Si trasforma nelle gare ultra-trail. Basta qualche carrareccia segnata da solchi profondi, oppure un sentiero di lupo meglio se in ripida discesa, per vederla schizzare via dal gruppo dei partecipanti. Dove ci sono radici affioranti, sassi scivolosi, buche insidiose celate da ciuffi d’erba, eccola saltellare a mo’ di stambecco restando sempre in piedi per merito delle sue solide gambe e il grande senso di equilibrio. Se piove, nevica oppure grandina ed il terreno diventa fangoso ed impraticabile a noi umani, per lei è il massimo del godimento. Quando poi ci sono ruscelli da guadare, la sua soddisfazione va alle stelle.
Le avevo affibbiato l’appellativo di “stratosferica” già molti anni fa, quando Marina si cimentava con successo in gare estreme come la Marathon des Sables. Il tempo passa ma, come il buon vino, Marina invecchiando migliora. Attualmente pur correndo una 50ina di gare all’anno, ne denuncia meno di 40 perché molte sono le manifestazioni Fiasp che Marina, completamente sganciata dalla schiavitù/mania del punto-maratona, corre solo per diletto.
Nell’ultimo weekend la sua ultima impresa: Ultra-trail Via degli Dei, Bologna-Fiesole, 125 km per 5.100 m di dislivello positivo. Partita sabato dalla Piazza Otto Agosto di Bologna 5 minuti dopo la mezzanotte, a fronte di un Tempo limite di 32 ore, è arrivata a Fiesole prima di categoria in 25:23:55.
Nonnetta felice amata dai suoi innumerevoli nipoti, è vegetariana convinta con qualche sconfinamento vegano. Le imprese sportive trovano poco spazio nella sua pagina facebook, ricca invece di foto e video prodotti da associazioni umanitarie e animaliste.
Molto impegnata durante la settimana, nel weeckend Marina stacca la spina. Indossate giacca a vento impermeabile, camelbag e lampada frontale, vola verso l’ennesima gara ultra trail da conquistare.
I suoi numeri attuali: 37 maratone/ultra ultimate nel 2017 e 581 in carriera.
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