Maratona di Suviana 2013

Proprio venerdì notte, l’amico di viaggio, Luigi, iscritto alla maratona, si è beccato uno di questi virus cattivissimi da stagione impazzita ed io sono stata incerta se incamminarmi sola soletta per Suviana che è abbastanza lontana, lassù a cavallo dell’Appennino bolognese e toscano, ma, fortunatamente, l’altro mio amico Aligi, che di maratone non ne perde una, mi ha fatto compagnia e al lago siamo arrivati.

Nonostante fosse ancora presto, c’era già un certo via vai, anche perché tanti avevano dormito in tenda, a pochi passi dalla partenza. La giornata era soleggiata e l’aria frizzante, l’ideale per correre, se si è in forma, anche se in un percorso così duro, non si fanno miracoli. Io che saggiamente mi sono iscritta alla mezza, mi voglio solo mettere alla prova, cercare di correre il più possibile e arrivare in buona salute.

Nell’attesa delle 9, ora della partenza della mezza, mi godo il sole su un muretto, rilassata, non ho l’agitazione pre-maratona, sono in gita. Vorrei comprarmi un integratore, non si sa mai che un calo di zuccheri mi stenda, ma l’omino del banco mi vuole vendere una scatola intera, per un prezzo stracciato, ma a me non serve. Poi, lassù sulla salita, con lo stomaco disperatamente vuoto, rimpiangerò di non avere comprato le bustine, ma adesso rinuncio.

foto 2Gozzi annuncia che la partenza subirà un piccolo ritardo perché un treno da Bologna non è ancora arrivato. Beh, mi godo ancora un po’ di sole e m’incammino alla partenza, che è un po’ più sotto lungo la strada, fra gli alberi che già filtrano un piacevole tepore. Tutti in fila, quelli della mezza davanti, gli altri della maratona dietro perché partiranno 5 minuti dopo. Qualcuno corre su e giù per scaldarsi, qualcuno fa l’ultima pipì fra i cespugli, qualcun altro semplicemente chiacchiera. Luisanna fa le foto. Io mi guardo attorno alla ricerca di qualche faccia nota, ma non conosco nessuno e sembrano tutti cattivi. Quindi sarà una gara in solitaria, ma meglio così, sarò io la lepre di me stessa e seguirò i miei ritmi.

Pum! Ragazzi si parte! Che gambe legnose! Non girano proprio ma si scende, piano piano si scalderanno. Vanno tutti forte (o sono io che vado piano) ma è normale per una mezza, anche in salita, che subito arriva, se la cavano benino. Non sono ultima però, l’importante è continuare. E continuo sul primo sterrato che sale nel borgo di Suviana Vecchia, continuo sull’asfalto che ancora sale, continuo sui saliscendi che girano ad anello e ci portano alla cima di Badi dove c’è il primo ristoro. Fra i volontari la mia amica toscana, che mi dice al mattino aver subito un furto di cibarie quando, dopo avere preparato il tavolo, si sono allontanati perché era presto per la gara! Da Badi vai, super discesa che riporta alla partenza, ripassando dal campeggio, di fianco al lago oltre la diga, per risalire poi a Badi dall’altro lato.

Io ancora tengo e riesco a correre, anche se comincio a essere stanchina. Poco più avanti al ristoro vedo Aligi, una figura sottile che combatte col vento contro che disturba mentre attraversiamo il lago. Altra salita, ma ormai è la regola, il percorso è tutto così. Chiacchiero con Adonella che aspetta suo marito che ci supera e se ne va perché è in gara per la maratona. Arriva anche Elga, che sale senza sforzo e si allontana. Io corricchio sperando di arrivare presto al bivio dal quale si scende verso la cascata attraverso un sentiero e un paesaggio da “Mulino Bianco “. Ma la salita sembra interminabile e il bivio pare lontanissimo. Mi guardo alle spalle, qualcuno è dietro e va piano piano.

foto 3Eccoci al bivio, si scende in un tratto davvero bello, alberato, silenzioso, quasi fatato. Abbandono Adonella perché la discesa mi attira troppo e voglio lasciarmi andare, mollare le gambe e sentirmi libera prima della risalita che è già qui, un paio di km, talmente ripidi da fare di passo, piegati in avanti per aiutarsi un pò. Intorno gli alberi, i cardi sul ciglio della strada e una gran pace.

Eccoci infine in cima, altro ristoro, mangio e bevo un po’ di coca, spero di recuperare un po’ di energia. Ecco Andreano e Gianfranco che camminano, ma arriveranno alla fine della maratona. Manca poco per raggiungere la cima di Badi, le ultime salite, pochi km, infinitamente lunghi, l’ultima fatica prima di ributtarci giù verso il campeggio e il traguardo, pochi km facili facili in discesa. Penso a quando le mie gambe volavano in discesa senza paura, cerco di sentire ancora il piacere, quasi quasi lo sento, mi sto divertendo, provo a sorpassare le 2 ragazze della Pico. Wow, ci riesco, allungo un po’, fianco a fianco con uno sconosciuto amico di Ravenna col quale ho sudato negli ultimi km. Allunghiamo ancora un po’ e arriviamo al traguardo con una spinta grintosa! Il tempo di 2:39 non è da campioni, ma penso che ho corso per quasi tutto il percorso e sono contenta.

Una bella doccia bollente alle casette del campeggio, un caffè al bar e una tranquilla attesa dei maratoneti, che ne hanno ancora da sgambettare. Il primo uomo finirà in poco più di 3 ore e la prima donna in 3:36, che mi sembra un tempone pensando al percorso davvero duro. Mi metto al traguardo e aspetto gli amici della maratona. Arriva Aligi, tranquillo come al solito; Roberto, abbastanza cotto. Arriva Gabriella elegante, quasi senza fatica, 4° donna, sempre brava. Aligi si abbuffa di torte. Il sole scompare, puntualmente, anche oggi. Qualche goccia e il vento comincia a diventare freddo. La pioggia aumenta, sempre più forte. Tanti sono ancora in gara, arrivano bagnati, ma un po’ li invidio.

Tutto bene anche oggi? Bravi i bolognesi che hanno organizzato la gara? Talmente bella che già mi manca, avrei voglia di rifarla!

Clicca qui per le foto (di Michele Rizzitelli)

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