Ricordo con piacere l’erba di Prato della Valle, la piazza del centro storico di Padova, sulla quale mi sdraiai appena ricevetti la medaglia all’arrivo.
Più che la città di Padova ricordo i paesi limitrofi, in quanto la maratona partì da Vedelago ed attraversò una decina di paesini della provincia (rallegrati da numerose bande degli Alpini) prima di arrivare in città proprio a Prato della Valle, che oltre ad essere la piazza principale della città, è anche una delle più grandi e suggestive (particolare la sua forma ellittica) piazze d’Europa, per me nota, prima di quel giorno, perché teatro di parecchi Festivalbar ed altri concerti musicali.
Ovviamente nella piazza vi è la Basilica di S. Antonio che visitammo il giorno prima della gara, dopo il ritiro del pacco gara contenente la maglietta celebrativa rispolverata domenica scorsa.
Persi l’occasione (stante l’assenza in quella trasferta di mia moglie che è la vera intenditrice di casa) di visitare la Cappella degli Scrovegni, contenente un celeberrimo ciclo di affreschi di Giotto, ma sarà sicuramente il pretesto per tornare nella città veneta in una futura maratona, appena questa emergenza coronavirus passerà e finalmente si potranno visitare le bellezze architettoniche della città veneta.
per foto www.parlandodicorsa.cittanet.
Un caro saluto. Pasqualino Onofrillo




