23 RACCONTI DELLA MILANO RESISTI MARATHON

SOGNANDO LA NORMALITA’ di Luigi Ambrosino socio CSMI

Si! Sognando la normalità!

Purtroppo è questa oggi la nostra realtà, sognare di vivere una vita normale fatta delle cose che facevamo ogni giorno. Uscire di casa, incontrare persone, recarsi al lavoro. Essere tristi al lunedì per dover affrontare un’altra settimana ed euforici il venerdì per l’avvicinarsi del fine settimana. Progettare, pensare, fare cose che ogni giorno erano parte della nostra vita quotidiana. Cose che avevamo ormai dato per scontato e che solo adesso ci rendiamo conto quanto erano importanti.Siamo tutti agli arresti domiciliari! Ho letto da qualche parte una frase che mi ha colpito molto.

Voi non siete costretti a stare a casa ma avete la fortuna di restare in casa!

E’ vero! Se pensiamo a chi invece è costretto ad uscire per mandare avanti comunque quello che è indispensabile mandare avanti e parlo chiaramente del personale medico, infermieristico, i lavoratori dei supermercati, le forze dell’ordine e tutte quelle persone indispensabili. Noi che possiamo stare a casa siamo in fondo fortunati. Per il runner però, spesso incompreso da chi runner non è, è veramente difficile sentirsi chiuso tra 4 mura! Dimostrato dal fatto che ci si è inventato di tutto! Maratone corse sul balcone, mezze maratone corse sul posto, chi corre tra camera da letto e salotto, chi sul tapiroulant. Abituati a correre ogni settimana, le nostre gambe vogliono andare, devono muoversi, c’è bisogno di sentire la vita che ci scorre sotto i piedi e l’aria che entra nei polmoni ancora di più oggi che un piccolo virus vuole toglierci proprio quell’aria di cui abbiamo bisogno per vivere. Chi ci critica perché ci vede correre in un momento così ha sicuramente le sue ragioni e sono condivisibili. Ma quello che c’è dentro di noi in questo momento non lo potranno sapere mai. Le gare che avevamo preparato e che ci aspettavamo di correre, il sudore che avremmo versato lungo tutti qui km., la soddisfazione di tagliare traguardi, l’incontrare chi come noi ha la stesse sensazioni. No, purtroppo non potranno capire, cosa significa trovarsi per le vie del Passatore alla partenza da Firenze dove ci si sente dei veri eroi e nel buio della notte sull’appennino tosco-emiliano dove la solitudine ti prende, o alla partenza della Maratona di Roma tra migliaia di persone allegre che ricorderanno quel momento per sempre o semplicemente alla gara domenicale della tua città, dove incontri tutti i tuoi amici e ci si racconta degli infortuni, delle prossime gare, e dei propri sogni.

Sogni, si, ci resta questo al momento, sognare di tornare alla normalità e mi capita spesso di sognare proprio di correre, correre soprattutto fuori da questo incubo che nessuno di noi avrebbe mai pensato di avere. Sognare di alzarsi la mattina presto la domenica, anche un po’ controvoglia, vestirsi con il solito rituale, abbigliamento pronto, garmin caricato, occhiali, cappello, calzare le scarpette e via verso la vita.

Buona corsa

 

 

 FANTASTICA di Marcello Arena socio CSMI

Iniziativa FANTASTICA del ClubSupermarathon con le RESTAMOSENE a casa VIRTUAL RACE ” 11 Maratone della speranza ” con la splendida iniziativa solidale con la Protezione Civile contro il COVID 19 – La mia formula vincente sarà FACENDO SQUADRA SI VINCE e quindi percorrerò L’UNDICESIMA parte di ogni gara . . . Oggi 05 aprile si inizia con ” Milano resisti marathon ” . . . Ore 09 partenza in giardino con lo START di Juan K5 . . . Inizio ad arare il giardino con il famoso già provato circuito da 50 metri da ripetere 77 volte . . . Sole a gogo rintanato dietro le ombre dei palazzi ed ecco i FANCLEBBE datutlequot compresi i FANSESS VIRTUAL che mi incitano e mi sostengono da tutt le part . . . Inaspettate anche le folate dei venti che contribuiscono ad incitarmi con sonori echeggi di scacciapensieri . . . Ed ecco il TAGLIO del primo degli UNDICI traguardi in programma . . . Speriamo di aiutare tutti ad uscire da questo numero DICIANNOVE con il famoso CARMA e ridondante MANTRA auspicando ” + 1 ” . . . UnbelgranDAJEatutta RESTAMOSENE a casa da Marcello.

 

 

VIAGGIO FUORI STANDO DENTRO di Simona Bacchi, Formigine, Modena. Socio CSMI.

Questo lungo periodo di isolamento ha cambiato le nostre abitudini, ha ridimensionato tutto ciò che faceva parte della nostra vita e dei nostri hobby. La corsa per noi è sempre stata sinonimo di libertà, viaggio fuori e dentro di sé e socializzazione. Da quando tutto si è fermato e non è più possibile svolgere questo sport liberamente, fisico e mente hanno iniziato a dare i primi segnali di stress. Ammettiamo che gli stimoli erano venuti a mancare. Trovare un senso per correre in spazi ridotti come un appartamento o un cortile è un impresa ardua, poi un paio di giorni fa è arrivata questa meravigliosa iniziativa da chi come noi corre per il gusto di farlo. Ritrovarsi virtualmente in 11 appuntamenti, coincidenti a date nelle quali era prevista una maratona annullata causa emergenza sanitaria, e correre, ognuno negli spazi di casa propria, per i km che desidera, con lo scopo di sentirsi nonostante tutto parte di un gruppo e nel contempo fare beneficenza. Dobbiamo ringraziare chi ha avuto l’idea e chi l’ha sostenuta perché oggi ci sentiamo un po’ più vivi e più forti per affrontare altri giorni di privazioni. Milano Resisti Marathon fatta perché si deve restare a casa ma si può comunque fare ciò che fa stare bene

 

 

SASSUOLO INDOOR – MILANO RESISTI MARATHON di Luigi Borghi socio CSM

È domenica mattina e oggi si corre la prima edizione della maratona di Sassuolo Indoor…e chi l’avrebbe mai pensato!Gesti scaramantici nessuno, mi vesto poco perché nella stanza del tapis roulant già c’è caldo, salto su quell’obbrobrioso nastro nero e appoggio sul display il tablet dove attendo lo start da JuanK5 alias Daniele Alimonti “la vinciamo noi”.

Ok il nastro inizia a girare e le mie gambe gli vanno dietro, mia moglie e mia figlia mi dicono di “cacciare un urlo se ho bisogno” e nel frattempo la mia adorata 4zampe Frida (ho corso con lei a Terni la mia ultima maratona a Febbraio…) si siede accanto a questo mostro rotante a guardarmi smaniosa di poter correre con me…devi portare pazienza tesora che presto torniamo a zompettare all’aria aperta!

