Newry City Marathon, 25/05/2014. Il cielo d’Irlanda è dentro di te

foto 2Sì la pioggia è sempre ed ovunque. La Mannoia diceva che il cielo d’Irlanda è dentro di te, ma in effetti le nubi ti entrano dentro in formato diluvio. In Irlanda mai nessuno si fa la doccia finita la maratona, non serve, arrivi talmente zuppo che non ti serve neanche lavare i vestiti.

Nella fattispecie, domenica 25 maggio, alla Newry City Marathon è caduto il cielo. Newry è un cittadina appena dentro il confine con l’Irlanda del Nord venendo da Dublino. E’ su un fiume che, dopo una ventina di chilometri verso est, finisce in marea Warrenpoint. La corsa avviene proprio in questo tratto di fiume. Avanti e indietro due volte. Qui la natura non è fiabesca, l’aria non è irreale come nel resto del paese. La parte migliore è il giro di boa a Warrenpoint. Qui il respiro resta sospeso, quasi incantato, guardando la foce dell’estuario. Il mare in fondo, la pioggia addosso, il cielo dentro. Acqua, tanta acqua che dilava i pensieri e la coscienza.

foto 3Sto qui dove si passa due volte, al decimo e al trentesimo. Mi fermo a godermi l’attimo fuggente. Penso a Freud che diceva degli irlandesi che sono l’unico popolo che è impenetrabile alla psicanalisi. Forse è vero. Tutta quest’acqua li ha mutati geneticamente, forse perché qui i Romani non sono mai arrivati. Troppo lontana e troppo selvaggia anche per i Vichinghi che arrivarono solo nel 795 d.C.. Così l’Irlanda celtica poté sopravvivere dimenticata da tutti, nascosta, indisturbata e isolata per tanti secoli. La storia poi ha fatto il resto. Mai piegati dagli inglesi, produssero la loro cultura che generò geni controversi come Oscar Wilde, George Bernard Shaw, James Joyce e Samuel Beckett.

La pace regna a Warrenpoint, la pioggia per un attimo tace, il silenzio invade e il paesaggio ammutolisce. Non si può tornare a correre, è il 30esimo, fra due km è “finita”. I miei occhi bagnati dalla commozione o poche lacrime nella pioggia vagano sereni e stupefatti in fondo alla baia. Questo è il momento topico del viaggio. Quelle nubi sul mare di lontano sono un fantastica quinta di teatro davanti tutte le immagini che pulsano nei miei sogni irlandesi. Dublino, con i sentieri su cui Joyce ha fatto perdere i protagonisti dell’Ulisse il 16 giugno 1904. L’immenso Trinity College con la Long Room dove incontrare i grandi del passato. I tanti castelli in aria sulle scogliere. Il Castello di Kilkenny e la Rocca di Cashel. Le croci celtiche che appaiono nei piccoli cimiteri dietro le siepi. Le pecore e le mucche col muschio da tanto piovere. Quel verde con 24 gradazioni che cambiano nelle 24 ore, un verde personalizzato, inimitabile, doc per ogni luogo. Il Parco di Killarney in fondo al sud ovest dell’Irlanda coi panorami tanto amati dalla Regina Vittoria, e da dove son partito tante volte in bici, in moto e in macchina per il Ring of Kerry, 180 km di whoah! E là dove finisce l’anello di Kerry, ecco la penisola di Dingle. Qui ho corso la più bella maratona delle 82 dell’anno scorso. Dingle rimarrà per sempre nel mio cuore, con le sue coste tagliate dagli arcobaleni e il suo paesino dalle casette colorate piene di musica, violini e flauti magici.

foto 4Le altissime scogliere, le Cliffs of Moher, dove ero ieri sera dall’altra parte dell’Irlanda. Sogno sempre di essere un gabbiano e scendere in picchiata da lassù sull’oceano, e poi volteggiare tra le torri di avvistamento e i muretti a secco nel vento inclemente. Il Burren che ho scalato in lungo e in largo nella maratona di ieri, coi suoi templi le caverne e i misteri, che sconcerta per la sua primordiale fisicità, ma affascina con virile incanto delle grigie rocce come una immensa scultura di madre natura. La malinconica Ballyvaughan con le orchidee, i gabbiani, il porticciolo, il pesce freschissimo e la ragazza della canzone “ che si sveglia da sola al mattino”….Da casa sua si vedono le isole Aran con resti del neolitico, le casette dal tetto di paglia, i pescatori e dalla vita molto semplice. Più a nord il Connemara, famoso per la sua corsa, le 100 miglia, che la girano tutta, in un meraviglioso tour in mezzo alla natura, tra laghi, castelli, cavalli, dolci colline, fiordi. Sogno di tornare sulla montagna sacra del Connemara, il Patrick Croagh, la Compostela irlandese, l’eremo dove visse veramente San Patrizio. Poi di lassù vedo in mezzo all’Oceano, con delle spiagge quasi australiane, l’isola di Achille dove zingari e re non son mai arrivati, ma io ci andai per una bellissima maratona. E infine il Donegal, la punta nord all’Irlanda, e in cima al Donegal la penisola di Inishoven, dove sogno di rifare la Quadrathon, quattro maratone, 170 km attorno al suo perimetro, passando per Mallin Head, il capo più settentrionale del paese, tra spiagge dorate, scogliere e onde di 9 metri. Il sogno continua. Non sembra di avere le scarpe da running, ma sembra di essere tornati bambini in un candido lettino, e sognare beati un’epoca di principesse e di folletti, di leggende celtiche e di cavalieri. Qualcuno se va di qui dicendo: “Questa è la mia terra!”. Io me ne vado dicendo “Questo è il mio cielo!”.

foto 5IL CIELO D’IRLANDA (di Massimo Bubola)

Il cielo d’Irlanda è un oceano di nuvole e luce

il cielo d’Irlanda è un tappeto che corre veloce

il cielo d’Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù

ti annega di verde e ti copre di blu

ti copre di verde e ti annega di blu

Il cielo d’Irlanda si sfama di muschio e di lana

il cielo d’Irlanda si spulcia i capelli alla luna

il cielo d’Irlanda è un gregge che pascola in cielo

si ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero

si ubriaca di stelle e il mattino è leggero

Dal Donegal alle isole Aran

e da Dublino fino al Connemara

dovunque tu stia viaggiando con zingari o re

il cielo d’Irlanda si muove con te

il cielo d’Irlanda è dentro di te

Il cielo d’Irlanda è un enorme cappello di pioggia

il cielo d’Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia

il cielo d’Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero

ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero

ma dopo un momento li fa brillare più del vero

Il cielo d’Irlanda è una donna che cambia spesso d’umore

il cielo d’Irlanda è una gonna che gira nel sole

il cielo d’Irlanda è Dio che suona la fisarmonica

si apre e si chiude con il ritmo della musica

si apre e si chiude con il ritmo della musica

Dal Donegal alle isole Aran

e da Dublino fino al Connemara

dovunque tu stia viaggiando con zingari o re

il cielo d’Irlanda si muove con te

il cielo d’Irlanda è dentro di te

Dovunque tu stia bevendo con zingari o re

il cielo d’Irlanda è dentro di te

il cielo d’Irlanda è dentro di te

Clicca qui per le foto (di Paolo Gino)

 

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