Entrato nel Senato dei “Supermaratonetibus”, viene eletto Censore.
Esercita tale carica da circa 3 anni. Soprannominato pure Censorius, Sapiens, Orator, Priscus e Superior, ne è una delle figure di spicco.
Il suo incrollabile carattere, la sua fiera opposizione alla illegalità, la difesa della libertà repubblicana, ormai vacillante, hanno provocato detrattori antichi e moderni.
Famosi alcuni suoi aforismi: “Non vergognarti di voler che ti sia insegnato ciò che non sai. Saper qualcosa è fonte di lode mentre è una colpa non voler imparare nulla” (riferito in modo particolare allo scrivente, analfabeta in informatica!).
Un altro, altrettanto famoso: “I ladri dei beni privati passano la vita in carcere, quelli dei beni pubblici nelle ricchezze e negli onori”. E’ facile dedurre di chi sto parlando.
Ancora: “Non credere a chi ti dà notizie di (false) maratone fatte, bisogna aver poca fiducia di chi parla molto e corre poco!
Proprio in queste ore, dopo aver esaminato, censurato, numerato e redatto le classifiche degli oltre 300 “Supermaratonetibus”, ha trasmesso al mondo intero i risultati del suo immane lavoro, e dall’alto del suo piedistallo, con grande umiltà, proferisce queste parole: “Meglio che gli uomini chiedano perchè non abbia una statua, piuttosto che chiedano perchè ne abbia una!
Facciamo le corna!
Complimenti e grazie ancora.