Dopo soli 2 km vorrei cambiare sport e prendermi a calci, ma testa bassa e menare quelle gambe Lorenzo…allora con la testa vado a trovare gli amici con cui corro solitamente, quelli che trovo nel percorso delle maratone e a cui rompo i maroni con le mie chiacchiere da sfinimento…pensando a tutto questo mi ritrovo al km 35 e capisco che i pensieri positivi ci possono portare e trasportare ovunque!!!

I pensieri positivi stanno portando il CSM a qualcosa di importante , una raccolta fondi dove ognuno di noi sta dando il proprio contributo in maniera esemplare, partendo dalla proposta di Paolo Gino, tutti abbiamo risposto PRESENTE donando…e allora lasciamo stare per una volta le polemiche e diciamoci per una volta BRAVI Si perché indipendentemente da quanto corriamo ed a quale velocità, siamo corsi tutti velocemente a contribuire con un bonifico verso associazioni/enti impegnati sul questo “merdoso“ fronte COVID-19 con numeri di tutto rispetto.

Vabbè 42197 metri portati a casa anche per oggi…Lorenzo e Frida rimangono a casa e vi mandano un immenso abbraccio!

 

 

NE TEMPI NE DISTANZE MA DARE UNA MANO di Giorgio Calcaterra

Buon pomeriggio a tutti.
Condivido questo evento non solo perchè è fatto da un club di cui faccio parte e che stimo, ma anche perchè condivido il suo spirito. Non ci sono ne tempi ne distanze da fare per forza, solo voglia di fare e di contribuire a dare una mano per raccogliere fondi per la lotta al corona virus.

 

 

LA RECLUSIONE E’ PIU’ LEGGERA di Pasquale Castrilli Sacerdote

Ho corso la Milano Marathon il 2 aprile 2017. Una delle mie 13 maratone corse finora. Ho bei ricordi di quella giornata in un contesto nuovo per me: conosco poco Milano e la Lombardia… Correre oggi la Milano Resisti Marathon mi ha riportato inevitabilmente a quel giorno. Solo che oggi ho corso i miei 12km in casa, o meglio nel giardino di casa, in Sicilia, dove vivo da sei anni. La ‘reclusione’ di questi giorni è un po’ più leggera con questa bella iniziativa delle 11 maratone. Anch’io spero di correrle tutte. Un pensiero per i medici e gli infermieri e per quanti sono in prima linea per contrastare il coronavirus. Ho fatto la mia parte donando qualcosa all’Ospedale papa Giovanni XIII di Bergamo.

 

 

 LA MIA “Milano RESISTI Marathon” di Maurizio Colombo. Milano. Socio CSMI.

Oggi, 05.04.2020, si sarebbe dovuta correre nella mia Milano, la 20° edizione della “Generali Milano Marathon”. Qui, proprio nella mia Milano, oggi avevo programmato di essere Finisher della mia 250° gara tra maratone e ultra….. Per il motivo che tutti ben sappiamo, ciò non è stato possibile. Ma per questo, NON sono deluso, amareggiato, triste, incazzato, demoralizzato……..NO, niente di tutto ciò! Pazienza: l’obiettivo è solo rimandato…..

Sono triste per altri motivi: pensando a tutte le persone che ci hanno lasciato (tra cui qualche amico), per chi sta ancora combattendo contro questo maledetto virus, per chi sta facendo sforzi incredibili e assurdi lavorando per 8/12/16/20 ore al giorno (ma quanta ammirazione per queste persone: GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE DI CUORE)…. Ma la vita continua; deve continuare…..

Ed ecco che il Club Super Marathon Italia, del quale faccio orgogliosamente parte, nella vulcanica figura del Presidente Paolo Francesco Gino, si è inventato un’iniziativa benefica denominata “le 11 Maratone della Speranza” con la quale, chi vuole e tassativo individualmente, può correre le maratone/ultra che sono state cancellate a causa del “corona virus” (volutamente scritto minuscolo)….

Anche una sola, o due o cinque o tutte undici, correndo tra le mura domestiche, intorno ad un tavolo o su un tapis roulant, sul balcone o terrazzo, nel proprio giardino o parcheggio condominiale, pagando una quota d’iscrizione con offerta libera, per ogni gara a cui si vuole aderire….

Naturalmente, non sei obbligato a completare i canonici km 42,195 per la maratona oppure i 50 o 100 km. La distanza che vuoi e senza un tempo limite….(anzi, il tempo limite c’è: 24 ore) !

Personalmente, ho dato la mia adesione a tutte le 11 gare in programma, devolvendo la mia quota complessiva d’iscrizione ad un ente impegnato nella lotta al covid19, correndo comunque una distanza decisamente inferiore a quella della maratona. Ma la cosa più importante, per me, era partecipare. Poter dire: IO C’ERO !!

Oggi ho iniziato la mia sfida, partecipando alla prima delle gare in programma: quella che doveva essere la Generali Milano Marathon, quella che doveva essere la mia gara n. 250….

15 km. all’interno del parcheggio residenziale che mi ha permesso di correre “virtualmente” insieme a tanti altri amici soci e non, su tutto il territorio nazionale, di divertirmi, di sgranchire le gambe e un pensiero anche a tutte le persone e a tutti gli atleti, giovani e meno giovani, che il virus si è portato via….

Mi ero studiato a memoria il percorso della maratona, quella vera di 42 km., sul sito ufficiale dell’organizzazione.

Nella mia corsa, all’interno del parcheggio, non ho visto la start line con la folla di atleti che scandivano i secondi alla partenza, non ho visto l’Arena, l’Arco della Pace, il parco Sempione, p.za San Babila, il Duomo, la Scala, il Castello, City Life, il Monte Stella, l’Ippodromo, lo stadio Meazza, il parco di Trenno, il Gallaratese, il Portello, corso Sempione e lo striscione Finish in P.ta Venezia………

Non ho visto niente di tutto questo dal vivo; ma con la mia immaginazione, mentre correvo lungo un circuito di 120 metri, mi è sembrato di vedere tutto comunque e al termine della mia fatica, come se stessi tagliando il traguardo virtuale della mia 250° gara.

Mi piace chiudere questo mio racconto con la frase pubblicata sul sito ufficiale della Maratona di Milano:

“NESSUNO MEGLIO DI VOI (nds: in questo caso DI NOI) SA CHE CORRERE E’ LIBERTA’. NELLO SPORT COME NELLA MARATONA DELLA VITA, LIBERTA’ E’ SCEGLIERE ANCHE DI NON CORRERE, SE QUESTA E’ LA COSA GIUSTA, DA FARE PER SE’ E PER GLI ALTRI”.

E noi oggi, e fino al prossimo 7 giugno, lo abbiamo fatto e lo continueremo a fare !!!!!

Passerà, finirà….. e ritorneremo ad abbracciarci e a correre non più solo virtualmente…..

