ORTA 10 IN 10 2024 -ARRIVEDERCI RAGAZZI!

Mille ottocento anime belle son scese sulle sponde del Lago Dorato in questi dieci giorni e si sono sfiorate.  Venivano da 36 nazioni diverse, si capivano e andavano tutte nella stessa direzione. Pioggia e sole forte cambiavano l’aspetto e le essenze e da 1800 diventavano 3600 o 7200. Facevano il diavolo a quattro per partire la mattina, passavano le ore col batticuore in milioni di pulsazioni e correndo, camminando e non la smettevano mai, per ore e ore nei mattini del mondo in cui sono comparse.

  Quest’anno poi le stelle di San Lorenzo son cadute copiose sull’isola, isola che abbiamo visto e messo dappertutto, l’abbiamo fatta smontabile nelle pesantissime medaglie, l’abbiamo messa nel logo, l’abbiamo visitata e incendiata nella notte di mega fuochi artificiali.

Ma l’isola è lì sempre ferma immota quando facciamo le foto nelle brume del mattino alla partenza e poi diventa verso le nove un gioiello incastonato  nel blu del Cusio, l’isola ha da sempre esercitato il proprio fascino su chiunque l’abbia visitata, a partire dai viaggiatori letterati del Grand Tour fino agli autori italiani del Novecento, da Piero Chiara, che la chiama «acquerello di Dio», a Gianni Rodari che la ricorda come «fatta tutta a mano come un gioco di costruzioni» proprio come le nostre medaglie.

Il lago d’Orta lo definiscono un lago intimo che fa pensare e che offre ai suoi visitatori la tranquillità di un panorama di «mille sfumature di verde e d’azzurro», intorno al quale aleggia la leggenda legata al santo fondatore San Giulio e al drago che, come scrisse Mario Soldati «ha un fondo di vero. Fu l’alba della civiltà per questa civilissima regione». «L’isola del silenzio ti dà il benvenuto», così il cartello di ingresso anticipa l’unicità del luogo a chi si avventura nel suo vicolo lungo 700 metri: pochi metri dominati dal minaccioso imponente  monastero di clausura uno dei  luoghi del mistero, come il lago d’Averno, la fonte Aretusa, il nuraghe di Barumini, le sorgenti del Clitunno o gli antri di Cuma.

700 metri attorno a mistero con le massime di meditazione come tutte quelle pagine del libro che abbiamo donato ai finisher della storia delle 10in10, 5 kg di carta bianca e 1000 foto a colori dove l’isola è al centro di centinaia di racconti.

Ora quei libri voluminosi aiuteranno a sognare sui comodini delle case di tutto il mondo  e poi finiranno dove non si sa a cullare il ricordo di questi dieci lunghi anni. Ma l’Isola sarà ancora lì ogni mattino pronta per voi.

ARRIVEDERCI RAGAZZI

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