Maratona di Reggio Emilia. 8 mesi 14 giorni 30 minuti … si può fare!!

E’ stata un’esperienza molto dura a livello sia fisico che psichico: mi sognavo quasi ogni notte corse, pettorali, iscrizioni da fare, treni da prendere e poi i volti conosciuti, affetti lontani … al risveglio era vera, profonda tristezza! Tanto che quando gli amici mi cercavano, non riuscivo neppure a chiamare o addirittura a rispondere per paura di scoppiare in lacrime … Eppure è stato importante per me, molto formativo sotto diversi aspetti ed è per questo che sono qui a raccontare!

foto 2Nonostante le 200 maratone in 9 anni (per me che lavoro e abito a Udine sono tante) di guai fisici veri e propri non ne avevo: un po’ di piriforme infiammato ma neanche tanto. I problemi erano di famiglia, che nella mia filosofia di vita ha sempre avuto priorità massima e assoluta. Essendo madre e nonna (anche moglie, ma ho sposato un santo), quest’anno si prospettavano eventi epocali che mi avrebbero impegnata molto: matrimoni, rientri dall’estero, anniversari importanti … insomma tante cose che sapevo per certo mi avrebbero presa moltissimo. E poi sono anche figlia con due genitori molto anziani e bisognosi di attenzioni.

Così, per non fare i soliti pastrocchi e volere tutto per non avere niente ho deciso di non comprare maratone dopo il 30 marzo. Fermarsi per infortunio è sicuramente dura ma credetemi, fermarsi per scelta è DURISSIMA. A livello mentale un vero trauma con emozioni che richiedevano “scarico” impossibile per i motivi già citati e che nel cuore come farfalle impazzite creavano disagio e instabilità. A livello fisico, sempre di notte … come un rombo nel sangue! Una sensazione stranissima ma molto molto fastidiosa, quasi dolorosa direi, comunque difficile da spiegare e orribile da provare. Insomma un disastro, anche perché più passava il tempo più aumentava il terrore di non riuscire più a correre, un crollo verticale di autostima, un avvilimento generale …

foto 3MA REGGIOEMILIA …… forse sulle ginocchia, forse fuori tempo massimo, forse strisciando, forse piangendo … MA A REGGIO NON SI PUO’ MANCARE! Troppo bella e troppo cara al mio cuore, con tutti gli amici, con tutti i ricordi, anche senza allenamento rischiando di fami male ho deciso di iscrivermi. Non sto qui a tediarvi con la descrizione minuziosa dei dubbi e delle perplessità che si affollavano nella mente insieme all’euforia del rientro e la speranza di farcela ancora: più di tutto il timore di eventuali traumi perché io sono stata davvero “ferma” e solo da ottobre ero riuscita a corricchiare per ben 4 volte le corsette domenicali da 10 km.

Ma eccoci … ecco il giorno (il giorno VIENE sempre!). … Gli amici, i baci, gli affetti ritrovati … ma anche lo starter!! Per farla breve:

– pesantissima crisi di testa fra il 17° e il 21°. Correvo sola e si sa … la mente vola! E volava sbagliato, cavolo! La paura di non farcela era grandissima e soffocante, quasi mi strozzava. Ma io VOLEVO arrivare!

– pesantissima crisi di gambe fra il 27° e 35°. Ho raggiunto Vito (alla sua 100° maratona) e almeno non ero più sola ma le gambe (intese come muscoli, legamenti, articolazioni) improvvisamente hanno cominciato a far finta di non ricordarsi più niente di tutte le innumerevoli maratone passate, dei moltissimi km macinati e dell’esperienza che avevano maturato e che la mia testa si aspettava facessero fruttare! Sensazione di dolore indicibile: cigolava tutto molto tristemente e rallentare di brutto non è stato un optional! Ma tutto è destinato a passare nella vita: i km, il tempo, i dolori specialmente se puoi chiacchierare con amici. Ho incontrato Vainer che sta facendo progressi incredibili ed è in piena forma e alla fine dopo il 38°, Mariolino con cui ho chiuso in GLORIA la mia prima” bradipomarathon” felice come una bambinafelice! Stavo benissimo, non mi faceva male niente e avevo un sacco di energia ancora … Una gioia indescrivibile.

Ed ora alcune semplici considerazioni:

La volontà può “quasi” tutto: ti fa superare il dolore del distacco e ti fa trovare la forza per il rientro. La maratona va sempre rispettata con la preparazione e gli allenamenti ma è e resterà sempre soprattutto una questione di “testa”. Si può fare molto con una gestione oculata dell’energia e del dolore. MAI MOLLARE, c’è sempre speranza!

Ho chiuso con un dignitoso 5.23.54 con ottima forma fisica e grande soddisfazione personale! Ormai i miei primi 59 anni se ne sono andati e rientrare così dopo quasi 9 mesi di stallo è stato davvero magnifico!

Grazie REGGIO, un bacio d’amore a tutti!

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