A presto Maurizio

 

 

DOMENICA BESTIALE di Ettore Comparelli socio CSM

“Week end bestiale! Dopo la 1° Straincasa di ieri, corsa in salita sulle scale di casa oggi ho partecipato alla prima delle “11 Maratone della speranza” ideate la Paolo “CosiParlòZaratustra” Gino, presidente del Club Super Marathon Italia: la Milano RESISTI Marathon, la gara di casa. Ho partecipato in “modalità staffetta” partendo dai Giardini Comparelli per dare il cambio in Piazzale sa-Lotto. Mi ha fatto compagnia Mister Ciop mentre faceva colazione. Cricetando tra giardino e parcheggio box ho completato i 10km della mia frazione della staffetta Marziana “Pelegrìn che vien da Marte, el và el biròch” con Laura MichelucciMassimo Colombo e Giovanni Gaboardi. Al termine il ristoro di Maria Grazie era come sempre all’altezza della situazione e … mi ha riempito di gioia!”

 

 

UMSO: la UltraCompaCorsa ai tempi del Coronavirus  di Ettore Comparelli

 Bagài,

sa l’è dùra stà serà sù in cà tùt al dì! Colpa di sto cavolo di virus che ci costringe ad una lunga quarantena. Per passare la giornata faccio un po’ di corsetta in corridoio o in giardino, pedalo sulla cyclette, un po’ di su e giù dalle scale; e mangio come un porcello; ma tirà l’ura de ‘ndà a durmì a l’è lunga …

E allora vado a sfogliare i ricordi delle mie “imprese”, le vecchie foto, la prima Maratona, i vecchi album, rileggo racconti in cui ritrovo gli amici che non posso incontrare e che mi mancano tanto. Michael l’americano, compagno di mille avventure, i Drs (Dead Runners Society) la prima mailing list di corsaioli, la Brigata Tapasciona di Podisti.net, il Road il mio grande Club dal 2003, i miei sempre generosi Marziani, gli AranciOloni di Podismo&Cazzeggio, i ParkRunner del Parco Nord, gli Impossible Target dell’Ultra Milano Sanremo e l’ultima mia scoperta: il Club Super Marathon, la tana dei fuori di testa.

Quante avventure vissute insieme, quanti ricordi, quante emozioni che rivivo leggendo i racconti e guardando le foto!

Da rinchiuso in casa ogni occasione è buona per “scappare” con la fantasia; ed allora partecipo con gioia a tutte le iniziative virtuali inventate dagli amici per raccogliere fondi a favore delle strutture ospedaliere impegnate nella lotta al Covid-19: il Miglio Smart di Marco, il 1° Crown Challenge Road di Captain Ale, la 1° Straincasa di Matteo, le 11 Maratone della Speranza del vulcanico Paolo, il 2° Crown Challenge Cherries Road, il Miglio Lombardo, e chi più ne ha più ne metta.

Ma tutto questo non mi basta ed allora una GARA me la invento io! Mi iscrivo, e la corro! Ma deve essere una gara lunga, lunghissima, un sacco di km, deve impegnarmi ininterrottamente per giorni e notti. Nasce così la prima ed ultima edizione della UMSO, Ultra Milano Sanremo Orta di 5130 km no stop e senza mai uscire da casa!

Partenza ed arrivo dal salotto di casa. Pronti via e con la mente sono già in Corso Venezia a Milano in attesa dello start; circondato dalla solita massa di amici puzzolenti di canfora, emozionato come se fosse la prima volta! Allo sparo li lascio andare via e parto con calma; tanto ho tutto il tempo che voglio!

Batto il cinque agli amici e mi lascio trasportare dalla gioia di esserci; alla vista de la mia bèla Madunìna ca te brìlet de luntan mi viene un groppo in gola; confesso: ho temuto di non rivederla più! E invece Lei a l’è sèmper là e mi protegge. I km si accumulano ed arriva la prima crisi ma sull’asfalto leggo “DRS il ritiro non è previsto, non si fanno prigionieri”. Ed in via Washington mi accoglie il ristoro “abusivo” dei DRS con soppressata, caciocavallo, coca cola e vìn brùlè e riparto ritemprato. All’arrivo in Duomo sento l’urlo straziante del Tapa-Sciancato che invece dell’agognata medaglia al collo, si vede consegnare in mano una “figurina”! Anca la Madùnina la guarda giò preocupada “Figliolo, ma cosa ti hanno fatto?”.

Riparto e raggiungo il Parco Sempione, il “mio” Parco: ho lavorato qua di fronte per 26 lunghi anni e ci passeggiavo sempre in pausa pranzo. Saluto la finestra del mio ufficio e continuo implacabilmente a correre.

Davanti alla fontana del Castello trovo tutti gli amici Marziani, compreso qualcuno che è tornato quaggiù per farci compagnia ed aiutarci a fare del bene perché i Marziani corrono per una buona causa, SEMPRE! Partiamo insieme per scorrazzare per le vie del centro distribuendo fiori e sorrisi a tutti i passanti. E’ già l’alba ed in Galleria ci sono altri Marziani e con loro corro fino alla Darsena, Piazza Gae Aulenti, la Milano da bere, Brera, il Quadrilatero della moda.

Ripasso dal Duomo e c’è un lungo tendone in cui mi danno un pettorale; e corro su e giù per Corso Sempione circondato dai miei compagni di squadra; passo da Via Canonica e davanti alla storica sede del Road Runners Club Milano mi accoglie il boato di soci ed amici e mi commuovo.

E ripercorro le mie amate tapasciate di giorno e di notte: sotto i ciliegi in fiore, tra il verde e l’antico, tra il tardubi e la risulina, tra ciàr e scùr, in so e inzò dal lamber, tra le salamelle e l’hospice, strachemas cun i avisìt, quatar salt cui sciatt, la “mia “vighignulada, con le pecore e cunt i avucat, tra rìs e mergon, tra i runchètt el laghetùn, tra i casìn, tra campi e rogge. Una dopo l’altra sempre in corsa per la “gamba d’argento”.

Sono già passati giorni e notti ed ancora sto correndo; dopo un lungo vialone di periferia arrivo ad un bar dove trovo degli amici vestiti di arancio, nero, viola e rosso; si parla inglese, spagnolo, polacco, cinese, russo e si và tutti insieme alla partenza della ParkRun e mi danno il token e mi chiedono il barcode; passo dal checkpoint de La42Runstation, riposo un po’ e quando mi sveglio sono all’Officina della Corsa ed è notte e mi accompagnano per una “lucciolata” nel Parco.

E all’alba arrivo in Darsena; c’è gente strana: uno corre con le crocs, una ha in spalla uno zaino da 40kg, uno corre dormendo; c’è uno pelato che urla nel megafono; un casino bestiale; si parte lungo il Naviglio ed a Pavia occhio alle rotonde che sono diventate quadrate e finalmente c’è il check point a Casteggio e poi di notte mi faccio tutti i ristori con la Fata Turchina e poi mi sembra di essere in autostrada con la dolcissima Annina e stiamo correndo e “c’hanno fregato il ponte! Non arriveremo mai …” e poi a Sanremo c’è uno con la barba che urla “Devi toccare l’acqua! Tocca l’acqua del mare di Sanremo!” e faccio il bagno in mare ma l’acqua è gelata. E adesso tutto bagnato come ci ritorno a Milano di corsa? Per fortuna mi fà compagnia la crew “stra-figatz”: il trio Lucia-Natalia-Valeria corre con me fino a Milano ed è tutto un ciciarà da fa fischià i urech!

