NON TI CURAR DI LORO, MA GUARDA E PASSA


generalmente stava zitto. Anche questo non corrisponde alla verità: l’unica
volta che l’ho visto rabbuiato, era quando gli negarono i permessi per una
gara al chiar di stelle, o meglio gli furono revocati in prossimità della
data di svolgimento. Credo che chi lo conosce meglio di me non possa far
altro che confermare quanto ho scritto.
Ma con chi se la prende Francesco? Se la prende con chi lo criticava quando
lui correva le sue “maratone virtuali” (Uhmmm, ci risiamo: maratone virtuali
un bel fico secco: erano gare a tutti gli effetti, tanto è vero che abbina
al termine gara virtuale l’aggettivo “SUDATO” (lo scrivo in maiuscolo, come
l’ha scritto Francesco nel suo articolo, per sottolineare il fatto che era
corsa vera!). Chi lo criticava sembra uscito dal “letargo agonistico” in
occasione della cinque giorni di Rieti, dove erano in programma cinque
maratone … con la crocetta!


Non conosco i fatti per cui non commento, voglio solo sottolineare alcuni
fatti. Come dice Francesco “ … a me non importa quello che fanno gli altri,
ognuno è libero di fare quello che vuole … “. Giusto, Francesco, sono
d’accordo con te. Anche io come te ho corso durante il confinamento (sempre
nel rispetto delle regole: in giardino prima, per il paese poi). Le gare non
danno diritto alla “crocetta” di fine anno? Beh, dove sta il problema? Tu
corri per avere più “crocette” di altri? Conoscendoti non credo proprio, tu,
io e moooooolti altri corriamo per il piacere di correre. Nei tempi del
confinamento i runner che correvano in spazi ristretti come dei criceti,
venivano additati come dei “fuori di testa”, degli “imbecilli”, come dei
“buffoni”. Bene, ecco che nel CoronArena il 26 aprile si è disputata la
“Mezza del Dubbio” e nel post collegato ponevo una domanda ai lettori: “Sono
un buffone ..” (mettere “?” o “!” era lasciato al lettore al termine della
lettura del post). Beh, non posso darti ragione in tutto, Francesco.
Altrimenti sembra che ci siamo messi d’accordo ed io perdo la nomea di Sir
Marathon, che in molti casi “rompe”. Non sono d’accordo quando tu dici: “ …
di chi è disposto anche a correre una Maratona Virtuale a prescindere dai
numeri.” NO! Per una maratona corsa in solitaria … assieme a molti altri
possiamo abbinare il termine “digitale” (oops, io e molti altri altri non
possiediamo smartwatch -i campanili non valgono-), allora suggerisco
“diffusa”, oppure abbiniamo il termine “de localizzata”. Concludo con una
osservazione che mi ha fatto venire in mente il tuo articolo. Mi riferisco
alla “Maratona Alzheimer”, organizzata a Cesenatico. Quest’anno, per le note
vicende, non era competitiva e quindi NON validata né FIDAL, né UISP, ma era
organizzata seguendo tutte le normative vigenti, che garantivano il
distanziamento sia prima, che DURANTE, che dopo la gara. Anello di otto
chilometri per le vie cittadine, lungo la spiaggia, partenza (a scaglioni di
10 atleti ogni 10 minuti) ed arrivo sulle stradine strette del Parco
Levante. Volendo, si potevano usare i cartelli chilometrici posti lungo le
stradine per fare esattamente 42,195 metri, la maratona insomma. Io, come da
diversi anni a questa parte, vi ho partecipato ed ho disputato la MARATONA
(qui la cronaca), e concludevo la cronaca ,con la seguente osservazione
sulla NON presenza di molti: “Il “diavoletto che è in me mi indica una
possibile causa: “Non sarà perché la maratona, corsa con queste modalità,
non dà diritto alla “crocetta”, alla “tacca” di cui a fine anno si terrà
conto?”.
Come vedi, siamo in sintonia su molte cose!
P.S. Il primo Novembre, all’interno del Parco Levante, verrà disputata la
“Maratona del Presidente”. Siamo sicuri che verranno rispettate TUTTE le
regole sul distanziamento in gara? Visto il percorso, credo sia impossibile.
Ci saranno i giudici di gara, ma soprattutto quale comportamento terranno in
caso di MANCATO rispetto delle regole?
So che questa ultima parte mi attirerà delle critiche, ma come diceva
Virgilio a Dante:
«Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa.»


Nella foto qui sotto Francesco Capecci. Correva l’anno 2006 a Reggio Emilia!

della piana 2.jpgdella piana anteprima.jpg

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche