Michela Aniceti

Appena le si porge il la, non la finisce più. Il fatto è che i suoi discorsi sono tutt’altro che leggeri, i concetti sono tremendamente seri e le idee mai piegate alla moda. Il tutto espresso con naturalezza e semplicità, solo in parte spiegato dall’essere toscana. Si rivela a 360°, aprendoci il suo cuore moderno ed allo stesso tempo antico.

Perché corri?

Per star bene con la testa. In corsa, trovo gli amici cui voglio bene e che mi ricambiano. Saluto tutti, porto allegria e comincio a parlare fino al traguardo. I più cari sono tutti over 60: Ferri, Funghi, Lucarini, ecc. Il cronometro non esiste. Tornata a casa, sto bene.

Hai completato 20 volte il Passatore, 23 volte la Pistoia-Abetone, 175 le tue gare. Corri dalla nascita?

Quasi! A 13 anni, nel 1978, già correvo. Mi ha iniziato mio fratello. Non c’era gara domenicale, cui non partecipassi. Bei tempi, quelli! Si andava per città, per boschi, in compagnia, con la famiglia, si rideva e si scherzava.

Quando la prima maratona?

Avrò avuto 13 anni, ad una delle edizioni del Chianti che si facevano una volta, quando tutto era semplice e non si era schiacciati dalla burocrazia. Al Mugello, la maratona più antica d’Italia, mi fermarono per non aver compiuto 18 anni.

2Il primo Passatore?

A 19 anni. Allora, era una festa. Partecipava molta gente, intere famiglie, gruppi di amici. Poi, i falò, gli sbandieratori, gli odori delle grigliate.

Il Passatore dura molte ore. Cosa pensi in tanto tempo?

Per me, il tratto meno interessante è quello fino a Borgo San Lorenzo. Tutto il resto è incantevole: la notte, le stelle, le lucciole, si raccontano barzellette, non smetto mai di parlare ed il tempo passa. Una volta mi hanno detto: “Conosci i fioretti? Fai il fioretto di stare zitta!”. Giunta a Brisighella, ritengo la gara finita, per cui dico a quelli che mi hanno fatto compagnia di andare, di precedermi in Piazza del Popolo, per poter fare un tempo migliore del mio.

Ti piace correre con gli uomini o con le donne?

Decisamente con gli uomini. Le donne non fanno altro che parlare di gare, di competizioni, dei loro tempi nelle maratone, guardano sempre il cronometro e criticano sempre. Le vecchie ti deprimono con il racconto di malattie ed acciacchi. Senza dubbio con gli uomini, a patto che non si perdano in apprezzamenti volgari.

Con il marito e i due figli come la mettiamo?

Con mio marito, Fabrizio, ho parlato chiaro fin dal primo giorno. Sono a tua disposizione per tutta la settimana, ma la domenica no! Devo correre. Nei primi tempi, ha corso anche lui, immagino, per amore. Ha fatto anche una 21 km a Campione d’Italia, poi ha smesso. Mi segue nelle corse e mi è di grande aiuto.

I figli? Una settimana dopo il parto già correvo. Li ho allattati al seno. Durante la Pistoia-Abetone, mi fermavo, davo il latte e riprendevo a correre. Adesso, hanno 14 e 16 anni, fanno sport e sono presenti alle mie corse.

Lavori?

La corsa mi aiuta a lavorare meglio. Dopo una gara, ho la mente libera e torno con gioia al lavoro.

Sogni nel cassetto?

L’unico è quello di star bene. La salute è un bene prezioso. Recentemente, ho perso il mio amato babbo; uno dei miei figli non è stato molto bene e, per fortuna, tutto è andato per il meglio. Sono questi i momenti che ti fanno apprezzare lo star bene.

3Qualche sogno sportivo?

Tutte le gare sono belle. Certo mi piacerebbe andare a New York, Berlino, Praga, ma non tanto per la corsa quanto per visitare la città con la famiglia. Però, i tempi sono duri ed in casa, attualmente, arriva un solo stipendio.

Che pensi delle quote rosa?

Un grande male! Deve prevalere il merito. Gli uomini devono fare gli uomini, le donne le donne, i figli i figli. Se il lavoro latita, è preferibile riservarlo agli uomini, mentre le donne pensino all’educazione dei figli. Sono per una vita di coppia intensa. Le partite di calcio lacerano le famiglie. Odio la volgarità verbale di molte donne, che in alcune cose si sono evolute in peggio.

Fai diete?

Potessi pesare 4-5 kg in più! Naturalmente, tutti armonicamente disposti sopra.

Letture preferite?

Agatha Christie e libri di fantasia.

L’ultimo film?

Mi viene la noia a stare seduta per ore. Qualche sera fa, ho visto in televisione Avatar.

La canzone preferita?

Tutto Battisti. Mi piace molto “Ragazzo fortunato” di Jovanotti.

Attacca e la canta tutta: “Se io potessi starei sempre in vacanza, se io fossi capace scriverei il cielo in una stanza…”. La ragazza è anche intonata. Michela è un fiume. Vassene il tempo e l’uom non se n’avvede. L’orologio segna le 21.15.00. Devo salutarla. Domani, alle ore 5.00, l’attende il lavoro presso il bar dell’ospedale.

4 Michela Aniceti premiata

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