E subito si riparte; è ancora l’alba e mi sembra di essere in autostrada con Gabriella&Franco ma sicuramente sto sognando e continuo a correre e dopo il casello proseguo verso Gozzano, lago d’Orta dove trovo Sergino l’arrotino, sorridente con la bandierina in mano che mi manda giù al Lido.

In spiaggia c’è un raduno di gente strana: ancora quello che corre con le crocs, quello che sono 90 anni che continua a correre, quella coi capelli verdi, quello che ha corso 5000 km in due mesi, quello che “e stasera si tromba”; il capobanda dall’aspetto sembra uno normale ma “sembra” perché in realtà è il più strano di tutti; da bambino gli piacevano i puzzle e adesso ogni volta che passi dal via ti mette al collo un pezzo di medaglia-puzzle da un chilo e mezzo. E si riparte sempre in salita fino alla cima del Mottarone e poi si scende e si sale alla Madonna del Sasso e si corre intorno al lago; passano i giorni ed arriva gente nuova e si ritorna sulla strada ed il capo ti dà un’altra medaglia ed urla “E adesso la fate 20 volte di fila e se fate i bravi stasera vi porto a mangiare sull’isola”. E di notte scoppia un grosso nubifragio e la barca và alla deriva ma il capo si mette a camminare sulle acque e ci porta tutti in salvo; ma su questo episodio ho qualche dubbio, forse è stato solo un sogno.

E sono passati tanti giorni che ho perso il conto e continuo a correre e sento uno che grida in tv “E’ finita! E’ finita! Il virus è sparito! Abbiamo vinto! Potete uscire di casa e tornare a correre”.

Tornare a correre? Ma tì ta sé propi scemo! Sono mesi che sto correndo come un pirla! Non ce la faccio proprio più a correre! Ma vaffanculo và! Io adesso mi rinchiudo in casa e non esco più …

Ettore “corri-che-ti-passa” Compa

 

 

ADORO I MATTI – MILANO  RESISTI MARATHON di Dominique Crippa

La pluricampionessa Monzese Dominique Crippa dell’ASDK Scuola di Karate, già vincitrice di due titoli Italiani, uno Europeo e due Mondiali a squadre ha partecipato alla prima Maratona della Speranza. Fa parte della squadra podistica Cral2 LaScala che raccoglie gli orchestrali e i lavoratori del Teatro più famoso del mondo e il cui Presidente Andrea Amato con alcuni soci corrono le 11 Maratone della Speranza. Io e Vito Piero lo incontravamo spesso nelle belle serate alla Scala che sembrano ormai lontane anni luce e che con tanta nostalgia speriamo nell’autunno riprendano.

Domique fa un racconto simpatico di un’esperienza unica. Eccolo (Gino P.)

Il 5 aprile avrei corso la mia prima staffetta. Da ex atleta della nazionale abituata al podio – di tutt’altro sport, karate – la tratta di 6.8 km mi sembrava la meno complicata da poter raggiungere con risultati che non mi facessero sentire una misera “mezza cartuccia” (termine tecnico di origine giapponese). E così ho iniziato ad allenarmi con quei circa 7km di obiettivo finale, ho cominciato ad arrancare e rotolare per le vie di Milano al mattino e alla sera e a scoprire le ripetute insieme a un’amica che la Maratona, quella vera e lunga QUARANTADUECHILOMETRI – ma soprattutto E CENTONOVANTACINQUE – una volta, l’ha corsa veramente. Il tutto senza mai, mai e poi mai, poter immaginare che avrei messo a frutto i risultati di queste faticose corse tra De Angeli e Parco Sempione sul meraviglioso… balcone di casa mia! A Monza.

Voi, matti – adoro i matti! –, che avete organizzato queste maratone della speranza per restare a casa in questo momento di emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19 senza rinunciare al piacere dello sport, mi avete dato la possibilità non solo di riuscire a correre ugualmente la mia prima staffetta, ma di farlo ripetendolo almeno una volta ogni dieci minuti per giustificare il mio bizzarro comportamento ai passanti incuriositi o ai vicini di casa, che mi han vista fare il criceto per un’ora intera in un balcone lungo 2 metri e mezzo. Finita la “gara” ero piuttosto convinta di aver fatto un chilometraggio simile a quello che avrei dovuto compiere se la Milano Marathon l’avessi corsa davvero… beh, diciamo che non è andata proprio così, il conteggio finale ha portato a dei miseri 2,5 km con giramenti di testa per tutte le “virate” fatte. Ciliegina sulla torta: il mattino seguente avevo anche i polpacci di marmo.

Sono un fenomeno! Che dite? Poso le scarpe e torno a piedi nudi sul tatami?

 

 

CORRERE UNA MARATONA IN GIARDINO DI Paolo Farina socio CSMI

Correre una maratona in giardino, su un marciapiedi di mezzo metro, rasente alle mura di casa.

Correre non essendo preparato, avendo ripreso da poco gli allenamenti, subito bruscamente interrotti, causa Covid 19, dopo 6 mesi di infortunio al ginocchio sinistro.

Correre su un circuito di poco più di 40 metri, per circa mille giri, con 4000 curve ad angolo retto: l’ideale per massacrare articolazioni sane, figuriamoci le mie, specie se non puoi invertire il giro proprio per il suddetto ginocchio sinistro che – nota bene – al quarto km già cede, ti blocca con una fitta di dolore e non sai se potrai più camminare, altro che maratona!

Correre e portare a termine i 42,195 metri in 6h46’, col gps che rilevava per difetto e ti ha così costretto ad allungare il percorso (il podometro ha registrato 63000 passi…).

Correre e sapere che qualcuno ti starà dicendo: “Chi te lo fa fare?”, “Così pensi di cambiare il mondo”, “Hai la capa fresca”, “Sei un incosciente, un privilegiato, pensa a chi non sta bene!”, “Rischi pure di prendere una storta e finire in ospedale: allora ti sentiresti un pezzo di melma…”.

Già. Proprio così. Un pazzo, un irresponsabile, un narciso, un sognatore. Un megalomane.

Eppure c’è un oppure. C’è sempre un oppure. Perché la realtà è ambivalente e non si riesce mai a mettere tutti d’accordo: ognuno la legge come può e vuole.

Si può correre per incoscienza, per dipendenza da endorfine, per narcisismo e mania di protagonismo. Oppure no.

Oppure si può correre perché non ci si arrende. Perché si avverte il dovere di seminare speranza. Perché si crede nel potere dei segni. Perché si vuole attivare una catena di solidarietà.

Si può correre per chi non ce l’ha fatta e per i suoi cari che lo piangono. Per chi sta lottando e per chi se prende cura. Per le tre sirene spiegate che senti riecheggiare mentre porti avanti la tua fatica. Per i due amici a cui hai dedicato questa gara: Vincenzo, strappatoci 10 giorni fa, e poi lei, l’amica che non vuol essere nominata, ma che sta correndo la maratona più difficile, e tu ti senti piccolo piccolo…

Si può correre con centinaia di amici del Club Supermarathon Italia che stanno facendo la stessa cosa, ora, insieme a te, sulle terrazze, nei garages o nei salotti delle loro case.

