ORTA 10 IN 10, RECORD DI FINISHER E DI PAESI IN GARA. DOMINIO DI HOLLAND E COMTE NELLA 50 KM E DI BREZINSKIS E FERRAGINA NELLA MARATONA


La Orta 10 in 10 è diventata grande. La 9ª edizione dell’ultracorsa che prevede dieci
maratone in dieci giorni consecutivi al Lido di Gozzano ha segnato il definitivo passaggio a
una nuova dimensione per l’evento organizzato dal Club Super Marathon Italia. Gli
iscritti (quasi 300 soltanto domenica, nell’ultima giornata) provenienti da ben 16
nazioni, del resto, confermano la portata internazionale della manifestazione andata in
scena dal 5 al 14 agosto 2023 sulle sponde del Lago d’Orta. Anzi, una portata
intercontinentale, visto che al via c’erano anche atleti provenienti da Stati Uniti, India e
Australia. Con più di 1.600 partecipanti arrivati al traguardo nei dieci giorni di gare
sulle quattro distanze previste dalla Orta 10 in 10 (50 km, 42,195 km, 20 km e 10 km) è
stato inoltre abbondantemente superato il precedente record di finisher della
manifestazione.
La soddisfazione di Paolo Francesco Gino, presidente del Club Super Marathon
Italia: «Alla Orta 10 in 10 è aumentata la quantità e la qualità dei partecipanti, visti i tanti
campioni che si sono presentati ai nastri di partenza. Si è chiusa la migliore edizione di
sempre, un ottimo viatico in vista della decima edizione in scena dal 3 al 12 agosto 2024.
Ma anche in vista del prossimo Campionato Italiano di 100 km che si terrà il 30 settembre
2023 al Parco del Valentino di Torino. I tricolori verranno assegnati in occasione della 100
km delle Alpi, un altro evento targato Club Super Marathon Italia nonché la seconda 100
km più longeva d’Italia dopo il Passatore».
I tanti stranieri non sono arrivati sul Lago d’Orta per il semplice gusto decoubertiniano di
partecipare, analizzando i podi delle quattro distanze. La 50 km, come da pronostico, ha
visto il successo tra le donne in xxhxx’xx della francese Chantal Comte, l’unica
concorrente ad aver completato tutte e dieci le ultramaratone. La runner francese ha
festeggiato con suo marito Pascal Comte, lui invece impegnato nella 42 km. Anche tra gli
uomini si è imposto un atleta straniero, il grande favorito della vigilia, lo scozzese Adam
Holland (Orkney Athletic Club), capace di chiudere le sue dieci fatiche con il tempo
complessivo di 39h29’16. Secondo posto di Giorgio Calcaterra (Calcaterra Sport) in
43h40’51, terzo Michele D’Errico (Pol. Marsala Doc) in 47h27’52. Così Adam «Tango»
Holland, l’anno scorso vincitore della prova sui 42,195 km: «Questa è la mia quinta
partecipazione alla Orta 10 in 10. In occasione della mia prima volta, nel 2017, avevo corso
dieci maratone in altrettanti giorni stabilendo la migliore prestazione mondiale. Qui è tutto
incredibile: l’ambiente, il paesaggio, la gente, l’organizzazione». Così invece «Re» Giorgio
Calcaterra: «Nonostante abbia corso tantissime gare nella mia vita, non avevo mai
raggiunto questo chilometraggio. Per la prima volta ho infatti corso 500 km in dieci giorni,
vi assicuro che non era affatto scontato che ce la facessi. Mi piace questo tracciato molto
variegato, diciamo che non ci si annoia mai tra salite, discese, tratti in sterrato e altri in
asfalto. La Orta 10 in 10 è una gara impegnativa dal punto di vista tecnico e anche
mentale». Il tempo più veloce nella singola prova sui 50 km lo ha fatto registrare Enrico
Bartolotti (Liferunner), capace nel secondo giorno di gare di fermare il cronometro dopo
3h08’30, mentre tra le donne spicca la prova di Federica Moroni (G.S. Gabbi) nel
penultimo giorno, quando ha completato la sua fatica in 3h40’18.
