Mediterranean SuperMarathon 50 Km. – Palermo

Fra i 2000 partecipanti alla non competitiva di 4 Km. ed i 1800 iscritti alla maratonina, maratona e 50 Km.(dati desunti dal depliant), cerco invano la testa del palermitano Maurizio Crispi, simile alla mia con in più un pleonastico ciuffetto occipitale.

L’estate siciliana mostra tutti i suoi colori, senza l’ardore del suo sole, che giunge attenuato dal filtro degli ombrosi viali: come una donna morbida, calda, appassionata che nasconde le sue forme sotto i veli. Il termometro segna 30°, quando al 5 Km. manca l’acqua: si profila il rischio di fare cilecca con la bella isolana. Ella, dolce e comprensiva, intuisce e raddoppia i suoi veli nel parco protetto della Favorita. Non si scopre neppure quando s’invade la città, dove gli alberi e gli alti palazzi del Viale della Libertà prolungano i preliminari.

Le strade sono chiuse al traffico. Agli incroci, il lavoro dei volontari è arduo per domare le lunghe file di automobili, che friniscono come cicale stordite dalla calura. Si passa davanti al Politeama Garibaldi. Alla vista del teatro Massimo, scioglie i veli e lo indora. Ed io non fantastico sulle sue flessuosità, rapito dalle note della Norma, suonata dalla banda dei carabinieri schierati sulla scalinata. Si ritorna nella Favorita, si raggiunge Mondello, al 20 Km. manca l’acqua, si passa dalla zona-partenza ed ha termine la maratonina.

I pochi rimasti in gara vengono buttati nell’opposta periferia della città, per lunghissimi stradoni rettilinei, privi di alberi o di piccolo fusto. La siciliana si liberò delle vesti e mostrò tutta la sua procace nudità. Spavaldamente l’affrontai di petto, opponendo passione a passione, sicuro di soggiogarla con il mio ardore. L’amplesso si protrasse per interminabili chilometri. Le energie cominciarono a venir meno. Né furono in grado d’infondermi vigore i sali minerali, le arance, i savoiardi e le crostatine che trovai dal 30° Km.. Ero ormai in balia delle sue ingorde carezze, dei baci infuocati che mi toglievano il respiro. Mi avviluppò fra le braccia e sentii il sapore bollente del suo corpo prorompente. Smarrito fra le sue grazie, ero boccheggiante.

Al 42° Km., si ritornò nei pressi della partenza, ove i maratoneti conclusero la fatica. Solo allora la sconvolgente mediterranea si ricoprì, nascondendosi dietro oleandri, buganville, o scomparendo dietro il monte Pellegrino. Lentamente mi ritornarono le forze. La visione dei colori e del mare di Mondello mi rinfrancarono. Arrivai in 5:23:57, abbondantemente al di sopra del mio valore. Ero deluso. I miei complessi d’inferiorità svanirono quando la palermitana valutò la mia prestazione degna del 2° posto di categoria. Evidentemente, quel giorno aveva avuto pochi e gracili amatori, per essere il Campionato europeo assoluto individuale ed a squadre ed il Campionato italiano assoluto e di categoria maschile e femminile.

Detti uno sguardo alla medaglia in ceramica. Era inciso: Palermo 19 ottobre 2003.

Sul trofeo di 2° classificato, anch’esso dello scorso anno, si legge: Palermo d’inverno. La 20° Mediterranean SuperMarathon è inserita fra le manifestazioni invernali della città. Dicono che la teoria della relatività sia scientificamente superata. A me sembra più valida che mai!

In Sicilia, ho fatto un pieno di sole e di tutti i colori dell’arcobaleno. Potrò affrontare senza affanni le brume delle maratone invernali.

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