Si può correre con gli amici di sempre, i “Festaioli”, che non sai quando rivedrai. Ma che sono qui con te: e dentro di te.

Si può correre con chi non ha mai corso, ma che oggi mette le scarpette di ginnastica e posta video dal suo balcone per non farti sentire solo.

Si può correre per chi ti ama e tu ami. Ma anche per chi non ti conosce né capisce.

Si può correre per Milano, perché il 5 aprile ci sarebbe stata la maratona di Milano e noi del Club Supermarathon abbiamo voluto lanciare la “Milano Resisti Marathon” e oggi siamo tutti di Milano: anch’io, terrone che ora vive e lavora al Nord.

Si può correre per seminare resilienza. Oppure no. Oppure sì. In-sì-eme. A ognuno la sua scelta.

 

 

A SPASSO CON LA TARTARUGA  di Paola Falcier

   Prima di undici gare un po’ anomale, ma in tempi di pandemia bisogna accontentarsi.

   Annullate tutte le gare (maratone, tapasciate, marce) fino a giugno e così il Club Super Marathon Italia si è inventato le maratone “alternative”, da fare rigorosamente in casa o nei pressi delle abitazioni, in giardino, in terrazzo, su tapis-roulant o in ogni modo suggerito dall’immaginazione. E mi sono detta: perché non provare? Piuttosto di impigrirsi sul divano, meglio farsi anche pochi metri ma divertendosi. E poi, è per una buona causa: il ricavato delle iscrizioni andrà alla protezione civile. Ok, io non ho fondi al momento, ma tanto vale…

   La prima maratona “sostitutiva” è quella di Milano. Io ieri avrei dovuto partecipare al Venice Night Trail, 16 km e 52 ponti sulle strade della mia città, Venezia. Ho fatto un ventesimo di quello che avrei dovuto fare ieri, ma ho sostituito i ponti con la scala interna di casa e girato attorno a tavolo e divano, con tanto di divisa di squadra.

   Sembravo una pazza: garmin acceso, anche se dentro casa non prende, e via, con Serena, la tartaruga, che ad ogni giro mi guardava stupita e sicuramente pensava “ma guarda sta scema!”.

   Ho girato per dieci minuti, ho fatto ben 800 metri, che dopo quasi un mese e mezzo di stop per me sono tanti, e poi sono stramazzata su una sedia.

   La settimana prossima tocca alla Lago d’Orta Marathon… magari a due chilometri ci arrivo!

 

 

BERGHèM AN MOLA MIA di Carla Gavazzeni

Ciao, amici di tutte quelle bellle domeniche passate insieme. Vi raggiungo,  semplicemente, ora perché il momento particolare  non mi ha consentito di dare un feedback  tempestivo. Però la Domenica delle Palme, “o mia molat” e c’ero alla Milano Resisti Marathon. 42 giri nel percorso domestico per un totale di 10,500 km.  Correre alleggerisce  un’ansia perenne, di angoscia profonda.  Persino uscire per fare la spesa mi sembra fantascienza,  noi bergamaschi siamo tosti, seri, responsabili, consapevoli. Silenziosi ma uniti. Parliamo poco e soffriamo in silenzio e qui davvero non c’è nessuno per strada, un esempio da seguire anche nelle città in cui i casi sono pochi. STATE A CASA fatelo per noi è l’unica arma per combattere e debellare il coronavirus.  Un corale grazie a tutto il Club Supermarathon  con appuntamento a Lunedì di Pasquetta sul Lago Dorato e con  forte abbraccio  di speranza da Carobe di Angei. Carla 

 

 

Infelice come una Pasqua di Paolo Gino

silenzio degli agnelli Dedicato a quelli che non han dormito stanotte e a quelli che han mandato un messaggio di auguri in più. Qualcuno ha fatto un bilancio e guardato il bicchiere mezzo pieno ma non si è addormentato, qualcun altro si è riguardato tutti i messaggi e ha cercato di dimenticare sperando in una Pasquetta Kolossal.

Si dice “Felice come una Pasqua” perché alla fine della Quaresima, alla passione e morte di nostro signore Gesù Cristo, segue la Resurrezione e per una strana catarsi ci rallegriamo e gioiamo perché sarà quel che succederà ai noi bravi cristiani. Quale motivo per essere più felici, della certezza della vita eterna. Ma ritorniamo sulla terra mentre la quaresima è finita, la quarantena diventa eterna generando un certo sconforto e senso di sfida come se agli ultimi km di una corsa ci allungassero il percorso.

Guardarsi indietro per capire se la Pasqua fosse stata davvero così felice è un esercizio che lascia ad ognuno delle risposte che vanno nella sfera personale e scavano dei solchi nelle età e nelle abitudini. Non so a chi può interessare ma io divederei i miei quasi 60 anni in 4 parti.

I primi dieci anni di vita nei quali i miei genitori lavoravano a Pasqua e spersi nelle risaie del novarese al massimo c’era in tavola la per noi la famosa “Agna Muda” un anitra muta con cui fare un succulento risotto e un abbondante secondo niente dolci o antipasti perché “facevano male”. Per il resto era un giorno come un altro con po’ di vacanze in più. Se mi chiedeste se fossi felice, vi direi di no anche perché quel risotto era pesantissimo.

Per trent’anni ho passato la Pasqua in Val d’Aosta sempre coi gli sci ai piedi. Varie ere trent’anni sono lunghi da passare, ma da principiante a maestro anche dei figli e poi escursionista evoluto, ricordo la Pasqua come la fine stagione obbligatoria della pista e l’inizio della fuga nelle vallate misteriose con le pelli di foca nel silenzio e lo stupore delle alte vie, lasciando dietro solo tracce sinuose e walzer solitari su dune di zucchero. Tanta fatica ma senso di libertà e felicità impagabile.

Per altri dieci anni la Pasqua è stata associata a lunghe gite in bici partecipando a granfondo a randonee o semplicemente andando a fare un tour da qualche parte d’Europa magari per sbirciare una corsa classica o una città. Le ricordo con affanno perché ero a rimorchio di gente che veramente andava e che non ti lasciava mai recuperare. Un modo stressante per cui quelle Pasque passavano via in un attimo e la felicità non c’era.

Gli ultimi dieci anni li ho passati a maratonare nel senso migliore del termine che è zingarare. Si perché la Maratona è veramente sentirsi libero come uno zingaro e divertirsi come nelle zingarate di “amici miei”. Niente bici da portare, niente traffico, niente sci, niente stagioni o nuvole da temere. Queste le mie ultime Pasque o Pasquette. Nel 2011 ad Albi nella Douce France, nel 2012 ai Giardini Margherita l’ultima Maratona Bolognese bella invenzione di Gianfranco, nel 2013 la prima edizione della Unesco da Aquileia a Cividale col Leòn de Venessia Boldrìn, nel 2014 a Lanciano una Eco maratona in uno strano Canyon inventata dal geniale Enrico Vedilei, nel 2015 con Christian Hottas in uno dei suoi luoghi sperduti una ferrovia abbandonata ad sud di Amburgo, 2016 altro… , 2017 sempre Amburgo su un percorso Aereo in una passerella attorno a dei grattacieli che avrebbero da lì a poco demolito(Post-Pyramide), 2018 Londra per l’expo e la maratona… , 2019 nella pace della fonte di Santa Susanna a Rieti. Chiedimi se ero Felice ti dico di sì. Perché ogni Pasqua era una vera zingarata totale come diceva Claudio Lolli: “Ma ho visto anche degli zingari felici corrersi dietro, far l’amore e rotolarsi per terra. Ho visto anche degli zingari felici in piazza Maggiore a ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra”.

