MARATONINA DELLO IONIO- GALLIPOLI

di Vito Carignani

Il 29 gennaio 2023, XIV edizione della Maratonina dello Ionio tra la cornice del Parco Naturale di Sant’Andrea e Punta Pizzo.

Il podista è atleta con molta resistenza nel camminare o correre.

Un mondo, a mezzo del piede, in movimento. Sensazioni, ricordi, riflessi di visioni distanti nel tempo, congiunte all’istante della gara.  Ascendi in piena solitudine, al culmine, quasi un abbraccio del verde pendio di Punta Pizzo, che congiunge al mare. Focus visivo del faro di Sant’ Andrea al centro mediano dell’onde. Tanto basta a produrre contentezza, anzi gioia nell’essere alla Maratonina dello Ionio.

Macchia Mediterranea, palcoscenico naturale.

Sinuoso l’andare tra muri a secco delimitanti lentisco, rosmarino, ginestra, timo, pistacchio, erica ed orchidee selvatiche. Più innanzi, prati di calendule, cardi, zafferani. Poi il pino d’Aleppo, cardi, zafferani nella pineta. Dove degrada il pendio il ginepro e lungo la costa filari di calcatreppola marina, carota spinosa, finocchio di mare. Ai bordi dell’ isola di Sant’ Andrea, la pianta di statice, simile al limone. Le dune cosparse di giglio e la spiaggia con piante di campanella, soggette ad estinzione causa la illegale raccolta.

Meraviglia della natura, quinte di immaginario palcoscenico : il Parco di Sant’ Andrea, Punta Pizzo. La mente ritorna al ricordo delle Stelle Alpine, stambecchi, camosci, cervi, caprioli dei monti valdostani. Da Pont Saint Martin con a sinistra il Castello di Bard, cime imponenti da Champoluc, Gressoney, Valtournenche, Pila, Chamonix sino a Cogne allo sfondo del Gran Paradiso e gli stambecchi immobili su speroni appuntiti. Realtà del decorso Novecento, parimenti in memoria per bellezza nel solitario percorrere dal Pizzo sino alla Costa Brada, a ridosso del mare. In tanta bellezza, diversità, splendore si dirada il rapporto spazio-tempo nel correre. Tratto prolungato con l’ amico di Leverano Fernando Re. Poi scompare per riapparirmi in oliveto a ragionare di xylella con un contadino. Oltre Costa Brada mi riprende, mancano circa 2 km, mi obbliga, ” pretende” un arrivo congiunto al limite del tempo massimo. Modo di fare, essere avulso dal comune comportamento in gara, di solito rivolto al raggiungimento personale del risultato. Ti ringrazio Fernando, il senso dell’amicizia, da astratto lo hai reso concreto, proiettato nel tempo.

L’ organizzazione di una gara podistica ha caratteristiche aziendali; analoghi riflessi, obblighi nella gestione del durante. Operatività di squadra nei ristori lungo il percorso, salvaguardia della sicurezza, assistenza, conforto, tutto essenziale, primariamente nei tratti solitari. Due vigilantes a presidio di incrocio, ben visti pur se ancora lontani, di seguito è spontaneo il saluto.

Al traguardo del Lido San Giovanni, la gara è finita. Non per il presidente, Claudio Polo, in azione sin dalle prime ore dell’alba. Classifiche, categorie, premiazioni, ringraziamenti, tutto lo impegna. Noto un bambino a seguirlo, Claudio lo tiene per mano.  Sale sul palco, interrompe le premiazioni, dona una targa al fanciullo. E’ in  rappresentanza di una classe della locale scuola elementare. Gli alunni, dopo accurata selezione di reperti, monumenti, hanno scelto la Fontana Greca, quale effigie della medaglia ricordo della gara. L’ Umanità degli Italiani è nota anche per gli scopi morali, che stanno alla base di ogni iniziativa e ne costituiscono la vera ragione d’essere. Scopi morali insiti quando gli attori del podismo agiscono al di là del semplice senso, significato della corsa. Gli amici di Gallipoli hanno mantenuto, tramandato tale modo di essere. In una 10 km del secolo scorso, ricevetti una targa con  altri otto atleti, c’era anche Claudio Polo. Avevamo fatto il Passatore, Piazza Tellini era piena di gente.

L’impegno profuso, suffragato dal risultato ottenuto. Seicento venti al traguardo, pur in percorso tecnico, impegnativo per cambi di passo in tracciato ondulato.

Njie Nfamara, assoluto dell’Atletica Casone Noceto, comune in provincia di Padova, il primo in 1.10.24. Atleta africano, inserito nel vasto universo delle scuole di formazione delle provincie di Parma, Modena e sino al basso Veneto. Nutrita, qualificata partecipazione di atleti nostrani di varie categorie. Riso Biagio, Ruffino Filippo, Bergamo Cristian, Friolo Diego, Simone Lucia. Prima donna Paiano Stefania  dell’ Atletica Amatori Brindisi in 1.30.45. D’Aversa Damiano, da oltre trenta anni sulla breccia in 1.37.01. Il mio presidente Puscio Giovanni, che ricordo da “bambino” nelle 6 Ore di Banzi, terra dei Templari in Basilicata. Viviana Verri, prima donna in una 6 Ore del Gargano del mio amico Pasquale Giuliani ed un Passatore chiuso in 10 ore. Zilli Stefania,compaesana in 1.44.16. Il caro Mastria Vito e Ingrosso Laura in 1.52.32. Camassa Alessandra, SF 65 in 1.50.46, prima di categoria.

Labriola Salvatore, ci incrociammo ” per caso” a Brooklyn, ottavo km di una maratona di New York. Mario Di Monte e le sue 10 km- 4 giri di 2,5 km- in quel di Bernalda, il 15 agosto. Partivo, da solo, da Santa Maria al Bagno, andata e ritorno 300 km. Un affettuoso saluto, Mario. Rodolfo Antonucci e Carmela Cataldo, insieme al traguardo, compagni di corsa e di vita.

Al termine, ma non ultima, Fina Vanessa Elena dell’Atletica Mesagne, persona gentile, di spiccata umanità. Conosciuta alle recenti 8 Ore di Palagiano e Barletta.

Io, primo ed unico della cat. SM 80 con il tempo di 2.45. 08, osservo lo spettacolo da dietro le quinte del palcoscenico della Vita.  

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