Via partenza, un giro attorno al paese e poi percorso di andata su lunghi vialoni fino a Vittuone. La mezza incrocia il canale scolmatore la cui alzaia è il mio abituale terreno di allenamento, attualmente chiusa per assembramento, dove allora si sono radunati tutti i podisti della zona per fare un caloroso tifo. All’incrocio con la statale 11, dove ora c’è una rotonda con a fianco un ipermercato, km 24, giro di boa attorno un’aiuola e ritorno sullo stesso percorso. Tutto ok fino al km 35, poi la sensazione che sia finita la benzina, proseguo deluso fino al km 41 alternando corsa a camminata, l’ultimo non si può camminare e allora stringendo i denti corro fino al traguardo. E’ finita e sdraiato su una panchina sfinito e svuotato mi ripeto che è la prima e ultima, cosa che naturalmente non ho rispettato. Quindi vedo arrivare Terzo che faceva fatica a stare in piedi conciato peggio di me, lo devo aiutare ad arrivare alla macchina e giunti a casa “scaricarlo” quasi di peso. Terzo ha fatto 2 maratone, in totale, entrambi con lo stesso finale.
Successivamente ho saputo che anche per l’amico Pino Tundo “l’avvocato“, allora compagni di squadra, era la prima maratona e anche Lui pensava fosse l’ultima ed ora è prossimo alle 700 e io, nel mio piccolo, quasi150.
Ecco ritorno alla realtà, arrivo a casa, fine corsa, doccia e poi devo potare una splendida mimosa che ai primi di marzo aveva una stupenda fioritura, ma con diversi rami che sbordano verso la strada che quindi va ridimensionata, pronta per la ricrescita e la fioritura l’anno prossimo.
Goffredo Campi