Nei prossimi anni chissà? Nel complicato 2020 se la felicità è donare e organizzare per gli altri oggi ci sarebbe stata la mia 105 esima gara organizzata la Maratona della Madonna del Sasso. Ma grazie a Juan domani si parte lo stesso per quella virtuale attorno al Lago Dorato. Una parte di gioia rimane in una infelicità cosmica. Il ritmo delle scarpe non è lo stesso sul tapis Roulant. Il mondo, quello costruito e abitato da noi maratoneti, si è fermato. Si è fatto silenzioso come Milano di notte. Anche se non ho mai capito perché di notte le ambulanze devono tenere le sirene accese se non c’è in giro neanche un fantasma. Sembra un sinistro avvertimento come il campanellino dei monatti o l’avviso per i bombardamenti.

Qui a Milano ho messo due isole di San Giulio sopra il mio tapis roulant e così raddoppio il “piacere e la felicità” in quest’anno che sarebbe dovuto essere tutto doppio: 2020, 20in20 e aspetto il via sveglio alle 9 precise. Fuori dal bunker si vedono gli scoiattoli padroni del parco. Gli abitanti di Milano impauriti dalle tristi “grida” del governator Fontana tengono anche le finestre chiuse e il silenzio Pasquale potrebbe essere il silenzio degli agnelli. Mio cugino che abita a Barengo il paese delle cicogne dice che da giorni girano in tondo, altissime nel cielo, come se non volessero più scendere, dicono i vecchi che non è bello. Forse sono spaurite dal silenzio e da nessuno in giro.

Sul lago adesso la sera c’erano le rondini che al tramonto erano padrone del cielo. Adesso potranno fare le loro picchiate nei cortili deserti e nelle discese che vanno verso la riva. Mio papà che coi suoi 85 anni si è isolato in alta montagna, dice che i caprioli sono tornati i veri padroni del boschi e dei sentieri e le volpi non han più bisogno di esser furbe.   La natura è libera e noi siamo rimasti prigionieri nelle nostre case. Si questa vita è imprevedibile al di là delle più azzardate e complesse previsioni degli esperti, di poeti e menestrelli.

Buona corsa domani e per ricordare questa brutta Pasqua ribalterei la frase finale del film: ”Viaggio in Inghilterra”:

IL DOLORE DI OGGI FA PARTE DELLA FELICITA’ DI DOMANI

 

 

LE GARE DEL NOSTRO CUORE DA CASA. di Fabio Gonella. Urbanrunners. Milano

Milano Resisti (half) Marathon. Oggi sarebbe stata giornata di maratona, la superclassica Milano Marathon o la Maratona del Lamone a Russi (RA), dove avrei dovuto prestare il servizio di pacer insieme ad Astrid e a tutti i @pacersglioriginali. Invece, a causa del maledetto #covid_19, è stata la terza domenica di reclusione.

Ma “dove c’è volontà, c’è la strada” e con molto piacere mi sono iscritto alle 11 Maratone della Speranza organizzate dal Club Super Marathon Italia, per correre in sicurezza da casa le gare del nostro cuore annullate per la situazione di emergenza, non dimenticandoci di fare del bene e sostenere la Protezione Civile, tanto impegnata questi giorni.

Oggi ho corso sul #tapisroulant una mezza maratona, tutta d’un fiato come una gara vera. Appuntamento per le prossime:13/04 (Pasquetta) Lago d’Orta Marathon. Donando sul Lago Dorato, 19/04 Che il santo ci aiuti! Padova Marathon, 25/04 50 km. Romagna mia ce la fai, 01/05 Riso Amaro Marathon, 03/05 Barchi Fano Fatta in Casa, 10/05 6h di Foiano dalla Terrazza, 17/05 Nove Colli oltre la speranza, 23/05 Passatore. Passavirus, 31/05 Recordando la strada, 07/06 Suviana Suchèfinita

 

 

LA FORZA DELLA PASSIONE di Gaffurrini Sandro e Fulvio

QUESTA DOMENICA OGNUNO DI NOI HA SVOLTO IN MANIERA INDIVIDUALE IL SUO PERCORSO.LO ABBIAMO FATTO COME E DOVE CI É STATO CONSENTITO.QUESTO DIMOSTRA CHE LA COSA PIÙ IMPORTANTE È LA FORZA DELLA PASSIONE.QUEL DESIDERIO CHE CI HA PERMESSO DI SENTIRCI UNITI NONOSTANTE TUTTI SIAMO CONFINATI DENTRO I NOSTRI PERIMETRI.PRONTI A SOLLEVARE UN CORO DI SPERANZA TRAVOLTI DALLO STESSO GRIDO “DAI FORZA CHE CE LA FACCIAMO”. Fulvio e Sandro.

 

 

HO PIANTO di Paola Grilli socia CSMI

Ho corso  oggi dopo un mese, (ultima gara ..Le terre di Siena.)..sono partita alle 9 per la prima volta dovevo correre la Milano Marathon.. oggi diventata la Milano Resisti Marathon.. ho pianto sono sincera… pensando a chi non é riuscito a combattere contro questo nemico “invisibile “…e nello stesso tempo ho gioito e ringraziato Dio per il dono della vita…

Paola

 

 

LA PAURA di Giuseppe Lallo

“La paura del contagio, la paura di non poter rivedere i propri genitori, i propri cari, di non poterli abbracciare, molte volte mi terrorizza e pietrifica. Le difficoltà economiche di tante persone. Una cura che non arriva ed un tunnel dal quale lentamente, troppo lentamente stiamo uscendo. Ed i giorni passano senza riuscire a riorganizzare la mia vita come vorrei. Però poi penso a quanto sono fortunato, al bene dei miei cari, ed è questo che mi dà la forza di andare avanti, di superare i momenti di difficoltà. Nulla sarà più come prima, però è proprio da questi momenti tremendi che troveremo tutti la forza di risollevarci. Ne sono sicuro!

 

 

ERA UNA PRIMAVERA INTENSA di Simone Leo Cinisello Balsamo Mi Socio CSMI

Dopo aver dato il mio piccolo contributo per gli ospedali di Bergamo grazie alla grandiosa iniziativa di Fabio e Astrid, ho voluto fare la mia parte anche per Comune di Cinisello Balsamo che mi ha accolto ed è diventata la mia città ormai quasi sei anni fa.

Ispirato dall’idea del Clubsupermarathon.it del Presidente Paolo Gino e del mitico Juan Kappacinque (la MILANO RESISTI MARATHON), oggi ho camminato per 9h20′ nel mio appartamento (IO RESTO A CASA, come da ordinanza), in un circuito di 25 metri, fino a raggiungere i fatidici 42195 metri (distanza della maratona). Poi ho tramutato i km in euro e li ho donati alla Protezione Civile di Cinisello Balsamo che tanto sta facendo in questo periodo surreale.

