Maratona Terre Verdiane. A Carnevale ogni scherzo vale

Quest’anno si torna all’antico, la maratona parte nuovamente da Salsomaggiore e arriva sempre a Busseto. Confortato dalle comode 6 ore di Tmax dell’ultima edizione, mi iscrivo tempestivamente profittando della superconvenzione da 25 € per gli iscritti al nostro Club.

002Qualche giorno fa mi mette sull’avviso Marina Mocellin: non viene a Salso perché il tempo limite è troppo risicato. Controllo e scopro lo scherzo made in Chittolini: causa la concomitanza con il Carnevale di Busseto, il tempo limite quest’anno è stato ridotto a 5:15. Gli scrivo una accorata mail “lacreme e core” segnalandogli come io e qualche altro supermaratoneta (che, a dispetto del prefisso, di super non abbiamo proprio nulla), incontreremmo non poche difficoltà ad arrivare in tempo al traguardo. Correndo senza la dovuta serenità e col cuore in gola, potremmo inoltre incorrere nel grave rischio di qualche coccolone.

La mail strappalacrime commuove Paron Chittolini, che promette di lasciare le pedane segnatempo della SDAM fino alle 14:45. Eureka! Comunico il nuovo Tmax di 5:45 ad amici e parenti e anche la dubbiosa Marina decide di essere della partita. Ma senza pettorale balzato ormai a 50 €, quasi col passar del tempo si fosse trasformato in oro zecchino.

Memore dello scherzo di Carnevale dell’anno scorso, questa volta non mi faccio trovare impreparato. A Fidenza, quando le porte del treno si aprono, con un balzo felino raggiungo la banchina. Alle 7:45 il bus dell’organizzazione ci porta a Salsomaggiore dove, dopo una lunga coda per prendere il pettorale, alle nove in punto si parte.

La giornata è bella, il sole splende e la lunga fila multicolore di circa 2.000 atleti si snoda sinuosa lungo la discesa iniziale. Spicca la maglietta rosa fosforescente della nostra Paola Noris.

003Ecco Fidenza, poi Fontanellato. Me la prendo comoda correndo senza patemi e fermandomi spesso per scattare qualche foto.

A Soragna entriamo nella Rocca dove corriamo su un tappeto rosso, circondati da arazzi, affreschi, dipinti, specchi e statue suggestive.

Dopo l’arrivo della corsa del Principe (29 km) restiamo in pochi. Davanti e dietro di me, a perdita d’occhio non c’è più nessuno. Al 30^ mi raggiunge, passa e va SuperMariaRita Zanaboni, segnalandomi una decina di maratoneti ancora nelle retrovie.

Da quel momento cominciano gli scherzi di Carnevale. Verso il 35° mi supera l’auto del servizio scopa. Invece di stare dietro l’ultimo concorrente, schizza in avanti per ordinare il rompete le righe e lo smantellamento dei ristori. La sfilata dei carri imminente impone le proprie leggi e i corridori delle retrovie (fra cui la povera Marina senza pettorale) non devono disturbare. E pazienza se, senza più riferimenti, rischiano di perdersi nella vasta pianura piacentina. Raggiungo l’auto scopa ferma ad un incrocio a causa di un semaforo rosso. Con tono deciso che non ammette repliche, intimo all’autista di smetterla con gli scherzi e mettersi dietro. Anche se oggi è Carnevale, l’addetto comprende che non sto scherzando affatto.

004 Avvertita telefonicamente dal servizio scopa, verso il 38° mi affianca l’ammiraglia di Giancarlo Chittolini. Mi segnala, certamente scherzando, di essere ormai fuori tempo massimo. Gli rammento lo scambio di mail della vigilia e la sua promessa del 5:45. Ma anche il buon Giancarlo è immerso dell’atmosfera carnascialesca: mi confessa che la sua mail era una burla. Informato sulla mia previsione di finire in circa 5:25, assicura, bontà sua, che avrebbe mantenuto la postazione chip fino al mio arrivo. Infine sgommando, se ne va. Quando giungo nella via centrale di Busseto, il Carnevale è ormai in pieno svolgimento. Facendomi largo fra bambini festanti, mamme con pargoli in carrozzella e carri allegorici che la fanno da padroni, intravedo la grande statua di Giuseppe Verdi assiso fra la folla e capisco di essere finalmente arrivato in Piazza Verdi ove è situato l’arrivo. Il gonfiabile è sgonfiato e la postazione chip non esiste più. Taglio il traguardo fantasma in 5 ore, 23 minuti e qualche secondo. C’è ancora un addetto SDAM chino sul proprio notebook intento a fare di conto. Aspetto che sollevi la testa e mi presento: mi chiamo Mario ecc, ecc. Detto fatto lo scherzoso addetto fa scattare il suo personale cronometro e mi certifica un tempo manuale pari a 5:25:35. Che ridere ragazzi!

Una mezzora dopo arriva Marina. Ci incamminiamo verso la zona retrostante la Rocca ove dovrebbero sostare i bus che ci riporteranno alla stazione di Fidenza. Non ci sono bus ma solo tre autisti che, credendo non ci fosse più nessuno, hanno dato l’ordine di riportare i bus al deposito. Questa volta non ci casco più: è chiaro che l’atmosfera carnascialesca ha contagiato proprio tutti. I tre allegri autisti stavano scherzando: spunta dal nulla un furgoncino dell’organizzazione che ci porta a destinazione.

005Ma lo scherzo più bello deve ancora arrivare. Al bar della stazione troviamo Ferdinando Gambelli e un suo concittadino marchigiano. Dobbiamo prendere lo stesso treno delle 16:15 per Bologna ed Ancona. Arriviamo al binario alle 16:12 ma il treno sta partendo proprio in quel momento. Non ci resta che recarci in biglietteria e compilare un lungo e noiosissimo modulo di reclamo. Non servirà a nulla: nessuno prenderà provvedimenti perché anche i macchinisti hanno diritto, il giorno di Carnevale, a scherzare un po’.

P.S.1: A Salso si è rivisto il presidente dimissionario Gianfranco Gozzi. Che anche lui, in sintonia con l’atmosfera carnascialesca, abbia solo scherzato?

P.S.2: Anche la classifica fa un po’ ridere. Con il mio stesso tempo ma dopo di me compare Antonio Dell’Oca, con il quale ho condiviso gli ultimi 5 km ma che è scattato nel finale arrivando almeno un minuto prima. Scorrendo la lista, scopro inoltre che alcuni supermaratoneti buontemponi, in genere piuttosto lenti, scherzando a più non posso, oggi sono andati velocissimi ad occupare le zone alte della classifica generale.

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Clicca qui per le foto (di Mario Licardi)

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