Nel marzo 2014, dopo una meniscectomia subita appena un mese prima, ha portato a termine la Milano-Sanremo di 282,7 km in 41:44:01. Insoddisfatto! La pace dei sensi l’ha trovata nella 6 giorni. Nello stesso anno, ha partecipato a tutte quelle offerte dal calendario internazionale. Dal lago Balaton è andato al lago Pantano, poi in Francia e, attraversato l’oceano, ha raggiunto la Florida. Quattro 6 giorni disputate nell’arco di sei mesi!
In Italia, sono state le donne ad affacciarsi per prime a questa disciplina. Nel 2002, Monina Moling percorse 484,431 km a New York; nel 2003, Maria Teresa Nardin 505,248 in Germania; nel 2008, Carmen Fiano 522,835 km ad Antibes; nel 2010, Angela Gargano 562,330 km ad Antibes. Ma è stata Monica Barchetti a fare registrare prestazioni di valore mondiale con 705,259 km nel 2011 e 723,227 km nel 2012 sul lago Balaton.
Tra gli uomini, Lucio Bazzana 741,457 km nel 2004 e 754,00 km nel 2010; Antonio Tallarita 761,482 km, Andrea Accorsi 777,621 km e Lucio Bazzana 814,895 km nel 2012.
Ma non era mai capitato che un cavallo pazzo ne collezionasse tante di alto livello in un anno. Sembra che Michele Notarangelo sia nato con il pallino della 6 giorni.
A maggio, sullo scorrevole circuito della 6 giorni del lago Balaton, corre 702,064 km; a luglio, sul duro percorso del Lago Pantano di Pignola (PZ), stabilisce il record personale di 710,683 km; ad ottobre, sul ghiaioso fondo della 6 Jours de France, 677,436 km; a novembre, vola in Florida alla Icarus Ultrafest e ne macina 668,849 km, nonostante il rumore assordante del vicino aeroporto.
Sono 3.041,731 i chilometri percorsi nelle gare del 2014!
Mi avvicino con timore riverenziale all’uomo sempre in corsa, per saperne di più non tanto sulle sue imprese, che parlano da sole, quanto per conoscere aspetti più reconditi della sua personalità
D. Come hai cominciato
R. Nel 2006, mentre ero in cassa integrazione e pesavo 90 kg raggruppati in 163 cm di altezza. La corsa mi faceva perdere chili e allontanava i cupi pensieri che affliggono chi è senza lavoro. La prima corsetta è stata la “Tre croci” di Scandiano, a seguire la maratona di Reggio Emilia, poi la 50 km di Romagna ed infine il Passatore. Nel 2013, ho affrontato la mia prima 6 giorni del lago Pantano. E’ stato amore a prima vista: “Non ti lascerò più!”, le ho sussurrato.
D. Come distribuisci le forze in 144 ore di corsa
R. Non distribuisco le forze, distribuisco i chilometri. Mio obiettivo è battere il primato di 814,895 km di Lucio Bazzana, per cui divido quel chilometraggio per i 6 giorni e non vado a letto se non percorro quella distanza, che fino ad oggi non mi è mai riuscita. Ma questa è un’altra storia, e non è detto… .
D. Sei mai stato sul punto di abbandonare
R. Molte volte! “Chi te lo fa fare!”, è la tentazione ricorrente. Poi, i sacrifici fatti negli allenamenti, i soldi spesi e la capacità che ho di soffrire sono come l’acqua santa, e il cattivo pensiero fugge via. Non dimenticare che sono un emigrante!
D. La 6 giorni più facile e la più dura
R. Il lago Balaton, con il suo anello filante e gli alloggiamenti residenziali; poi metterei il lago di Pantano, che ha un percorso più impegnativo e offre un trattamento alberghiero molto buono. In Francia, il tracciato ha fondo ghiaioso e le tende sono poco confortevoli. In Florida si sta proprio male, con il suo tracciato sterrato, l’aeroporto vicino, le tende scomode, i bagni senza privacy e l’assenza di docce. Sei giorni di corsa senza doccia!
D. La più bella
R. Sicuramente quella in America, svoltasi in un parco, con gli scoiattoli e i procioni rincorrersi. Poi sono venuti i soldati a fare esercitazioni. Uno spettacolo!