Il link è il seguente: https://www.gofundme.com/f/covid19-protezione-civile-cinise

Doveva essere una primavera intensa, pieni di appuntamenti importanti con la cittadinanza, grazie alla proficua collaborazione con l’operativissimo Sindaco Giacomo Ghilardi, ma ora le priorità sono ben altre e le nostre attività sono solo rimandate a fine emergenza e sarà bellissimo ripartire tutti insieme.

Invito gli amici runner cinisellesi a fare altrettanto, come già detto “tante piccole gocce diventato un mare” Maurizio Oliva Davide Peschini Bellisario Nazzario ???

Nella foto, la bandiera del Comune che mi fu donata alla partenza per Arrowhead135 lo scorso gennaio. Un grazie al mio cucciolo Alex ed a mamma Rada per la medaglia❤

 

 BUON SENSO E INTELLIGENZA di Caterina Lucarini

Vi racconto una cosa per far capire l’intelligenza umana, la responsabilità, la paura e la consapevolezza a cosa portano.

Mio babbo è un ultramaratoneta. Ha fatto 310 (mi pare) maratone e tutte le corse domenicali, serali…
Riesce a fare anche una maratona (42km e 195metri) per domenica.
Domenica scorsa avrebbe corso Roma e ieri, con Giacomino e l’Elena avevamo parlato di andare a Milano un paio di giorni per correre la maratona, appunto.
Mio babbo durante la settimana va tre o quattro volte a camminare/corricchiare (in base alla sua età e al suo stato fisico). Quindi fa una trentina di chilometri a settimana. Come minimo.
Durante l’anno è sempre nervoso se piove perché non può allenarsi. Si agita…
Chi non corre non può comprendere. La corsa è droga (quando hai l’allenamento in circolo). Non è come gli altri sport. Fidatevi. Degli altri sport puoi fare a meno, della corsa, no.
Mio babbo non sta mai fermo. Se ha da fare una commissione a Prato (10 chilometri ad andare e 10 a tornare) va a piedi, tempo e tempo meteorologico permettendo.
Mio babbo starebbe sempre con i suoi amici podisti. Rinasce. Bene.
Mio babbo da quando dobbiamo stare in casa non si è mai, MAI, lamentato.
Abbiamo un passo di una quarantina di metri e lui cammina ogni tanto ma senza sudare troppo perché è intelligente e sa che non è il caso ammalarsi di niente.
Mio babbo sta in casa come se fosse la cosa più naturale del mondo.
E così mia mamma (ma ho parlato di lui perché la mancanza, per il fisico, di un allenamento a quei livelli, non è la mancanza di una giratina).
Si chiama buonsenso e intelligenza.

 

ESSERE SUPERMARATONETI AL TEMPO DEL CORONA VIRUS 2:LA MILANO RESISTI MARATHON di Pasqualino Onifrillo

In questa settimana prima di Pasqua due sono state le notizie più importanti riguardante l’epidemia in corso ed il mondo podistico; la prima, sicuramente più faceta, è quel video che si trova in ogni cellulare, che ritrae il podista che corre sulla spiaggia di Pescara inseguito da un agente delle Forze dell’Ordine….è inutile dire che ho ricevuto almeno dieci messaggi di amici di fuori regione che sostenevano che il podista ero io…!!!

La seconda notizia, purtroppo molto ma molto più seria, è stata la scomparsa di Donato Sabia, mezzofondista lucano, finalista in due olimpiadi ed attualmente Presidente della Fidal della Basilicata, stroncato, quindi giorni dopo suo padre, dal corona virus…

Inutile dire lo sgomento degli amici lucani e pugliesi che conoscevano personalmente Donato Sabia, grande uomo oltre che atleta di spessore, ed uno di essi, Antonio mi ha ricordato il giorno in cui ho avuto il piacere di intervistarlo alla partenza della Ultramaratona delle Fiabe di Rapone di qualche anno fa.

A proposito di amici, continua la serie delle maratone virtuali coordinate dal Club Supermarathon  del Presidente Paolo Gino, che dopo aver organizzato domenica scorsa la Milano Resisti Marathon, per lunedì di Pasquetta è prevista il secondo appuntamento: Donando sul Lago Dorato (per informazioni www.clubsupermarathon.it) .

Gli ingredienti sono sempre gli stessi: rispetto della legalità (correre in casa o al massimo in giardino) e slancio di solidarietà…a tal proposito il ricavato ad oggi è di oltre € 16.500,00.

Domenica scorsa, correndo la Milano Resisti Marathon, il pensiero non poteva non andare alle tre edizioni che ho corso realmente nella città meneghina: nel lontano 2005, nel  2015 ed infine in quella del 2017.

Ho corso con la maglietta griffata Armani (pacco gara dell’edizione 2017) ed alla fine ho rispolverato la medaglia della stessa edizione….forse la più bella!

Anche se sono molto affezionato alla mia prima esperienza a Milano nel dicembre 2005, giornata freddissima in una Milano innevata; era la mia seconda maratona (dopo l’esordio in quella di Roma) e, nonostante le avverse condizioni climatiche, sono arrivato brillantemente in Piazza Duomo dove stavano ad aspettarmi i miei due compagni d’avventura Antonello e Luigi.

 

MISSIONE COMPIUTA di Maria Sole Paroni di Salò Socia CSMI

Missione compiuta! La prima di una serie di 11 maratone organizzate per beneficenza, che si svolgono in concomitanza di tutte quelle che da questa domenica in poi sono state annullate, ed eseguite in un percorso domestico nel pieno rispetto delle disposizioni del decreto – specifichiamolo bene – è stata fatta! Sono partita estremamente scettica su quello che ne sarebbe saltato fuori ma ce l’ho fatta in circa 8 ore con tante, tante, taaante pause! Ringrazio i numerosi vicini di casa che mi hanno viziata e supportata, ringrazio Simona per avermi tenuto compagnia al telefono per piú di due ore e ringrazio il Presidente del Club Supermarathon Paolo Gino per questa iniziativa. La quota di iscrizione non viene incassata dal Club ma corrisponde ad una quota minima di una donazione ad un ente od una struttura che sta combattendo il nostro famigerato virus, nel mio caso è l’ospedale Civile di Brescia.

 

“SOLO CHI NON FA NON SBAGLIA MAI” (ma talvolta si sbaglia anche se non si fa nulla) di Franco Scarpa

 

Confesso che questa iniziativa Le Maratone della Speranza, nasce dal momento in cui ho stimolato Paolo a fare qualcosa, come Supermarathon Club, per aiutare chi lavora contro il famigerato virus SARS-Cov2. Nel mio Club di Firenze, La Fontanina, avevamo già fatto una raccolta di fondi per un Associazione a sostegno del Pronto Soccorso dell’Ospedale Careggi di Firenze utilizzando lo slogan “1 euro per ogni km di una gara che avresti voluto correre, da 10 km alla nobile Maratona da 42 km”.

