Mario Dimonte, centenario delle maratona

foto 2Ho girato l’Italia e parte dell’Europa, senza mai perdere l’entusiasmo e la passione che ti lega a questo meraviglioso sport. La mia centesima esibizione è coincisa, poi, con l’annata del mio sessantesimo compleanno. Un motivo in più per festeggiare, assieme a mia moglie, Anna, che mi ha quasi sempre accompagnato nelle trasferte su strada, finché l’ho contagiata nella passione e ha cominciato a correre anche lei. Nella Maratona del Gargano, a Cagnano Varano, gli organizzatori mi hanno omaggiato con tanta di targa e di torta. Entrare di slancio nel club dei “Supermaratoneti!” è un piacere e un orgoglio. Come quello di essere lucano e, in particolare bernaldese, figlio di una terra, il Metapontino, potenzialmente ricca di talenti, non sempre espressi.

Correre è come volare. Ti porta a frequentare tanta gente, a conoscere luoghi ricchi di fascino e di storia, a scommettere ogni volta su te stesso, a soffrire, fino alle lacrime, sempre pronto, dal giorno dopo a ricominciare. Ho corso alle più importanti maratone d’Italia, da Roma a Firenze a Venezia, passando, oltralpe, per quelle di Montecarlo, Lione e Parigi. Ho vissuto la bellezze della natura della Costiera Amalfitana e l’ebbrezza dell’eco-maratona “Filippide” di Metaponto, che si corre in riva al mare e in mezzo alle pinete.

Ma non ho disdegnato neppure le ultramaratone: per tre volte ho disputato la massacrante 100 km del Passatore, sull’Apennino tosco-emiliano e, in un’altra occasione, mi sono cimentato nella “Sei Ore” di Banzi (PZ), così come nell’omonima competizione di Putignano. Mi sono perfino inventata una nuova competizione: la Maratona su pista che, ad ogni inizio di anno solare, corriamo, su invito, assieme ad alcuni amici, nello stadio comunale “Michele Lorusso” di Bernalda. E’ senza dubbio un po’ più monotona delle altre, ma serve per scaldare i motori e preparare la nuova stagione delle corse.

foto 3Ai podisti, giovani e meno giovani che vogliono iniziare a cimentarsi nella corsa, posso dare pochi ma saggi consigli. Bisogna sapersi gestire e adattarsi alle situazioni. Evitare le forzature e le sfide al proprio fisico. Gli infortuni o i risentimenti non mancano, ma si superano senza difficoltà. All’insegna del divertimento, anche se la sofferenza fa parte del gioco. Aspetto ludico, regime alimentare controllato e poi sei subito pronto a pensare alla prossima

Rimane un unico rimpianto. Nell’epoca delle crisi profonde, anche le maratone vengono cancellate, pian piano dai calendari ufficiali del meridione. Mancano sponsor e le risorse si assottigliano. Meglio organizzare gare più abbordabili, ma senza il fascino di una maratona. Per questo noi podisti del Sud siamo costretti a spostarci, spessissimo da Roma in su, con notevole aggravio di spesa per gli spostamenti. Ma non sarà certo questo inconveniente a fermarci. Continueremo ad autofinanziarci, finché regge la passione e, soprattutto, il fisico.

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