MICRO/MACRO/MICRO

002AUTISM SPEAK, MAY BE LISTENED, HOPE A WORLD WITHOUT CANCER…frasi scritte sulle canotte di moltissimi maratoneti, ancora GO ACHILLE GO, letto sempre sulle canotte di altri accompagnanti: non vedenti, diversamente abili in carrozzella, uomini, donne con diverse malformazioni fisiche. Altri, privi degli arti inferiori, a far forza di braccia per 42 km. Tanta umanità, colma di entusiasmo, gioia di vivere, confusa tra circa 50 mila partecipanti.

Polizia in assetto militare, il controllo individuale all’ingresso di Fort Narrows dei circa 50 mila, simile al check-in in aeroporto, l’attesa di quattro ore in compagnia di un gelido vento atlantico, la partenza, i primi 2,5 km come sospesi tra cielo e terra su un ponte unico al mondo. Il percorso in compagnia di milioni di esseri umani festanti.

La fortuna di avere incontrato Fornarola Duilio, classe 1932, di Atessa, autore di tre libri sulla prima e seconda guerra mondiale, che ha portato regolarmente a termine i 42,195 km.

003I miei 15 km del martedì successivo, prima del ritorno in Italia, corsi al cospetto di uno Skyline indimenticabile.

Il cervello frulla, altro si accavalla della mia sesta maratona di New York del 3 novembre. Spero non essere stato tedioso; al di fuori dei frullii, eravamo 151 MM 70, sono arrivato in 4 ore e 44 minuti, trentesimo di categoria. Non male davvero!

004Gli orizzonti rimpiccioliscono; vanno al 16 novembre in quel di Putignano, zona industriale Michele Mummolo, imprenditore inizio ventesimo secolo. Prima edizione della “24 Ore Run & Go Festival”. Settantadue “fuori di testa” in una giornata – a dir poco – inclemente, pronti per: 6 ore (37), 100 km (4), 100 miglia (2), 24 ore (29), oltre ad altri 120 “come sopra”, suddivisi in 12 tornate di 10, per i 100 km a staffetta. Il tutto dalle 14 di sabato alle 14 di domenica. 1.400 metri tra vento, pioggia, ma con al lato il magnifico Skyline di Putignano illuminata.

Ottima l’organizzazione, il ristoro, l’assistenza. Della famiglia presenti soltanto: Belnome Michele, Di Monte Mario, Lomuscio Eligio, Patruno Nunzia, Spagnuolo Michele, il sottoscritto. Chiedo venia se ho dimenticato qualcuno. Troppo pochi! Ci saranno validi motivi, spero mi siano chiariti.

Resta il cervello, in piena “connessione” tra l’incommensurabile macro di New York e l’apparente pallido micro di Putignano.

 

 

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