D. Cosa pensi in gara
R. Rivivo la mia vita. Me la ripasso minuto per minuto, da quando frequentavo l’asilo al momento presente. Mi sento rinascere, gusto un senso libertà, mi sento privo di lacci e laccioli, torno ragazzino, e comincio a ridere, scherzare con gli altri concorrenti.
D. Qual è il più duro dei 6 giorni
R. Sto malissimo i primi due giorni. Al terzo giorno comincio ad ambientarmi, tutto diventa meno problematico e mi esprimo meglio. Questo è il motivo per cui mi dedicherò alla 10 giorni.
D. In Italia, la 6 giorni è soltanto una. Come te la cavi con la lingua all’estero
R. Male, malissimo. In gara ho bisogno di parlare e fare amicizia. Sono portato alla socializzazione. Mi piace incoraggiare e essere incoraggiato. La mia salvezza è che sono bravo con i gesti. Nei casi estremi, mi servo di un programma di traduzione scaricato sul telefonino. Sono felice quando mi telefonano dall’Italia o mi inviano messaggi d’incoraggiamento, mi danno una carica enorme di energia.
D. Cosa pensa la famiglia di queste tue lunghe assenze
R. Le prende non bene. Impongo alla famiglia grossi sacrifici già quando sono a casa. Faccio il rupista nella Emilceramica e mi faccio mettere nei turni di notte per potermi meglio allenare. A casa sto poco. Ma questa situazione si trasforma in molla di energia in gara. Se non facessi una buona prestazione, mia moglie Gina mi direbbe: “Tanti sacrifici per te, per me, per nostro figlio, e ti sei ritirato!”. Nicolò, mio figlio, aspetta la medaglia al mio ritorno, e non posso deluderlo.
D. I tuoi punti deboli in gara
R. Le vesciche, che trasformano i miei piedi in un’unica grande piaga. A fine gara, fanno impressione vederli! Sono lesioni che sopporto senza molta difficoltà. Il mio vero tallone d’Achille è il ginocchio, sottoposto ad intervento di meniscectomia di recente.
D. I tuoi idoli
R. Ho imparato molto da Antonio Tallarita, Andrea Accorsi, e Monica Barchetti, con i quali sono in contatto.
D. I tuoi progetti futuri
R. Il progetto a breve termine sono i Campionati Mondiale della 24 ore di Torino del prossimo aprile. Voglio fare una buona prestazione per entrare non nella Nazionale, ma almeno nel suo giro. Se ci fosse una squadra nazionale della 6 giorni, non avrei problemi a farne parte.
D. Un’ultima domanda di podismo, e poi passiamo ad altro. Hai cominciato portandoti addosso 90 kg, ora che dice la bilancia
R. 65 kg
D. Segno zodiacale
R. Ariete
D. Due aggettivi per descriverti
R. Testardo, sensibile
D. Colore preferito
R. Colori pastello
D. Un tuo pregio
R. La bontà
D. Un tuo difetto
R. Non sopportare chi ha una doppia personalità
D. Il torto peggiore che ti si possa fare
R. Tradire la mia fiducia
D. La cosa che più odi
R. La falsità
D. Ciò che più ami
R. Mio figlio
D. La delusione più grande
R. Il tradimento di un amico
D. Il tuo sogno nel cassetto
R. Aprirmi un caseificio
D. La cosa che rifaresti nella vita
R. Fare carriera nell’esercito. Mi piacciono le regole, l’ordine e la disciplina.
D. Un tuo hobby
R. Il bricolage
D. Libri preferiti
R. Quelli che trattano di podismo
D. L’ultimo film visto
R. La vita è bella
D. Il cantante preferito
R. Marco Masini
D. La vacanza preferita
R. Se avessi soldi, paesi esotici, le grandi capitali, una crociera, ecc.. Ma mi devo accontentare di tornare a Giovinazzo, dove sono le mie radici.
D. La squadra del cuore
R. Il Milan
D. Il ricordo più bello
R. La vita militare
D. Il piatto preferito
R. La parmigiana
D. L’attrice preferita
D. Raffaella Carrà
D. L’attore preferito
R. Raoul Bova
Si è fatto tardi. Il tempo con Michele è trascorso velocemente. Capita sempre così quando si fanno cose che piacciono. Ecco perche 6 giorni di corsa a cavallo pazzo non pesano tanto, e può tranquillamente cimentarsi nella 10 giorni.



