, segnando il passaggio delle correnti, alcune zone di più cupa tinta serpeggiavano… i chiari poggi litorali con il loro verde di varie verdure distinto, e ciascuno aveva una corona d’alberi fioriti”.
Questa descrizione va completata con lo spettacolo che offriva il massiccio del Gran Sasso innevato e con la sequenza degli alberghi ancora vuoti per via della bella stagione che tarda a venire.
Quegli stessi frequentatori del Centro Anziani, ora stavano ai punti-ristoro al servizio degli atleti, e agili come ragazzini si chinavano a raccogliere i bicchieri lanciati per terra da maratoneti il cui unico obiettivo era il cronometro.
Questo e tanto altro offre Martinsicuro, una maratona il cui nome protettivo è un invito a parteciparvi.
Clicca qui per le foto (di Michele Rizzitelli)


