NON RIESCO A RESPIRARE


nel secondo caso, anche se tutti e due hanno un sorriso sulle labbra,
osservandoli meglio, si può notare che un sorriso è a denti stetti.
“Non riesco a respirare …” è stata la frase che in molti hanno pronunciato
nelle sale di terapia intensiva degli ospedali italiani, soprattutto di
quelli del Nord.  Nei casi più fortunati il pronto intervento dei sanitari è
riuscito a risolvere il problema, magari dopo diverse settimane di terapia
intensiva. Nei primi giorni di marzo, quando mancavano in mezzi di
ventilazione, degli “inventori” hanno creato respiratori modificando
semplici maschere da sub; in molti hanno creato con stampanti in 3d pezzi
che si sono rivelati risolutivi per permettere ad apparecchiature
“assemblate in casa” di funzionare. Non possiamo dimenticare che per la
mancanza di bombole di ossigeno  degli operai hanno lavorato su turni di 24
ore per incrementare la produzione.

“I can’t breathe!” è l’ultima frase che George Floyd ha pronunciato. 8′ 49”
è durata la sua agonia. Qui non ci sono state mani pietose o invenzioni
geniali che hanno alleviato il suo problema, anzi un “ginocchio” vigliacco
ha preso il suo ultimo respiro.


Questo fatto ha scatenato la reazione di migliaia di americani, non solo di
colore. Reazioni spesso violente (che personalmente condanno), ma anche
reazioni di “umana pietà”.
È diventato un simbolo l’inginocchiarsi. In un primo momento erano solo i
manifestanti a compierlo; in seguito anche agenti di polizia lo hanno
compiuto (mio papà era un poliziotto e non ho il minino dubbio che anche lui
si sarebbe inginocchiato).
Evabbè, ma che c’entra tutto questo con un blog che parla di corsa? Avete
ragione, il tutto merita una minima spiegazione. Gare annullate, ma non la
corsa. Sono un PP (podista pigro): devo trovare un motivo per correre. Nei
mesi scorsi lo stimolo era quello di poter essere di aiuto a chi si
interessava della nostra salute. Ricorrenze a me care (25 aprile, primo
maggio) offrivano spunti per poter organizzare gare a soggetto. Ora, come
molti sportivi hanno fatto, anche io ho voluto essere presente per ricordare
questo tragico evento.
Domenica la pioggia non ha fermato la mia personale corsa, disputata sul
tracciato della “Mezza sul Brembo”. Nulla di eccezionale, intendiamoci bene,
ma inginocchiarsi alla fine della mia corsa, è stato gratificante e per un
attimo mi sono sentito vicino non solo a George, ma anche a Lino, mio papà,
che sicuramente avrà fatto gli onori di casa al nuovo arrivato.

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