Non è tipo da starsene seduto a tavolino a farsi aumentare i centimetri dell’addome, come alcuni organizzatori e molti impiegati della FIDAL. Le gare le corre, spaziando dalla 42 Km. alla 100 Km., e ve le disputa come volete: passeggiando per tutto il percorso, alternando il trotto alla camminata, eseguendo scatti da centometrista e, se ha la luna buona e non è distratto da visioni femminili, vi chiude la maratona in 3:25:00.
Infine è un ottimo speaker, ed il quadro è completato. E’ l’unica qualità che gli maledico perché mi annuncia sempre con toni tribunizi: “Ecco il campione del mondo: 100 maratone in un anno”. Ed io sono costretto ad impegnarmi a fondo per non deludere gli spettatori che, vedendomi stazionare nelle ultime posizioni, potrebbero pensare ad un bluff.
Nel foggiano è Figaro qua, Figaro là, Figaro su, Figaro giù. Nelle rimanenti province pugliesi, Faleo è niente. Quel fiume che separa il Tavoliere dalla parte restante dell’Apulia non riesce proprio a varcarlo. L’Ofanto diventa per lui più profondo del Po, ed è risaputo che i Dauni non sappiano nuotare. D’inverno l’Aufidus è quel fiume impetuoso descritto da Orazio, ma d’estate è quello che appare nei dipinti del De Nittis, in cui, ad attraversarlo, non ci si bagna neppure la suola delle scarpe. Non c’è niente da fare, quel confine è più insormontabile della Muraglia cinese, più insuperabile della linea Maginot. Ed allora egli lo risale fino alle sorgenti, lo aggira come i tedeschi la Maginot, e dilaga verso Sud, dove Faleo è sì grande che per mare e per terra batte l’ali e fino in Sicilia suo nome si spande!
Vennero dalla nobilissima città di Salerno e dalle maschie rovine di Paestum non proprio nobili organizzatori, gli si inginocchiarono, come ad un mammasantissima, perché benedicesse la loro maratona. Dalla Iapigia si mossero molti Peuceti, un certo numero di Messapi, e solo lui come Dauno, a dimostrazione che non riuscì ad influenzare nessuno. Quelli andarono, videro e vinsero (beati monoculi in regnun caecorum).
In Calabria, alla Corsa dei due mari, promise 40 supermaratoneti: in realtà ne andarono 4 di propria iniziativa. Lui si difende: “Ho avuto poco tempo; il prossimo anno ne farò arrivare 300, giovani e forti”.
Dalle sabbie bianche dei lidi metapontini, è venuto a Carapelle patron Rocco Petrocelli ad implorare assistenza tecnica al suo Tour della Magna Grecia che si terrà sul finire di Agosto.
Quest’uomo incapace a guadare un fiumiciattolo, riesce a passare indenne fra Scilla e Cariddi, a superare le acque tempestose dello Stretto, e giungere fino alla pittoresca Hjbla – una Matera capovolta – dove dà man forte al volenteroso, solitario, lamentoso Elio Sortino, facendo un figurone nei confronti dell’altro testimonial. Vuoi paragonare Massimo, fisico sottile, quasi filiforme, capelli tagliati da bravo ragazzo e viso da bambino in cui sorridono due labbra simili a fessure di salvadanaio, con Biagio, bassotto, addome abbondantemente debordante dal panciotto, labbra mobili, dal forte accento isolano, sovrastate da rossicci baffi a gronda ed occhiali a mezzo naso? Che poi tutti e due, ai quali si è aggiunto Beppe Togni, non riescano a portare a Ragusa più di 70 atleti, è un altro discorso.
Bando alle ciance, e ritorniamo in tema. Dopo averne descritto a grandi linee la multiforme personalità, è pleonastico commentare la Max Marathon, fedele copia dell’autore. Anche questa, come le altre di Massimo Faleo, è una maratona di nicchia, fatta per appassionati. Non un prodotto di massa come Fiat ed Opel, ma come Ferrari e Ducati, cui dedica anima e corpo: è un single e, non avendo altri pensieri per la testa, se lo può permettere. A proposito, non è giunta l’ora, per lui e gli altri compagnoni, di smetterla d’andare di fiore in fiore, e di far planare definitivamente il volatile in un luogo sicuro ed affidabile? Chissà quanti nidi sono in trepida attesa! E’ vero che a Massimo piace svolazzare qua e là, ma, nell’intimo, è capace di pensieri delicati e gentili, propri dell’innamorato.
Con un modestissimo budget riesce a portare in un piccolo paese del Tavoliere, e a farli correre nella campagna che lo circonda, un buon numero di atleti appartenenti alla valorosa famiglia dei Supermaratoneti. E’ appunto questa l’essenza della Maratona di Carapelle, che può essere definita una sfida in famiglia, una lotta fratricida, in cui uno di loro ha lanciato il guanto, germani sono i contendenti, mentre il pater familias, quest’anno assente, impartiva la paterna benedizione dall’Edera di Forlì. Non è mancato all’appello neppure l’ottuagenario fratello maggiore, che ha approfittato dell’abbondante tempo massimo previsto per parteciparvi, ed accumulare punti di vantaggio sul delfino. La superclassifica è congegnata in modo crudele: protraendosi all’infinito, lo costringe a correre fino all’ultimo respiro di sua vita.
Massimo Faleo ha dimostrato coraggio, non facendosi intimidire dagli anatemi della FIDAL, che ha minacciato di squalifica i suoi iscritti che avessero partecipato a questa gara non omologata. Questo spiega la scarsa partecipazione degli atleti pugliesi. In questa regione la FIDAL è molto forte e, dalla sua posizione egemonica, si comporta come padre-padrone. Dà l’impressione che le preme, soprattutto, intascare balzelli, mentre l’effettiva pratica sportiva essere un optional. Pertanto, io che, sebbene in non perfette condizioni fisiche, per 4:35:33 ho fatto sport, semplicemente per questo motivo, dovrei essere squalificato! Come la politica è lontana dalle esigenze dei cittadini, così la Fidal appare lontana dai bisogni degli sportivi. Come quella, è una casta intenta a conservare privilegi e rendite, ad intascare rimborsi per viaggi, cene ed alberghi, e, se capita, concedere gare sportive dopo avere incassato l’omologazione. Naturalmente, il tutto mascherato dal perbenismo della salvaguardia della salute, della tutela assicurativa ecc..
Con questo dolente riferimento, si conclude la prima maratona della serie faleana. Si aspetta con ansia quella di Sant’Agata di Puglia, grazioso paesino ben conservato del preappennino dauno, insignito della bandiera arancione dal TCI.


