Maratona di Roma. A Marioo, nun ce penzà

Partiamo sotto una debole pioggia. Verso il 10° km m’imbatto in Michele Rizzitelli. Non lo vedevo dall’Assemblea di San Benedetto, quando l’Olimpo degli Eletti era ancora alla portata di tutti i candidati. La mia mancata elezione, se pur inaspettata, è stata inizialmente una liberazione: era ora che andassi in pensione e altri volonterosi prendessero il mio posto. Con il passar del tempo però, ho sempre più avvertito problemi digestivi. Non mi ci è voluto molto a capire: mi era rimasta sullo stomaco la maniera con cui ciò era avvenuto. Presa in mano, si fa per dire, carta e penna, ho scritto due riflessioni in salsa ironica come nel mio stile: la prima, sul ruolo da protagonista che aveva avuto Michele nella mia vicenda e sul quarto potere da lui esercitato pro domo sua; la seconda, sulla arcinota e famigerata maratona zero corsa al lago d’Orta da Paolo Gino ed altri sei ardimentosi. Lunedì 18 marzo ho spedito le due note ai nuovi Consiglieri e a Michele per la pubblicazione. Oggi domenica 22 marzo nulla è stato ancora pubblicato.

002Quando m’imbatto in Michele, provo a far finta di niente ripetendo fra me e me: “A Marioo, nun ce penzà”. Ma più ripeto l’invocazione-scongiuro, più “ce penzo” e la rabbia mi monta addosso. Provo con un gesto della mano ad avvertirlo di stare lontano da me. Ma siccome lui insiste a corrermi vicino, così come il piè veloce Achille durante la sua ira funesta, gli rovescio addosso tutto il mio j’accuse. Senza infingimenti e giri di parole.

Michele la prende bene. Non è facile affrontare in corsa argomenti che sarebbe meglio discutere a tavolino davanti ad un bel boccale di birra. Evita accuratamente di entrare nel merito, limitandosi a ridacchiare e rispondere qua e là. Mi confida che la decisione di non pubblicare i miei articoli è stata presa dai consiglieri a maggioranza. La ragione? Evitare polemiche sul sito che potrebbero generare una ridda di commenti. Lui, da bravo soldato, ha obbedito. Gli segnalo che sarò allora costretto a inviare le mie riflessioni ai soci per renderli edotti anche del mio punto di vista. Dopo circa 15 minuti di accesa conversazioni fra sordi, in prossimità dell’isola Tiberina Michele scatta e se ne va.

Posso ricominciare a correre tranquillo. Ho lasciato la fotocamera nella sacca perché piove. Senza foto da scattare ed inquadrature da scegliere, mi concentro sul ritmo gara, quest’anno particolarmente sostenuto. Finisco in 5:25, il mio miglior tempo romano degli ultimi anni. All’arrivo ecco nuovamente Michele che mi scatta una foto mentre taglio il traguardo. Gli sorrido per ragioni fotogeniche, ma anche perché risentimenti e rancori non fanno parte della mia natura.

003Fra le maratone cittadine italiane, questa è senz’altro la più bella. Anche oggi, in una giornata caratterizzata da freddo e pioggia, correre Roma è stato emozionante. Il traffico, rispetto alle edizioni precedenti, mi è sembrato minore. Nell’attraversamento del centro storico il tracciato è, come sempre, bellissimo.

Complimenti al grande Giorgio Calcaterra, che dopo aver concluso la maratona in 2:34:12 ha corso un secondo giro raggiungendo e scortando l’ultimo arrivato al traguardo.

Vive congratulazioni alla 74enne Sigrid Eichner, seconda assoluta al mondo con 1.869 maratone ultimate, che i nostri Vito Piero, Angela, Paolo e Michele, abituali partecipanti alle maratone in circuito amburghesi, conoscono molto bene.

Felicitazioni inoltre ai seguenti amici che cito in ordine alfabetico:

Paolo Gino, in gara con una porpora cardinalizia che gli calza a pennello: se avesse deciso da giovinetto di intraprendere la carriera ecclesiastica, sarebbe già diventato cardinale e forse anche papa.

Antonio Grotto, 65enne veneto che termina in 4 ore la sua 760a maratona in carriera. Con l’auspicio che trovi il tempo di iscriversi al Club e dare la sua ricca lista in pasto allo “Statistico” Paolo Gino, succeduto all’inflessibile mariolino nel giudicare la congruità delle gare presentate.

Eligio Lomuscio, eccellente ballerino di tip-tap, oggi ultimo in poco più di 7 ore. Ha il suo momento di gloria che vale una vita, terminando la maratona fianco a fianco di Re Giorgio, immortalato con la classica corona di alloro, onorificenza attribuita nell’antica Roma a generali e imperatori trionfanti.

Per finire, standing ovation ad Angelo Squadrone, nostro socio e concorrente più anziano, in grado di chiudere la maratona in 6:03:13 all’età di 86 anni.

Una menzione speciale al cagnolino Pepito: dopo tante gare corse a fianco del padroncino Giancarlo Filonzi, sta per raggiungere il traguardo delle 50 maratone ed entrare meritatamente nel nostro Club.

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