Al momento il disappunto e la delusione furono notevoli e le motivazioni della cancellazione sembrarono esagerate, ma dirigendomi a piedi verso l’imbarco e ancor più durante la traversata dello Stretto mi resi conto della correttezza dell’annullamento. Infatti ancora ricordo la traversata durata più di un’ora contro i normali 20 minuti e lo zigzagare del traghetto alla ricerca di una rotta più sicura. E la mente andava ai mostri marini della mitologia greca SCILLA e CARIDDI che infestavano le acque dello Stretto.
Nel 2016 la maratona viene anticipata al mese di gennaio e questa volta ciò che agita il mio sonno non é il maltempo ma il TEMPO LIMITE fissato a sole 5 ore. Poche settimane prima avevo corso l’ultima maratona in 4 ore e 53 ed era forte il terrore di non rientrare nel tempo massimo.
Imposto una prima metà gara più veloce, 2 ore e 10, per poi chiudere in 4 ore e 40 minuti nelle ultimissime posizioni ma tranquillamente entro il tempo limite.
Invece quest’anno, dopo buone maratone di Ravenna e Reggio Emilia con tempi di poco superiori alle 4 ore, tento l’impresa di fermare il crono a 3 ore e 59 minuti.
I compagni di questa avventura sono Michele Giammanco e Marino Palmisano; a Messina ci aspettano Max Faleo, Anna Maria Matone, Michele Calabrese e Antonio Leopardi. Dal traghetto la prima cosa che si nota arrivando a Messina e ci dà il benvenuto é la statua dorata della Madonna della Lettera che avremo modo di ammirare molto da vicino due volte durante la gara.
La nona edizione della Maratona “Antonello da Messina” si compone di due giri; partenza dal centro in Piazza Unione Europea, ingresso nella base navale e poi lungo la costa verso nord nelle corsie riservate a tram su rotaia e su pista ciclabile.
Ritiro pettorali e deposito borse all’interno del Municipio, partenza alle 9:00 e dalle ultime posizioni vedo davanti a me, nell’ampio viale, un lungo serpentone umano colorato e festante di oltre novecento podisti, circa 180 iscritti alla maratona, gli altri partecipanti alla mezza e ad una 10 km. Attorno al km 2 l’unica asperita’ del percorso da ripetere altre tre volte, con un cavalcavia che ci porta verso la base della Marina Militare; attraversiamo i cancelli e passaggio al primo giro di boa esattamente sotto la stele con la statua della Madonnina dorata, si esce dalla zona militare, si ripete il cavalcavia ed al km 10 passo attorno ai 56 minuti in linea con la proiezione finale sotto le 4 ore. Da qui si inizia a correre nella corsia riservata ai tram su rotaia e su pista ciclabile che costeggiano il mare. Affascinante ed inconsueta la vista sulle coste della Calabria con le cime dei monti leggermente imbiancate dalla neve.
Si prosegue fino al km 15 e poi il giro di boa nord un centinaio di metri dopo la Chiesa di Grotte; in questo tratto di andata e ritorno si incrociano gli amici; una parola di incitamento, si batte il “cinque” e poi si prosegue. Ogni volta che lo incontro, Max TUTTAPPOSTO Faleo sta parlando al cellulare o in compagnia di amici sempre diversi, spesso con belle signorine; penso che senza tutte queste distrazioni Massimo potrebbe competere con i top runner per la vittoria finale in maratona. Attorno al km 20 mi superano di slancio diversi podisti, ma ciò non è dovuto ad un mio rallentamento; sono i partecipanti della mezza impegnati nel rush finale. Il mio passaggio alla fine del primo giro è 1:58:40; ancora buono per rimanere sotto le 4 ore. Da questo momento le strade del percorso di gara si svuotano, tanto che alla fine della maratona saremo soltanto 133 classificati. Proseguo con il mio ritmo, ma al km 25 un affaticamento muscolare alla gamba sinistra mi impedisce di proseguire con il passo iniziale, rallento notevolmente e sono al km 28 in 2 ore e 42; faccio un veloce calcolo e con ancora 14 km da percorrere alla media di 7 min/km prevedo un tempo finale di 4 ore 20 minuti.
I miei CASTELLI IN ARIA sono svaniti nel nulla.
Proseguo tranquillo e rilassato senza più l’obiettivo cronometrico, anche perchè dal km 30 in poi sono sparite numerose tabelle chilometriche, così ne approfitto per gustarmi ancor più del primo giro la bellezza del percorso; taglierò il traguardo in 4 ore 21 minuti e 30 secondi.
Una maratona che si distingue per il caratteristico passaggio nella base della Marina Militare sotto la protezione della statua dorata della patrona di Messina e per la bellezza di tutto il percorso in modo particolare dei molti km lungo la costa. Numerosa ed efficiente la presenza dei volontari a presidiare il percorso e da evidenziare la cordialità degli addetti ai ristori.
Per aumentare la presenza di maratoneti che questa gara si merita, gli organizzatori dovrebbero garantire la chiusura del traffico dei mezzi a motore fino a 6 ore e cercare strade più agevoli.
Infatti qualche pozzanghera nella ciclabile ci spingeva a salire sul marciapiede e le rotaie ci costringevano a prestare particolare attenzione a dove mettere i piedi.
Nel complesso il giudizio sull’operato degli organizzatori e del loro staff é più che positivo e penso proprio che mi rivedranno anche il prossimo anno per l’edizione del decennale.














