NOMENCLATURE URBANE E DEL TERRITORIO NEL DURANTE DELLA MARATONA DELLA GRECIA SALENTINA

Maglie. Col tempo in me è stato vivo l’interesse ad approfondire l’etnia di costumi, tradizioni, usanze, radici. Appassionato di musica ho vissuto nascita, diffusione, esaurimento della “pizzica”. Vista dai più quale moda, fenomeno scenico esibizionistico. Di casa a Calimera al cinema Elio gestito da Raffaella Aprile. Vivo il ricordo di Gigi Toma, Lamberto Probo, Claudio Cavallo, Antonio Amato, Vito Giannone e tanti altri cantori, musicisti nei sabato sera al “Clorò”.

Mani tese non solo ad esultare, anche forti ad aiutare chi cade a risollevarsi interessarono Calimera il 13 giugno 1960. Alle 8 del mattino, sei tabacchine persero la vita, arse nell’ incendio di una fabbrica. In zona partenza/arrivo della maratona ben visibile una imperitura lapide a memoria dell’infausto evento.

In feudo di Zollino restano Le Pozzele; ne avevo solo sentito parlare. Costeggiando il luogo, intorno al 35esimo km, mi è parso rivedere il teatro greco di Siracusa per ambiente, significato storico dei due luoghi. Tramandano antico, profondo legame tra uomo, natura. Si narra che Pirro le fece edificare onde abbeverare i suoi elefanti, oltre che l’esercito. Leggenda, che ha tramandato il nome di Pozzelle di Pirro. Costituivano antichi sistemi di raccolta e filtraggio di acque piovane. Sino al XX secolo restano nella memoria della Grecia. Site in avvallamenti di terreno, davano acqua fresca anche in estate. Anche luoghi di socializzazione in quanto collocate lungo strade unenti paesi e casali oggi scomparsi. Le Pozzelle fanno parte, restano diramazioni di fitta rete viaria dalla notte dei tempi per tutto il Salento. Prolungamento articolato della via Appia, che si fermava a Brindisi. Due direttive di tali tracciati, sovente, naturali congiungevano Brindisi sino a Santa Maria di Leuca. Da Gallipoli e Otranto, rispettivamente versante ionico e adriatico.

In prossimità del 30simo km, da Soleto a Sternatia, inizio di stretto rettilineo. Era già stretto in gioventù nel raggiungere, in macchina, Sternatia al suo festival della pizzica. Si ballava in villa nelle infuocate notti d’estate, a cavallo tra il XX e XXI secolo. In corsa, tali ricordi repressi dall’incombente pericolo del traffico automobilistico meridiano. Come per incanto, sono affiancato da Raffaele anni 69, Angelo Custode senz’ali, però in mountain bike a proteggermi lungo i restanti 12 km sino all’arrivo. Un reciproco parlare, quasi afflato confidenziale. Ci diciamo di tutto, anche nell’attraversare rotonde presidiate mirabilmente dalle Forze dell’Ordine. Nel contempo, la velocità degli automobilisti tesi verso l’incontro con l’imbandita tavola della domenica. Si percorrono ancestrali tratturi, oggi vie accessorie asfaltate, che conservano incontaminati muri a secco di pietra viva, retaggio di millenni di storia. Raffaele ad indicarmi un vasto tratto di prato con le Pozzelle,  affioranti pietre simmetriche non allineate, già coperchi di cisterne colme d’acqua,  fonte di vita umana, vegetale.

La strada scorre misurando il tempo a percezione dello status momentaneo; Raffaele al mio fianco con bottiglietta pronta all’uso. Si va verso Martignano, quasi Borgo,meno di duemila abitanti. Come non rievocare il prelibato sapore, gusto dell’insalata grica, piatto principe dell’apposita Sagra in Piazza della Repubblica, all’interno del seicentesco Palazzo Palmieri. Era l’occasione per ammirare i dipinti dello Zimbalo e Cino nella barocca Chiesa Matrice di Santa Maria dei Martiri. Non da ultime, Le nostre Pozzelle, a Martignno denominate Pozzi di San Pantaleo, santo protettore. Ogni anno ad incontrarci alla Sagra con Alessandra Camassa e consorte. Con la dott.ssa Camassa, tra le prime atlete pugliesi e nazionali della Sua categoria, ho condiviso diverse ultra, tra cui, ricordo bene una 50km del Gran Sasso, altezza massima 1.610 metri ed arrivo a Castel del Monte.

Percorso interamente presidiato dalla Forze dell’Ordine agli incroci delle vie principali, statali e provinciali. Eccezionale, capillare presenza della Protezione Civile all’imbocco delle stradine poderali. In una tra Zollino e Martignano, un giovane del Corpo a chiedermi, con voce soffusa, l’età. Rimane quasi interdetto, confuso al conoscere i miei 79 anni. Da notare la sua postura, sembianze pari ad un corazziere della Repubblica. Periferia di Calimera, ormai al 40esimo una maestosa rotonda su S.S.16 Lecce-Martano, presidiata, ormai da quasi 6 ore, da una pattuglia di Carabinieri, diretta dal Maresciallo. Minimo sindacale, il mio spontaneo ringraziamento di cuore al passaggio. Ormai è l’epilogo, attraversamento della Villa Comunale, voluto con fermezza da Cristian Bergamo. Verso Piazza del Sole, 200 metri di strada con lato destro il Cinema Elio, ricordo di serate, spettacoli musicali, grazie a Raffaella Aprile, pioniera, interprete, divulgatrice della nostra musica nel mondo. Di fronte la corte del compianto poeta, cantore Cici Cafaro, sempre lieto al presentare la sua Casa Museo agli estimatori della nostra tradizione. Ultima curva, è Piazza del Sole traguardo: 06. 24. 11. Sempre accompagnato dall’ Angelo Custode Raffaele, per mia espressa volontà. Non conosco, né chiesto il cognome. Bastava Raffaele a conforto di oltre un’ora e mezza di protezione. Dal lato sinistro delle transenne una voce femminile: “complimenti da parte mie e di tutto lo staff sanitario”. Era una dottoressa. Tutto il personale delle ambulanze al seguito in assistenza concreta sino all’ultimo arrivato. Lascio le considerazioni esclusivamente umane profuse da tutta l’Organizzazione a Chi ha avuto costanza, pazienza nel leggermi. Quando c’è umanità, è vita.

Bravi, un plauso a Cristian Bergamo ed a tutta la A.S.D. La Mandra di Calimera.

Arrivederci al prossimo anno.

Un saluto particolare a: Barnaba Andrea, Brunetti Vitantonio, Cannito Francesco, Canuti Antonio, De Francesco Vito, Giammanco Michele, Antonio Leopardi Barra, Specchia Antonio, Stefanelli Franco. Amici del Club Marathon Italia, che hanno, con me, condiviso la bella esperienza. 

 

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