MARATONINA DEI TRE COMUNI – FAGGIANO (TA)

Il ritrovo è avvenuto alla periferia di Faggiano fra gli stand della Festa dell’Unità, tappezzati da gigantografie di Che Guevara con i suoi motti farneticanti, a dimostrazione che le ideologie (di qualunque segno), anche se bocciate sul piano scientifico, trovano sempre creduloni!

Alle nove precise tutto è pronto per la partenza. Lo sono anch’io, acrobaticamente proteso con il busto contorto dal finestrino della macchina del giudice di gara: per via del malanno che affligge il mio prezioso ginocchio sinistro, sarò condannato per un po’ di tempo a seguirle da questo comodo punto d’osservazione, lontano dalla pugna (finalmente! sento al mio orecchio qualcuno mormorare). Non si parte perché dell’auto dei carabinieri, che come da accordo avrebbe dovuto fare da battistrada, non si vede neppure l’ombra. E’ proprio strana la storia della forza pubblica! Dice di essere troppo indaffarata all’inseguimento dei delinquenti per distrarsi in questi piccoli compiti di semplice protezione delle corse. A leggere le statistiche, quelli non li piglia mai e queste non le protegge!

Alle ore 9:25 se ne presenta non una, due volanti, e viene dato il via. Pasquale Roberto Rutigliano del C. S. Esercito scatta come una saetta sulla lieve asperità iniziale da compiere due volte, perché tanti sono i giri da fare nel tessuto cittadino. Allorché dopo due chilometri si abbandona il centro abitato, egli s’invola per strade popolate da ulivi con un vantaggio di un centinaio di metri. Il percorso scende dolcemente verso lo Ionio in direzione di Pulsano e quando giunge in città, dopo otto chilometri di gara, il battistrada ha fatto il vuoto dietro di sé: l’unica figura che s’intravede lontana è quella abbronzata di un marocchino. Sciolto, leggero ed in bello stile, l’esile atleta procede per Leporano (11^Km.) giungendo in vista del mare, che mi ricorda le vacanze appena concluse. Visto da lontano, sembra bellissimo; lo saluto nostalgicamente, e si ritorna verso l’entroterra. Fortissimo, continua nella sua cavalcata solitaria, ormai alle sue spalle non s’intravedono profili scuri o chiari. Non si ritiene soddisfatto della prestazione, frequentemente lancia rapide occhiate all’orologio, sul suo viso compaiono smorfie di disappunto e forza il ritmo. Intanto gli stand del partito della Quercia si fanno sempre più grandi, e sotto lo sguardo irato del “Che” taglia il traguardo in 1:09:16.

Questa è stata la gara, sinteticamente descritta per non annoiare, che ho visto dal mio punto privilegiato con il riflettore puntato sul più forte. Tra i partecipanti ho scorto Roberto Annoscia: egli potrà descriverla vissuta dal di dentro con tutto il corredo di pene, drammi personali, angosce, singolar tenzoni, delusioni, eroismi, esaltazione dell’amicizia (ho visto non due, tre atleti – andavano molto forte – correre mano nella mano: nobili sentimenti, o reazione a catena dell’effetto Niki Vendola?), debolezze umane (il percorso si prestava a colossali tagliate), nonché eventuali carenze organizzative, che, stando alla testa della gara, non ho potuto notare.

Campionessa regionale è stata proclamata Maddalena Carrino con il tempo di 1:28:46. Gli iscritti sono stati 544. Non vi parlo del ristoro finale e del pacco gara perché, per esperienza, so che nessun concorrente tiene a queste cose materiali, soltanto accenno al fatto che era abbondante il primo e ricco il secondo.

Non erano 13 come i cavalieri, ma trenta gli atleti della A.S. Disfida di Barletta che hanno vinto il Titolo Regionale per Società, facendo anche man bassa di titoli e premiazioni individuali. Dovete sapere che il più scadente sono io, ed è appunto per evitare brutte figure a livello regionale che me ne vado per la penisola a mietere allori nazionali. Uno solo è peggiore di me, Eligio Lomuscio, tanto tapascione che di più non si può; a Faggiano il suo bravo contributo l’ha dato, stabilendo il suo primato di maratonina: 2:23:20. Per la Società barlettana la trasferta in terra tarantina è stato solo un prologo turistico, la vera battaglia sulla distanza della mezza maratona verrà combattuta il 2/10/2005 a Barletta, in occasione della quale crolleranno tutti i record pugliesi di qualità e quantità. Il titolo ufficiale è stato assegnato a Faggiano, quello che conta veramente sarà conquistato nella neonata 6^ provincia pugliese, dal nome profetico BAT (abbreviativo di battere: colei che tutti batte!).

Non posso fare a meno di concludere con un cenno al mio piccolo dramma personale. Osservavo gli arrivi al traguardo di questa prima gara di settembre. Tutti erano soddisfatti, felici d’essere grondanti di sudore e barcollanti, spontaneo un grido mi sgorgò dal fondo dell’anima: “Ah, perché non son’ io coi miei pastori!”

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