Qui son passati studenti celebri, turisti, innamorati ed eroi. Qui ad esempio 62 anni fa vennero Watson e Creek ad annunciare la scoperta del DNA. Qui venivano a bere per l’ultima volta gli aviatori della Raf prima partire dal vicino storico Aeroporto di Duxdorf per le missioni senza ritorno delle fortezze volanti. Sul soffitto sono rimasti centinaia di loro graffiti fatti con gli accendini e tristi cartelli appesi ai muri raccontano le loro tragiche storie. Ci si può tornare tutta la vita e troverete sempre un pezzo di cuore e la sedia libera per la vostra anima. Fuori dai vetri tanto fascino. Maestosi college che custodiscono giardini, antiche biblioteche e cappelle. Dolci scenari sul fiume Cam, che scorre placido nel verde tra la storia e le meraviglie architettoniche.
Come da noi Venezia, Cambridge attira troppi visitatori che la soffocano. Nata per far studiare la classe dirigente nella bellezza e nella pace, il numero crescente di turisti la sta strozzando, come a Venezia è meglio andarci d’Inverno magari a Natale quando i college sono chiusi e i turisti svaniti. E dire che si trova a poco più di un’ora e mezza d’auto la Londra, un’ottima destinazione per uscire dal caos della capitale o per assaporare un angolo di Inghilterra più tranquillo e autentico. L’università, che ha reso famosa la cittadina e ne è divenuta il simbolo, è una tra le più antiche al mondo: le sue origini risalgono al 1209, quando un gruppo di studenti in fuga da Oxford per un’accusa di omicidio si rifugiarono a Cambridge e vi fondarono alcuni anni più tardi il primo ateneo, il Peterhouse. Nel corso degli anni i college si sono moltiplicati, con la costruzione di edifici imponenti, eleganti, elaborati, che sembrano delle vere e proprie regge. Oggi a Cambridge se ne contano ben 31 con circa 19.000 studenti, che corrispondono ad 1 abitante su 4! Sono ovunque, sfrecciano per le strade con le loro biciclette, si vedono rilassarsi nei parchi pubblici, leggere o studiare davanti ad una tazza di tè. Gli studenti famosi ovviamente non mancano e tra monarchi, duchi e contesse si annoverano anche studiosi quali Isaac Newton e Charles Darwin. Per non parlare di Stephen Hawking e del Caius College cui un recente film ne ha dato lustro e gloria.
Per una strana coincidenza ho trovato tramite gli amici del Club Inglese una Maratona da correre nei dintorni, la Meridian Meander: ma andiamo per gradi. Basta allontanarsi di poco dal centro per godersi la pace della campagna. Qui si va alla scoperta di bellissimi luoghi nel territorio circostante situato a circa dieci chilometri da Cambridge. St. Ives sembra l’incarnazione dell’idea di villaggio inglese di campagna che molti di noi, influenzati da letteratura e cinema, hanno in mente. Si corre tra deliziosi cottage con muri bianchi e scuri tetti di paglia e ampi prati verdi, i Grand Meadows, un angolo di pace tra signori che fanno picnic in giacca e cravatta e romantiche coppie sdraiate a guardare il cielo. Ai ristori non ci si deve dimenticare di prendere un tè accompagnato da scones con clotted cream e marmellata, come nella migliore tradizione inglese. Si attraversano canali e vecchi mulini, chiese e cimiteri, chiuse dove aspettano placidi piccoli navigli, uno addirittura a vapore. Il tutto in un’atmosfera di estrema tranquillità, tra alberi da frutta e luoghi amati e resi celebri dal poeta Rupert Brooke, che introdusse questo ritrovo a figure letterarie quali Virginia Woolf, Bertrand Russell e E.M. Forster.
Ma veniamo alla corsa. Siamo in un’oasi adatta a chi ama lunghe camminate e relax in mezzo alla natura è raggiungibile in autobus e in bicicletta dalla celebre città universitaria. La sua varietà di ambienti lo rende il luogo ideale per vivere all’aria aperta. Pur essendo preservato con estrema cura, si ha la sensazione di stare in un luogo in cui l’uomo rispetta la bellezza originale della natura e limita il suo intervento a quello di custode. Insomma si attraversa un immenso giardino tra sentieri tortuosi nel bosco, percorsi rettilinei sotto archi di alberi, colline dove l’erba alta viene cullata dal vento, campi in cui pascolano mucche e pecore, e prati su cui riposare all’ombra degli alberi attraversati da canali e canaletti dal tragitto labirintico.
La corsa si chiama appunto Meridian Meander che vuol dire Meandro Culminante cioè dove si arriva al centro di un labirinto ed infatti bisogna cercare di uscirne vivi senza frecce ed indicazioni. Sono due percorsi circolari uno di 42 e l’altro di 29 km che comprendono lo storico St.Ives e bellissimi borghi locali come Houghton e Hemingford Grey. La registrazione e l’inizio per entrambe le gare di 18 e 26 miglia sono tra le 8:00 e le 9:00 del centro Over Day tra panini, tè e caffè. Ci sono tre checkpoint con giudici in Blazer Blu con simpatiche nonne che riforniscono la ciurma composta da 64 partecipanti sulla lunga distanza. Entrambi percorsi finiscono al The Over Community Center, dove ci aspettano decine di torte ben cucinate da signore del posto.
C’è anche una passeggiata dal simpatico nome: Five Pub Challenge. Le istruzioni dicono che avrà inizio alle ore 11:00 del Over Day Center (dove vengono proposti panini, tè e caffè) e proseguirà attraverso cinque Pub dai nomi originali dove ognuno dei proprietari offrirà la sua specialità. Prima il Pike & Eel a Needingworth, poi il Ferry Boat a Holywell per zuppa e un rotolo di pane. Ai Tre Tune in Fen Drayton sarà offerto un cono gratuito di patatine (per chi arriva prima delle 14:30). Poi si prosegue al White Horse a Swavesey per un ghiacciolo gratis e infine si torna torna all’Admiral Vernon in Over per un pezzo di torta fatta in casa. Questa passeggiata è contrassegnata da frecce direzionali mentre purtroppo quelle più lunghe come dicevo prima non hanno alcun segnale.
Gli organizzatori danno un road book molto complicato e più che una corsa è una caccia al tesoro. Io non ci capisco un bel niente, e gli stessi inglesi vanno e vengono o stanno titubanti ai crocicchi. Per fortuna dopo dieci km aggancio una coppia che sa il fatto suo perché la signora ha partecipato a tutte le edizioni. L’iscrizione costa poco, 10 sterline, ma è gradita una ulteriore offerta. Tutto il ricavato va alla locale casa di riposo. All’arrivo Mary, una delle volontarie, dice che nel villaggio tutti collaborano a dare un supporto alle le persone anziane, fragili e a quelle socialmente isolate. “Aiutiamo le persone a mantenere l’interazione sociale e a partecipare a attività ricreative e divertenti”. Infatti alcuni simpatici nonnini tra una birra e l’altra si avvicendano a tagliar torte. Mi dice che in un paesino di 2.700 anime ci sono 70 volontari che si competono allegramente diversi ruoli di importanza vitale tra cui: autisti, accompagnatrici, catering, divertimento, raccolta di fondi e amministratori. Ogni occasione è buona per raccogliere fondi. il Meridian Meander e la Five Pub Challenge sono una di queste. Poi c’è la fiera di primavera e i mercatini di Natale. Insomma perdendosi nel Labirinto si allunga la vita degli abitanti del Cambridgeshire.
Clicca qui per le foto (di Paolo Gino)