La gara sulla distanza classica dei 42,195 km è state dominata da Maria Teresa
Ferragina (UMF Venice Team Asd), seconda nella Orta 10 in 10 dell’anno scorso, capace
di imporsi con il tempo complessivo di 42h01’14. Secondo gradino del podio per la
britannica Charlie McMurtay (Plymouth Falconers) in 49h00’43, terza la finlandese Minna
Hanninen in 49h27’13. La maratona maschile ha visto invece il successo del lettone Aivars
Brezinskis (Matison Runner Club), con un crono complessivo di 32h48’20: «Mi
piacciono le grandi sfide – riconosce Brezinskis, capace di esordire con il botto alla Orta 10
in 10 -. E questa è una delle più difficili a cui ho mai partecipato». Al secondo posto
Claudio Di Toma (Naviglio Running Team) in 36h54’55, medaglia di bronzo allo spagnolo
Bassit Briguech in 40h33’01.
Anche lamezza maratona parla francese, con la vittoria nella prova femminile di
Mireille Cormier che ha completato le sue dieci fatiche in 29h04’07. Tra i maschi invece
successo di Davide Natale Calderoni (G.S. Avis Seregno) con il tempo complessivo di
17h09’06. La sfida sui 10 km ha infine premiato Erika Tullio (Asd Circuito Running) in
8h27’31 e Ivan Virginio Doniselli (Calcaterra Sport) in 6h56’13, con un crono di appena
3 minuti inferiore a quello di Gabriele Clerici (Podistica Arona) secondo in 6h59’12.
La Orta 10 in 10 è una gara a tappe, per instancabili amanti delle lunghe distanze. Da una
parte c’è il desiderio di mettersi alla prova, spostando il proprio limite un po’ più in là.
Dall’altra la voglia di confrontarsi ogni giorno con altri ultrarunner, vivendo una sorta di
avventura collettiva, perché maratona dopo maratona si consolida un gruppo davvero
unito, in cui conta unicamente il fatto di aver completato la «collezione» di maratone, a
prescindere da piazzamenti e tempi.
Tra i capofila di questo gruppo di ultrarunner c’è Enzo Caporaso, torinese classe 1959,
che ha messo nel mirino il quarto Guinness World Record personale legato al mondo delle
maratone. La sua nuova missione (non) impossibile è battere il primato di 21
ultramaratone consecutive in 21 giorni fatto registrare dal runner JC Santa Teresa il 30
dicembre 2014 negli Stati Uniti, correndo tra la California e il Texas. Le prime prove
sostenute alla Orta 10 in 10 hanno dato risposte positive: «Ho corso sei 50 km in altrettanti
giorni consecutivi senza particolari difficoltà – spiega Caporaso, che prima di darsi al
podismo è stato pugile e rugbista -, nonostante un percorso reso molto duro da continui
cambi di pendenza e da lunghi tratti sterrati che rendono tutto più faticoso. Un ottimo
punto di partenza per tentare un’impresa che può essere alla mia portata. L’idea è di dare
l’assalto al Guinness World Record a febbraio, in modo da concludere le 22 ultramaratone
consecutive in occasione della 24 Ore di Torino in programma il 24 e 25 febbraio 2024».
Tra le tante storie che hanno popolato l’ultima Orta 10 in 10 c’è quella di Angelo
Squadrone, ex ufficiale dei Carabinieri, classe 1929: corre dal lontano 1956 e non ha
alcuna intenzione di smettere. «Lo scorso giugno ho vinto i Campionati Italiani degli 800,
1.500 e 5.000 metri, ovviamente nella mia categoria. Non ho più avversari, vinco per forza
io». Altro volto noto quello di Vito Piero Ancora, socio classe 1953 del Club Super
Marathon Italia che alla Orta 10 in 10 ha tagliato l’incredibile traguardo della sua 1600ª
maratona. Ma tra i corridori «millenari» c’era anche lo statunitense classe 1969 Nick
Nicholson. Domenica 6 agosto, nel Day 2 della corsa sul Lago d’Orta, ha completato la
1200ª maratona della vita (non male, per chi ha cominciato soltanto nel 2016). L’ultima
più o meno folle sfida lanciata da Nicholson? Completare ben 270 maratone in un anno.
Tutti i risultati su aggiornati: https://www.icron.it/newgo/#/classifica/20233059
Più informazioni: www.clubsupermarathon.it e Facebook del Club Super Marathon Italia
Ufficio Stampa Club Super Marathon Italia

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche