Messina Umanità. Il bello della sua gente

Gara veloce, tecnica snodantesi su percorso cittadino di quattro giri lungo gli ampi viali del centro. Dopo il cavalcavia si continua in riva al mare, a ridosso del porto con il vai vieni dei battelli lungo lo Stretto. Circa due km entro il comando della Marina, ritorno al cavalcavia, centro e termine del giro al traguardo in prossimità del Municipio.

143 iscritti alla maratona, classificati 114 da TDS – Timing Data Service. Io proseguo in retrovia con passo consono ai miei 75 anni. Termino il terzo giro intorno alle 4 ore – 31,645 km. Sul traguardo, dialogo concitato. Antonello Aliberti, organizzatore a dirmi “devi fermarti, non riesci a fare il quarto giro nel tempo, il giudice ti squalifica”. Io “Tempo massimo 5 ore, continuo, poi se mi fermano, vedremo”. Altro responsabile “il passaggio alla sbarra era 3h e trenta” (forse voleva dire al comando Marina). Io “la sbarra non è indicata sul regolamento”. CONTINUO. Appena 5 minuti, mi trovo tra incroci pullulanti di macchine in movimento, vigili in pieno trans di controllo. Devo girare a sinistra verso il cavalcavia, vado oltre per 200 metri. Una affabile vigilessa mi indica il lontano punto di svolta. Ritorno tra l’ingorgo, finalmente mi lascio alle spalle il tratto “off- limits”, verso il cavalcavia inizio a pensare, passando vigili, protezione civile agli incroci, “mo’ mi fermano”. Niente. Mi osservano benevoli, continuo. Sul cavalcavia mi affianca un vigile. Breve dialogo sereno, affabile, esortativo. Nel mentre preciso, con delicatezza, di riuscire a cavarmela, afferma: “non per mia intenzione, ma ho ricevuto precise disposizioni che devo scortala fino alla fine, al traguardo”. Pur passati tre giorni, ho difficoltà a continuare a scrivere…Di seguito, a proteggermi, staffette della protezione civile pur col scarso traffico lungo la marina. All’ingresso del Comando, l’intero plotone ad applaudire festante, io a fermarmi un attimo… Di ritorno, dopo l’uscita dalla zona militare, il vigile di scorta in contatto radio, a pieno volume, con le postazioni fisse del centro città. Gli incroci sempre transennati. Lungo la discesa del cavalcavia sento in ritorno della voce della postazione vigili a 300 metri: “si ti vediamo con l’atleta che corre”. Corso Garibaldi, 41esimo km, completamente isolato, 30 metri da due concorrenti, inversione a gomito, traguardo vista 200 metri. Arrivo, oltre 30 persone in attesa, scroscianti applausi. Lo speaker “arriva Vito Carignani da Lecce, chiude la gara in 5.07.52, complimenti all’età di 75 anni”. Abbraccio del sindaco dott. Renato Accorinti, trittico di vini quale primo di categoria.

002Giornata unica, esaltante. Senza minimo spunto polemico, senza offesa, per puro spirito di verità, solo nel profondo sud a Messina poteva succedere un totale blocco del centro per consentire lo sforzo agonistico di un singolo, per giunta alla vetusta età di 75 anni.

Un caldo, rispettoso, doveroso invito al Comandante Le Grottaglie Marina Messina, al Comandante del VV.UU. di Messina Calogero Ferlisi, al Dirigente Servizio Protezione Civile prov. di Messina ing. Alfredo Biancuzzo per UN ENCOMIO da rivolgere al rispettivo personale in servizio per l’abnegazione, intensità, spirito di sacrificio dato a garantire sicurezza, buona riuscita della manifestazione, integrità e tutela fisica dei partecipanti.

Una precisazione tecnica. I primi tre giri di 31,645 km chiusi in 4 ore e un minuto alla media di 7,6 minuti a km. Il quarto giro di km 10,550 chiuso in un’ora e cinque minuti alla media di 6,2 minuti a km. Da dove è venuta tanta forza, energia, volontà di farcela non so, non riuscirò a spiegarmelo.

Scrivendo, la mente è riandata al “IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO” dell’indimenticato Sergio Leone.

Parafraso, sin qui ho scritto del BUONO, del BELLO. Ho deciso di scrivere, vincendo la perdurante commozione, per rivolgere un breve, concreto appunto e AL CATTIVO: La FIDAL. Federazione Italiana di Atletica Leggera.

Ieri, lunedì mi collego al gestore telematico della gara TDS – Timing Data Service – Sport Tecnologies – per la classifica ufficiale. Pagina 12 – ultimo 114esimo classificato Bonfanti Vincenzo ASD Pachino Running- SM 60 – 4.58.33.

Regolamento – Tempo Massimo.

E’ fissato in 5h00:00. Dopo questo tempo l’organizzazione non sarà più in grado di garantire LA COMPLETA chiusura del percorso gara.

Alla partenza, lo speaker dice: “tempo massimo 5 ore, ma in questi casi si conosce il significato del termine”. Il giudice FIDAL presente, ha ascoltato.

Al mio arrivo, lo speaker “declama” ecco l’arrivo di Vito Carignani da Lecce, 75 anni, termina la gara in 5.07.52, primo di categoria, annesso premio. Sono in possesso del filmato. Forse il giudice Fidal, scocciato, non era più presente. Aveva già da prima sentenziato “Augh ho detto” a mo’ dei capi indiani: Geronimo, Cavallo Pazzo, Toro Seduto, Cervo Zoppo, Cochise, Aquila Rossa, Nuvola Nera. Meglio: dei faraoni egizi “Così sia detto, così sia scritto, così sia fatto”.

Atteggiamento FIDAL pretestuoso, infantile, puerile. 7 minuti di ritardo rispetto a 300 di tempo sofferto, vissuto, assoluta inezia! Vedasi la classifica della Ultra del Gran Sasso del mio amico Franco Schiazza del 30 luglio 2017: tempo massimo 8 ore, io arrivato in 7 ore 38 e 05. Ultimo classificato in 08.38.50 Conti Linda F45.

Vedasi la classifica della Coast to Coast del mio amico Antonio Esposito- Sorrento Positano del 18.12.2016. Tempo massimo 5 ore, 14 classificati fuori tempo. Ultimo – Rapillo Federico – Collana Marathon Napoli SM 55- 05.29.10. Esempi da menzionare a iosa.

Estrema ratio: potrei citare in giudizio la FIDAL in quanto il regolamento della Messina Marathon del 14 gennaio 2018 al punto TEMPO MASSIMO, recita testualmente: “dopo questo tempo l’organizzazione non sarà più in grado di garantire la completa chiusura del percorso di gara”.

Non lo faccio, anzi rifiuterei anche un eventuale ripristino di classifica. Da uomo libero, mi tengo le mie 264 gare riconosciute nel rispetto delle regole, non dei cavilli, prese di posizione incoerenti, personali.

Vale quanto vissuto dai nostri sapienti progenitori: “Sic transit gloria munti”, meglio ancora “Omnia vanitas, et in gloria mundi”.

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