MARATONA DELLE CATTEDRALI NONOSTANTE LA PIOGGIA

di Franco Scarpa

Il Sud avanza, come ama ricordare Massimo Faleo: e la Maratona della Cattedrali merita davvero un avanzamento, sia nel ranking delle maratone FIDAL (il bronze è già un riconoscimento ma qualcosa in più non guasta) sia nella considerazione da parte dei tanti soci del Club Supermarathon.

La gara parte alle 08.30 (chissà perché sul sito fino all’ultimo è restata l’indicazione delle ore 09.00  come orario di partenza) da Barletta, nella piazza tra la Cattedrale, il Borgo medievale ed il Castello Svevo. E’ questa solo la prima delle Cattedrali e delle bellezze che si incontreranno lungo il percorso.  Partecipanti oltre 350 podisti maratoneti con un nutrito gruppo di pacemaker ben rappresentati e forniti di capacità di incoraggiamento e sostegno ai partecipanti. Infatti, dopo un timido tentativo da parte del sole di bucare la spessa cortina di nuvole, le previsioni più negative si sono materializzate ben presto.  Pioggia intensa e battente ha accompagnato lunghi tratti del percorso, soprattutto nelle ore centrali per quanti superano ampiamente le tre ore nel tempo finale. Ciononostante, la gara ha attraversato, in rapida successione alternata da tratti di lungomare ed altri di strada asfaltata extracittadina, i paesi lungo la costa che uniscono Barletta al paese di Giovinazzo dove è collocato l’arrivo. 

E quindi il passaggio da Trani dove, da un angolo della strada, sbuca d’improvviso la meravigliosa facciata della Cattedrale romanica che domina il tratto del porto e la piazza attraverso la quale si snoda il percorso. Dopo Trani è il momento di attraversare Bisceglie il cui porto a semicerchio appare come un anfiteatro sul mare. La cattedrale di Bisceglie si aggira per poterne ammirare tutti i lati fino al passaggio nel centro medievale. L’attraversamento di Bisceglie, sferzata dalla pioggia che a tratti ha formato rivoli di acqua sulla strada di pietra bianca, con inevitabile rallentamento della velocità ed attenzione a non scivolare sulla pietra bagnata. Dopo Bisceglie il percorso arriva a Molfetta, ormai a pochi chilometri dall’arrivo ed è il momento di ammirare il borgo marinaro, arroccato attorno al porto pieno di attività anche nella giornata festiva, e la quarta cattedrale del percorso. Infine, l’ultimo balzo verso Giovinazzo che si attraversa nella parte storica fino a raggiungere l’arrivo nella ampia piazza Vittorio Emanuele, dominata dalla Cattedrale, che culmina lo sforzo di tutti i maratoneti e l’agognata consegna della medaglia, la cui qualità è assolutamente apprezzabile per la composizione del disegno e l’armonia dei colori.

Da non dimenticare che la giornata prevedeva anche una mezza maratona con partenza da Bisceglie ed arrivo sempre a Giovinazzo.

Nonostante la pioggia l’organizzazione ha retto in maniera eccellente con supporto del personale incaricato di indicare il percorso e garantire la sicurezza, sia gli operatori delle forze di polizia che i volontari, tutti a condividere la pioggia e le condizioni atmosferiche che avrebbero, almeno per loro, consigliato di stare al caldo in casa o sotto un tendone del bar a sorseggiare cappuccini, aperitivi o quant’altro può dare conforto.

I ristori ben forniti ogni 5 chilometri e il costante sostegno delle persone lungo il percorso hanno aiutato a portare a termine l’impresa. Luca Parisi ha vinto in 2 ore e 33 minuti 27 secondi mentre tra le donne ha trionfato Teresa Lelario in 3 ore e 21 minuti 10 secondi.

Presenti anche stranieri da New York, USA, Germania e Grecia. Una bella esperienza, una bella gara, un paesaggio che è valsa la pena vedere, e conoscere, nonostante la pioggia. I paesi incontrati meritano ancora più di essere visitati e conosciuti per la bellezza delle architetture, di stile misto medievale con influenze moresche, e la onnipresente pietra bianca che tappezza non solo le strade dei centri ma domina anche le facciate delle cattedrali e delle case più antiche.

Da Barletta, luogo della storica disfida e paese natale di uno dei campioni più amati dell’atletica italiana, Pietro Mennea, non può che arrivare un richiamo a tutti gli amanti della maratona per avere una partecipazione sempre più ampia. Il sud non solo avanza, corre.

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