Il tracciato partiva dalla Val d’Adige ad Ora, scavalcava San Lugano e
serviva tutti i paesi della Val di Fiemme fino a Predazzo. La parte da
Molina a Predazzo è ora una meravigliosa pista ciclo pedonale utilizzata in
inverno anche per lo sci di fondo.
Il tratto dove si svolge la gara è parzialmente in disuso con gallerie non
illuminate e viadotti poco protetti. Si corre in un ambiente paradisiaco tra
boschi, vallate, prati e vecchie stazioni trasformate in fattorie; fino a
Montagna sono 15km tutti in leggera discesa. Ti trovi a correre immerso in
un paesaggio incantato attraverso boschi dove al tuo respiro affannoso fanno
unica compagnia il melodioso canto degli uccelli e lo stormire delle fronde;
e poi viadotti arditi, gallerie buie; e poi più giù ordinate coltivazioni di
frutta, l’imponente Castello di Enn con vista mozzafiato sulla sottostante
Val d’Adige che sembra un’immensa scacchiera di viti e meli.
Maria Grazia e le amiche mi lasciano al ritrovo a San Lugano e scendono in
auto a Montagna ad aspettarmi; il ritrovo è alla stazione, trasformata in
“colonia estiva” dove i ragazzi ospiti dormono sulle carrozze rimaste sui
binari.
La partenza della gara è prevista alle ore 17.00; l’iscrizione di 15 euro
comprende una bella maglietta, la navetta dall’arrivo alla partenza ed il
trasporto borse all’arrivo. Circa 200 gli iscritti mentre oltre 70
mini-atleti sono impegnati sul tracciato di 4km con partenza da Castell Enn.
Della mia gara sono rimasto soddisfatto a metà; la discesa è … il mio
terreno di gara preferito ed il tempo finale lo testimonia, ma 15km
consecutivi tutti di discesa sono uno sforzo che le mie gambe mi hanno fatto
pagare! Ci sono voluti 3 giorni prima che ricominciassi a scendere le scale
senza dolore …
Gli atleti appartengono quasi tutti a gruppi locali con forte rappresentanza
tedesca; a tenere alto (si fa per dire…) l’onore dei fighetti milanesi c’è
solo il Compa mentre è decisamente più alta del solito la presenza
femminile; e non parlo delle sole atlete longilinee tutte pelle e ossa cunt
tacà poc o nient, ma anche delle classiche atlete teutoniche ben fornite di
tutti gli accessori … prorompenti.
Alle 17.00 in punto scatta la gara col sindaco di Montagna che fa da
apri-pista in bicicletta; parto sparato ma presto mi accorgo che è meglio
guardare bene dove appoggio i piedi; il sentiero è ben tenuto ma sassoso e
pieno di insidiose radici; dopo pochi km mi accodo ad un gruppetto che
viaggia in fila indiana. Al 4°km passiamo in mezzo ad una stalla dove le
paciose mucche ruminano in attesa della mungitura; speriamo che la vista di
200 esagitati individui in braghette non abbia mandato loro … il latte di
traverso!
Passiamo un ristoro volante, mentre quello ufficiale è previsto solo dopo
l’8° km. Il mio gruppetto è composto da un “antipatico” che cerca
continuamente di staccarci, da un simpaticone tedesco col fisico “ben
nutrito” col quale in partenza avevo scambiato qualche battuta; la mia
impressione era che non capisse un’ostrega di quello che gli dicevo però
rideva sempre a crepapelle …
C’è poi una ragazzina con fisico da indossatrice, una signora “Marlene da
mordere” ed una “paciarottina” del gruppo “Lenti e veloci” di Laghetti (BZ),
lenta come me ma tosta, che conosce molto bene il percorso. Passiamo la
prima galleria illuminata da un faro appositamente installato, mentre la
seconda illuminata solo dai fari di un’auto risulterà un po’ buia e perciò
insidiosa.
Viaggiamo ad elastico; il tedescone si avvantaggia per fermarsi per un
pit-stop ma poi ci raggiunge di volata. La prima a dare segni di cedimento è
la modella; comincia a fare qualche tratto al passo, si sfila la maglietta e
resta in reggipetto, quando rallenta ancora per … sfilarsi anche i
pantaloncini, sono così ciula da lasciarla dietro!
Dopo il rifornimento il secondo a cedere sono proprio io; le gambe
cominciano a ribellarsi e devo rallentare il ritmo; a malincuore lascio
andare il mio gruppetto; la terza galleria è la più lunga ma ben illuminata
grazie a cellule fotoelettriche; l’ultima galleria è purtroppo inagibile
perché qualcuno ha pensato bene di usarla come discarica abusiva (tutto il
mondo è paese!) e dobbiamo deviare per un discesone ripidissimo in mezzo
alle coltivazioni di mele.
Al km 11 passiamo Castell Enn, che è una proprietà privata i cui cancelli
sono stati aperti per l’occasione; cerco di riprendermi bevendo alla
freschissima fontanella ma ormai le gambe mi hanno quasi mollato; il che non
è neanche tanto male perché posso così godermi più a lungo il magnifico
panorama sulla Val d’Adige. Vengo purtroppo superato da qualche atleta ma
qualcuno riesco a tenerlo dietro (183° su 192!). Il traguardo è vicino;
Maria Grazia mi aspetta con le amiche Graziella e Liliana per
“immortalarmi”.
Buono il ristoro finale con le gustose mele e poi nel parco sembra quasi che
aspettassero solo me per dare inizio quel che più mi piace di queste gare:
la festa tirolese con cibo e musica! Di cosa e quanto mangio non vi dico
nulla; mi limito ad assicuravi che …la musica era allegra e divertente e lo
strudel regale sia per bontà che per quantità!
Ettore “wurstelone” Compa




