Il percorso velocissimo come in Italia, a Torino, Reggio Emilia e Palermo, con l’unica difficoltà del tratto finale con il sampietrino e l’eventuale vento. Quest’anno l’azzurro Ruggero Pertile, a distanza di 10 anni dal suo primo successo, è riuscito a vincere la maratona della sua città e dedicato la vittoria al padre, deceduto alcuni giorni prima. Lorenzo Pertile è stato dirigente dell’U.S. Villanova, il primo a guidare il giovane Ruggero in pista a trasmettergli l’amore per l’atletica leggera. L’esordiente Federica Dal Ri si è imposta in 2h37’05” tra le donne. Non accadeva dal 2006 che due italiani vincessero gara maschile e femminile della Maratona di Padova – XVII S. Antonio. Il campione azzurro tesserato Assindustria Sport, la società organizzatrice, era l’uomo più atteso e la sua vittoria è stata accolta nel tripudio di Prato della Valle: 2h12’17” (3’08” al km = 19,136 km/h) il suo rilievo cronometrico, ottenuto dopo un momento personale assai difficile, a causa della morte del padre Lorenzo. Il gruppetto di testa, con il burundese Pierre-Célestin Nihorimbere, i keniani Edwin Mwogi Kiptanui e Kosgei e l’ugandese Chemonges, è rimasto compatto sino al 25° km (passaggio alla mezza in 1h05’29”), quando proprio quest’ultimo si è staccato. Intorno al 30° km sono rimasti in testa Pertile e Kiptanui. Alle porte di Padova (36° km), “Rero” si è portato solitario al comando, proseguendo sino al traguardo, dove ha trovato a corrergli incontro la moglie Chiara e la figlia Alice.
«I primi chilometri sono stati molto difficili per me, mi sono serviti per scaricare la tensione di questi giorni. Il grande tifo lungo tutto il percorso mi ha spinto in modo incredibile. Ho sentito forte la presenza di mio padre e della mia famiglia. Mio padre era dall’alto che mi seguiva. Da piccolino mi trascinava a tutte le gare. Oggi sono comunque riuscito a fare cose buone. Adesso? Staccherò per tre settimane, ne ho bisogno. E poi tornerò a concentrarmi su Rio. Il 21 agosto si può entrare tra i primi dieci. Bisogna ambire per poter arrivare».
Al secondo posto Nihorimbere in 2h15’04, mentre Kiptanui ha ottenuto 2h25’31”. È quarto e primo italiano, Massimiliano Strappato (Atletica Amatori Osimo) in 2h25’38.
Nella maratona femminile davanti a tutte Federica Dal Ri, la keniana Lilian Chemweno e Teresa Montrone, arrivate in Prato della Valle in quest’ordine. Al 30° km la svolta della gara, quando la portacolori dell’Esercito è rimasta sola (passando in 1h30’55”) fino al crono finale di 2h37’05” ovvero a 3’43” al km = 16˙115 km/h.
«Era il mio debutto in una maratona, in un certo senso l’inizio di una nuova carriera. Non nascondo che ho faticato molto fra il 30° e il 37° km, in quel frangente ho pensato a mia figlia Chiara e ai tanti sacrifici fatti per preparare questa gara. Mi hanno dato la forza per arrivare in fondo».
Nella mezza maratona, partita da Abano Terme, vittorie per Alemu Bekele (Bahrein) in 1h03’33” in campo maschile e per Ilaria Aicardi (Atletica Reggio Asd) in 1h22’45” in campo femminile. Gli arrivati sono stati 3.844 fra maratona e mezza, contro i 2.955 del 2015, a testimonianza del gradimento del nuovo percorso.
Gare Paralimpiche: Da anni la Maratona di Padova è al centro dell’attenzione per lo sport paralimpico. La gara in programma il 17 aprile, dedicata agli atleti paralimpici (carrozzine, amputati e non vedenti), è infatti inserita nel calendario dell’IPC (International Paralympic Committee). Proprio nella città del Santo sono stati realizzati quattro record mondiali da carrozzine e non vedenti (Francesca Porcellato, Andrea Cionna, Thomas Geierspichler.) Quest’anno nella gara Carrozzine olimpiche vittoria di Justin Levene (Gran Bretagna) 2h03’57” con tre atleti al traguardo. Nella classifica Non udenti primo Davide Gazzetto (Boomerang Runners) in 3h59’16” con tre atleti al traguardo.
Classifiche Uomini
Maratona: 1. Ruggero Pertile (Assindustria Sport Padova) 2h12’17”, 2. Pierre-Célestin Nihorimbere (Burundi) 2h15’04”, 3. Edwin Mwogi Kiptanui (Kenya) 2h25’31”, 4. Massimiliano Strappato (Atletica Amatori Osimo) 2h25’38”, 5. Nicola Venturoli (Free-Zone) 2h26’06”, 6. Tommaso Manfredini (Mds Panaria Group) 2h30’00”, 7. Antonio Santi (Associazione Sportiva La Fratellanza 1874) 2h34’00”, 8. Giuliano Virgis (Atletica Città di Padova) 2h36’00”, 9. Gianmarco Pitteri (Pool Sport Trieste) 2h38’25”, 10. Alessandro Donati (Atletica Mds Panariagroup) 2h40’14”.
Categorie paralimpiche. Carrozzine Olimpiche: 1. Justin Levene (Gran Bretagna) 2h03’57”, 2. Pieter Du Preez (Sud Africa) 2h28’16”, 3. Stefan Strobel (Germania) 2h45’18”. Non udenti: 1. Davide Gazzetto (Boomerang Runners) 3h59’16”, 2. Daniele Bellitto (Fiamme Cremisi) 4h00’53”, 3. Pietro Di Lecce (GS Silenzioso) 5h55’25”.
Mezza maratona: 1. Alemu Bekele (Bahrein) 1h03’33”, 2. Alfred Kimeli Ronoh (Kenya) 1h05’53”, 3. Henry Kimtai Kibet (Kenya) 1h06’24”, 4. Damte Kuashu Taye (Etiopia) 1h06’41”, 5. Giorgio Zanta (Atletica Biotekna Marcon) 1h14’03”.
Classifiche Donne
Maratona: 1. Federica Dal Ri (Centro Sportivo Esercito) 2h37’05”, 2. Lilian Jepkorir Chemweno (Kenya) 2h41’26”, 3. Teresa Montrone (Alteratletica) 2h43’52”, 4. Giovanna D’Abundo (Valore Salute, Forti e Veloci) 3h02’53”, 5. Rossella De Rose (Asd Jure Sport) 3h05’33”, 6. Stefania Satini (Dolomiti Belluno) 3h08’06”, 7. Alessandra Magosso (Spak4 Padova) 3h09’56”, 8. Maria Luisa Meniconi (Atletica Winner Foligno) 3h12’03”, 9. Christelle Pierrard (Belgio) 3h12’56”, 10. Monica Pilla (Atletica San Marco Us Acli) 3h16’22”. Mezza maratona: 1. Ilaria Aicardi (Atletica Reggio Asd) 1h22’45”, 2. Ilaria Garavello (Atletica Vis Abano) 1h25’05”, 3. Daniela Ferraboschi (Runners Team Zanè) 1h26’06”, 4. Lisa Borzani (Bergamo Stars Atletica) 1h29’19”, 5. Giulia Bellini (Atletica Reggio) 1h32’13”.
La Maratona di Padova – XVII S. Antonio è anche un contenitore di grande impatto popolare, in grado di rendere partecipi atleti e non. Oltre alla maratona e alla mezza, ci sono state le Stracittadine sui 10, 5 e 1 km, oltre alla 10km Challenge, che è cronometrata.
Solidarietà: La solidarietà è sempre stato uno degli ingredienti della Maratona di Padova. Ma quest’anno il Charity Program abbinato all’evento si è arricchito ulteriormente, divenendo un vero e proprio “programma di solidarietà”, organizzato in collaborazione con Rete del Dono. Il modello si basa sul personal fundraising, in cui si attiva nella propria rete di conoscenti.



