
Francesco Capecci è il membro del Direttivo CSMI più longevoessendo in carica dal 2010, quasi 14 anni in cui ha ricoperto anche il ruolo di Vicepresidente. È stato Senatore dell’Orta fino al 2022 dove ha dovuto mollare. Ha organizzato 20 Maratone sulla Sabbia . In questa bella intervista al Resto del Carlino del 2 Febbraio 2022 emerge tutta la sua personalità di campione.
Capecci, ha mai contato tutte le gare che ha fatto? “No, contarle tutte, comprese le più brevi, è impossibile. Però so con esattezza quante ne ho fatte di quelle più lunghe, dai 42 chilometri in su, quindi maratone e ultramaratone”. E il numero è… “Dal 1973 ad oggi ho portato a termine 769 gare di questo tipo, in tutto il mondo e in tutte le condizioni atmosferiche. Poi tra mezze maratone, 10mila e distanze più brevi ne avrò fatte altre millecinquecento circa, sempre nello stesso periodo, ma è solo una stima di massima”.
In media sono più di 40 gare l’anno per 49 anni, non starà mica sbagliando? “No no, ne sono assolutamente
certo. Sono il quinto italiano con più maratone sulle spalle, anzi sulle gambe. Pensate che mia moglie
Annamaria, che mi ha accompagnato fino al 2004, conta 37 maratone. In diverse occasioni ha corso con noi
anche mia figlia Valentina, che ora vive in Spagna”.
Mi faccia indovinare: magari legata ad un podista… “Esattamente, un atleta spagnolo che è stato anche di
livello nazionale e che, nel 2006, ha vinto una ‘Maratona sulla sabbia’, evento organizzato da me a San
Benedetto che quest’anno toccherà la diciottesima edizione”.
Ma allora è proprio un vizio di famiglia. Anzi, un vizio o una tradizione? “Forse una tradizione: mio padre,
classe 1920, era funaio e mezzofondista. Io sono nato il 24 aprile 1946, in pieno centro, dove oggi ci sono le
Poste di via Curzi. Da piccolo, credo avessi meno di 10 anni, correvo per tutto il quartiere. Di auto ne passava una ogni morte di Papa e io non facevo che infilarmi tra i palazzi a tutta velocità. Ovviamente tornavo a casa sudato e mia madre mi faceva ‘ricordare’ quei pomeriggi. Insomma, la passione c’è sempre stata”.
La prima gara? “Relativamente tardi: avevo 27 anni. Era il 23 luglio 1973, prima avevo sempre lavorato e il
tempo era davvero poco. Fu una 25 km, la Marcialonga dell’amicizia. Io e i miei amici ci iscrivemmo dopo aver visto la locandina al bar. Si partiva dalla rotonda, si arrivava ad Acquaviva e poi si riscendeva passando per la Panoramica. Non avevamo nemmeno le scarpette, corremmo con i sandali. Da lì non ho mai smesso”.
E continua a mietere record. “Ne ho molti. Nel 2013, avevo 67 anni, ho battuto i primati italiani di categoria
come chilometri percorsi in 12 ore, in 24 ore, in 48 ore, in 72 ore e in 6 giorni. Ne ho fatti 93 al giorno per un
totale di 560. Era un’ultramaratona in provincia di Potenza. Lo scorso settembre ho preso parte alla
Lupatotissima, tradizionale gara di 24 ore che si svolge a Verona, anche qui stabilendo un nuovo record di
categoria con 144,173 km percorsi. Avrei fatto anche meglio senza il disagio della pioggia”.
Il suo miglior tempo sulla maratona? “A Reggio Emilia nel 2001, avevo 55 anni: 3 ore e 24 minuti. Il tempo
però non è mai stata un’ossessione. Il mio primo obiettivo è non fermarmi mai, ecco perché amo le
ultramaratone. Le maratone che ho fatto me le sono godute tutte: New York cinque volte, Boston, compresa
la centesima edizione del 1996, poi Mosca, Berlino, una quindicina di volte Roma e tante altre. Esperienze
indimenticabili in cui, mentalmente, stacchi da tutto e pensi solo alle cose belle della vita”.
Oltre ad essere un atleta lei anche fondato una società. “Esatto, dopo essere stato iscritto ad un gruppo di
Centobuchi ho creato, nel 1975, la Polisportiva Amatori Uniti che poi cambiò nome in Maratoneti Riuniti. Nei periodi migliori ho superato anche i 90. Nel 1976 organizzai la mia prima gara in città, una 18 km. Piovve a dirotto e vinse un ragazzo di Acquaviva delle Fonti. Il 9 febbraio spero di riuscire ad organizzare la 21esima Maratona sulla sabbia, ormai diventata un grande classico. San Benedetto è, secondo me, il luogo perfetto per praticare il podismo. Come dico sempre qui si corre tutto l’anno per 20 ore al giorno. Solo da mezzanotte alle 4 non trovi nessuno”.


