ORTA 10 IN 10 2024

ANCORA VITO PIERO SENATORE DELLE 10IN10. Presente fin dalleprime ore di questa manifestazione è senatore. Ripercorriamo la suacarriera di tecnico, prima in Puglia, con la sua rapida ascesa a posizionisempre più di spicco, poi il salto nel vuoto a Milano, una decisioneponderata ma dirompente, il suo nuovo mondo nella grande città, il suo amore per l’Opera che lo porta ad essere un costantefrequentatore della Scala. Verdi, su tutti, ma anche Donizetti, Bellini,Mascagni, Massenet, Mozart, i concerti di Classica col Maestro Mutie poi con Chailly…

Non dimentica mai di sottolineare il suo impegno sociale con l’Avis, il fatto di essere uno dei maggiori donatori di sangue, da più di quarant’anni, ininterrottamente, un impegno di solidarietà che lo rende persino più orgoglioso delle sue quasi 2000 maratone e ultra corse ad oggi. L’uomo è indubbiamente più alto della statura già notevole conferitagli dai suoi meriti sportivi, che pure hanno contrassegnato la sua vita fin dalla gioventù, prima il ciclismo, poi il tennis e infine la sua passione per la corsa.

Il “battesimo” lo ebbe dal suo maestro Giuseppe Togni alla sua prima maratona in assoluto, Torino 1999, che con fare profetico l’ammonì sul pullmann che lo portava alla sua prima partenza alzò il dito verso di lui e con fare minaccioso gli disse: “Soffrirai, ma l’amerai per sempre!”. Proprio alla prima edizione del lago ci fu il giorno del “sorpasso”, sul Lago d’Orta, quando con grande commozione Vito Piero superò il maestro Togni in cima alla classifica degli italiani con il maggior numero di maratone corse, siglando la numero 762.

Mitici i suoi racconti quando si ruppe un braccio in Germania al 25° e continuò con l’ulna incrinata fino al traguardo, evitando poi medici e ospedale per poter nuovamente correre il giorno dopo, con braccio rotto e fasciatura posticcia. O quando, sempre in Germania, dopo una maratona corsa il giorno di Pasqua, ci aggirammo a piedi per le vie di Amburgo per una decina di chilometri a cercare una chiesa dove ci fosse ancora una Messa pasquale, tornando poi indietro per altri 10 km e ripartendo il giorno dopo per un’altra maratona. O il 3 giugno 2017, quando, sempre all’Orta, siglò la sua maratona numero 1000, entrando nell’olimpo delle leggende, tranquillo, imperturbato, senza nemmeno un capello fuori posto.E poi le infinite serie, 4 in 4, 7 in 7, 10 in 10, persino 10 in 10 all’Orta + 20 in 20 a Londra, per un totale di 30 maratone in 31 giorni d’agosto, nel 2020…e per fortuna che c’era il lockdown.

Ci fu anche un momento però in cui le prestazioni cronometriche, sempre regolarissime, iniziarono a calare, un dolore, dovuto a una brutta caduta, che non passava col tempo, come avrebbe dovuto si fosse trattato di una contusione superficiale. Lui, che non si era mai lamentato di nulla, costretto al ritiro, all’ospedalizzazione, all’operazione. Lo racconta ancora serenamente, senza strazio, sorvola leggero sul dolore, i cambi d’ospedale e di terapia, le lunghe giornate in riabilitazione. Tutto ha un prezzo, immagino, anche tornare a camminare, per uno come lui che non si è mai fermato. Niente ci viene regalato,

Piero ne è consapevole, così come sa che è giunta la tanto agognata ora del ritorno. E la strada per le 2000 è

molto in salita per lui… ma stringe i denti e va! Lui all’Orta le ha corse proprio tutto 90 gare delle 10in10, 24

della Quadrortathon, 6 delle Christamas Series e la fantomatica zero: TOTALE 121 MARATONE SUL LAGO!

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