Parlandogli di questa bellissima esperienza ho detto a Paolo “e noi che facciamo per sostenere medici, infermieri e quanti lavorano per aiutare a guarire da questa subdola malattia ? (N.B. non mi piace adoperare l’espressione guerra, lotta, battaglia ed ogni terminologia bellica perché da Medico ritengo che debellare le malattie e far star bene le persone sia il nostro dovere mentre la guerra, che è sempre una cosa sporca, lasciamola fare a quelli che non sono in grado di apprezzare la pace).


Con Paolo abbiamo quindi cominciato a pensare a fare qualcosa che chiamasse a raccolta tutti i Soci del club per dare un contributo a chi si prodiga per curare questa malattia e, nel frattempo, anche sollevare il morale: facciamo chiarezza, non soltanto perché le maratone ci mancano (saremmo bugiardi nel dire che non ne sentiamo la mancanza) ma soprattutto perché ci manca la partecipazione, la vicinanza, lo stare insieme. Purtroppo abbiamo un Presidente che tende a moltiplicare tutto (non certo pani e pesci) ma Maratone ed Ultra (4 Ortathon, 10 in 10 Marathon, 20 Maratone in 10 giorni, 20 Maratone in 20 giorni), per cui ha tirato fuori dal cilindro l’ennesimo multiplo escogitando le 11 Maratone della Speranza.

Naturalmente siamo stati d’accordo nella necessità di garantire il rispetto delle ordinanze del Governo, e soprattutto il rispetto del lavoro di chi si da da fare ogni giorno per fare in modo che questa emergenza finisca al più presto. Quindi fino a quando vige il principio “Io resto a casa” le 11 Maratone della Speranza saranno fatte secondo il principio di: “Io mi muovo in casa”. E pertanto la strategia da adottare in casa sarà: “chi vuol correre e allora corra, chi vuol camminare e allora cammini, chi vuol rotolare e allora rotoli, chi vuol stare fermo e almeno si agiti”. L’importante sarà dare il proprio contributo e creare questo legame che ogni settimana ci farà sentire ancora come se stessimo correndo insieme. 

E che ho fatto io ? Avevo già da tempo smosso tutti i mobili (non tanti davvero) per creare un percorso andata e ritorno di 40 passi. Poi ho tolto una lampada che ingombrava l’ingresso di una camera e sono arrivato a 55 passi. Ho pensato di fare il dislivello scavalcando il letto, tanto vivendo da solo non corro il rischio di calpestare corpi o svegliare dormienti ma il pericolo di dare lavoro ai colleghi medici in ospedale, proprio in questo periodo che c’è tanto da fare, mi ha fatto desistere dal fare un percorso trail. Infine sono riuscito, con qualche sotterfugio, ad arrivare a 70 passi. Appena finisce il freddo apro le due porte della mia piccola terrazza ed avrò un passaggio all’aperto arrivando quindi quasi a 100 passi. (Ho un pò di timore a farlo perché rischio di essere impallinato da uno dei tanti cacciatori della zone che mi scambieranno per un canarino che svolazza sulla terrazza da una parte all’altra come un cucù dell’orologio). Ebbene questo sarà il mio percorso sul quale mi misuro già da tempo per raggiungere i canonici e salutistici 10.000 passi al giorno. Ce la farò a completare ognuno degli 11 appuntamenti ? Chi lo sa ma cosa importa. Sarà comunque bello alla fine, appena potremo di nuovo partecipare insieme ad una manifestazione, ripensare a quello che si è fatto. Da Psichiatra sono convinto che dobbiamo affrontare questo periodo mantenendo non solo la salute fisica, cosa che previene le malattie e  non aggravia di lavoro gli Ospedali ed i colleghi, ma mantenere soprattutto la salute della mente che ci farà ripartire in tutti i campi e settori, lavorativi, affettivi, artistici. Il futuro è un mistero, il presente è un dono (Oogway maestro di Kung-fu Panda).  Iniziamo a vivere il futuro utilizzando fin da subito il dono del presente.

 

 

RIGENERARSI E PENSARE AL FUTURO: IL PROGETTO FILIPPIDE di Cinzia Spataro
Quando ha saputo della iniziativa ho subito aderito perché ho riflettuto su quanto sia importante il desiderio di appartenenza, il bisogno di sentirsi parte di un gruppo, di una comunità con cui condividere parte di te.
Sono riuscita ad organizzarmi un po’ in ritardo per questa prima Maratona della Speranza; ho dovuto pensare: a come “ritagliare” il percorso, a come coinvolgere i miei familiari, a come trovare dentro di me la forza per correre in questa situazione strana.
Correre nella solitudine, nella noiosa ripetizione dei giri da effettuare intorno al giardino della casa.
Il pensare che altri avevano intrapreso lo stesso mio cammino è stato molto bello, perché correre è l’ostinata pazienza, l’inesorabile costanza che annulla la distanza.
Correre è un privilegio, oggi ancor di più, correre e curarsi, rigenerarsi.
Magari potessimo organizzare una gara da queste parti. Vicino a casa nostra c’è un circuito di 2,5 km (in questi giorni ovviamente chiuso) dove sarebbe bello e possibile proporre una 6 ore. In effetti, volevo fare una proposta del genere la scorsa estate, quando eravamo al Lago d’Orta, ma poi… mi sono vergognata!
Io sono logopedista e, oltre ad essere una maratoneta iscritta ad una società podistica del territorio, sono la presidente di Progetto Filippide Marche https://www.facebook.com/ProgettoFilippideMarche/
È una ASD che propone la corsa di lunga distanza a soggetti affetti da autismo. Il Progetto Filippide è un progetto a livello nazionale affiliato alla Fisdir e riconosciuto dal Comitato Italiano Paralimpico, il cui presidente è Nicola Pintus Tra l’altro Giorgio Calcaterra ha partecipato più volte alle iniziative promosse dal Progetto Filippide, tipo la Run for Autism a Roma, e una foto del presidente Pintus è sul profilo Facebook di Giorgio Calcaterra. Da Roma sono nate altre delegazioni nelle varie regioni d’Italia, per le Marche ci siamo noi, qui a Fermo. Io, dopo essermi innamorata della corsa, ho pensato di proporre questa disciplina sportiva anche a chi vive una situazione molto problematica per far sperimentare loro tutti i benefici della corsa, dello stare insieme. Ho visto che il Club Supermarathon è sempre sensibile e presente in varie situazioni solidarietà; proporre un’iniziativa insieme a voi, con il vostro aiuto, penso sia una cosa molto bella. Quando questo periodo difficile sarà finito magari ci risentiamo su questa ipotesi, intanto ancora grazie e sicuramente a presto.
Cinzia

 

Link alle foto dell’album https://www.facebook.com/media/set/edit/a.2649056925314630/

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FABIO GONELLA 21.2

giuseppe lallo 9 km

 

MASCIA 42.2

simone leo

MARATONE DELLA SPERANZA

MILANO RESISTI LOGO 1

 AMBROSINO LUIGI 10 KM

arena

COMPA1

farina

Lorenzo Borghi

paola grilli 30 km 1

pasquale castrilli 12.21 km

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