Per l’anno del mio 60° dalla nascita volevo superarmi nel mio piccolo record podistico, 30 fra maratone ed ultramaratone, poi l’amico Camillo mi disse “potresti farne 42, così tanto per richiamare la distanza regina”, ok buona idea ci penserò gli ho risposto. Ad oggi ne ho corse 24 fra maratone, ultra e ultratrail: 13 fra maratone su strada ed ecomaratone/trail; 6 ultramaratone; 5 ultratrail.
Totale circa 1.200 km con più di 30.000 m di dislivello positivo. Tutte concluse con gran soddisfazione personale. A tutt’oggi la mia condizione fisica è ottima, nessun acciacco, nessun indolenzimento, tanto che le mie aspirazioni sono aumentate. A questo punto mi dispiace un po’ aver perso qualche occasione interessante nel trascorso inverno/primavera, così ho deciso di recuperare al più presto. Dal 5 al 14 agosto si va sul Lago d’Orta per correre 10 maratone consecutive, la ormai famosa 10in10 (dieci maratone in dieci giorni), dovrebbe andare bene, sono fiducioso, per cui in men che non si dica arriverò a 34. Il prossimo futuro è già scritto: nel 2017 le maratone/ultra corse dovranno arrivare a 52 (come le settimane dell’anno). Ma adesso mi concentro sulle 10in10, anzi non mi concentro per niente, penso alla fatica che farò ma soprattutto al gran divertimento che troverò, poichè tanti sono gli amici che conosco e che, come me, hanno questa “insana” passione, che vogliono appendersi al collo il medaglione a spicchi. A prestoooooo.
1° giorno 1^ maratona. I luoghi sono bellissimi, spiagge, colline, borghi, isolotti. Il tracciato maratona è impegnativo, ondulato, ghiaia, sterrato, asfalto. Il caldo asfissiante 38°C nel tratto di pineta l’ombra era fondamentale. Portata a termine la prima, ne mancano 9 e devo usare prudenza se voglio farcela perché è davvero dura.
2° giorno 2^ maratona. La speranza di un calo delle temperature era una pia illusione dissolta dopo un’ora e mezza di gara, comunque meglio qualcosa che niente. Poi è uscito il solleone e non ha dato scampo, i pori della pelle erano insufficienti a scaricare il sudore, credo mi sia uscito anche dagli occhi e dalle orecchie. Non sono molti quelli che negli anni scorsi hanno finito la 10in10 e da quelli sto cercando di imparare il più possibile. Oggi una gestione più oculata con un ritmo più blando all’inizio mi ha permesso di perdere solo 5′ rispetto a ieri (4h46′ – 4h51′) ma con meno spossatezza. Ora sono 2 e ne mancano tantissime, vedrò di regolarmi giorno per giorno.
3° giorno 3^ maratona. Oggi le temperature decisamente abbassate, 24°C al primo giro per poi passare a 32°C verso la fine (c’è un rilevatore sul percorso) e la prestazione ne ha giovato, 13 minuti meno di ieri, la terza l’ho conclusa in 4h38′. Stamattina un siparietto con l’amico primierotto Vittorio Cerqueni, un veterano di questa corsa. Gli stavo spiegando che a volte sono sbadato: avevo dimenticato cappellino e polsino, per me due accessori indispensabili, quando lui mi fa presente che ci stavamo dimenticando anche di schierarci, la gara stava partendo. La 10in10 non è solo competizione, è anche ritrovo di amici e conoscenza di nuovi e, soprattutto anche vacanza (diciamo un po’ attiva).

4° giorno 4^ maratona. Ancora abbassato il crono, oggi 4h32′, ma il meteo ha dato una mano, pioggerellina iniziale poi coperto per gran parte di gara, infine sugli ultimi 4 km si è scatenato il temporale. Fradicio ma contento e la torta incomincia a prendere forma.

5° giorno 5^ maratona. Lo sciabordio delle acque del lago sulla spiaggia deserta non presagiva imminenti cambiamenti climatici. Temperatura ideale, il venticello però era contrario ma tutto non si può avere. Al secondo giro il cielo si è incupito, la risacca delle onde del lago si è fatta più decisa ed anche i pochi passeggiatori si sono messi al riparo. Noi no ovviamente e l’acquazzone ce lo siamo preso tutto per una decina di km, i tombini non riuscivano a smaltire l’acqua cosicché in un batter di ciglia le strade si sono allagate, le scarpe sembravano barchette senza fondo. Subito ho pensato a Marco Bonfiglio, figlio del Fulmine e della Saetta, razza eccelsa, campione immenso che mi ha pregiato della foto alla partenza.
Lui sarà già arrivato, bagnato solo del suo sudore già asciutto anche della doccia. Noi mortali siamo ancora impantanati nelle pozzanghere della strada sterrata. Io molto soddisfatto alla fine, ho abbassato il mio crono di ulteriori 2 minuti: 4h29′ sotto il traguardo; e come per magia è uscito splendente il sole. Il pensiero è già a domani …

6° giorno 6^ maratona. Anche oggi meglio di ieri, abbassato il crono di altri 3 minuti: 4h26′, sarà molto difficile migliorarmi ancora, sento la stanchezza che sta emergendo. Ma parlando con quel signore seduto accanto a me sulla seggiola prima della partenza sembra tutto così disarmantemente semplice. Non è così, lui è Daniele Alimonti, recente vincitore della mille miglia, in italiano “1600 km corsi senza interruzione”, l’anno scorso proprio su questo tracciato si è fatto la 20in10 “20 maratone in 10 giorni”. No non è semplice. Questo è un tracciato muscolare, 650 metri dislivello positivo, 1,5 km su ghiaia poi asfalto per altri km 1,5 km poi ancora sterrato con grosse radici emergenti, salita cementata, e poi asfalto intervallato da cubetti di porfido nel borgo urbano e da formelle cementizie sulle passerelle lungo lago. Sono 10,5 km da fare 4 volte (andata+ritorno + andata+ritorno), ormai conosco ogni griglia, ogni tombino, spero che non mi spostino i sassi perché i miei piedi sanno già dove trovare lo spazietto utile, perfino le pozzanghere sono divenute familiari. Soprattutto ci conosciamo tutti, almeno di vista, italiani, francesi, inglesi, irlandesi, austriaci … in gara non c’è tempo per esplicare ma un cenno con la mano non manca mai, all’arrivo i complimenti arrivano da tutti e sono per tutti. Questo è davvero un ambiente fantastico.
7° giorno 7^ maratona. 4h29′, ho ceduto un po’ ma i polpacci iniziano a indurirsi e i piedi a lamentarsi, si parte con le gambe dure come fusti arborei ed occorre attendere due, tre km affinché la linfa inizi a circolare. Si sta facendo difficile. Il mio 15mo posto assoluto in classifica complessiva è durato poco ma non importa, l’imperativo rimane sempre quello: portarle a casa tutte. Caro BR1 rimani con le scarpe ben salde a terra, corri con umiltà e non fare strani pensieri, fantasticare ora non serve a nulla, devi prenderla giorno per giorno gareggiando con te stesso e non sugli altri, usa la tua solita concretezza e la fantasia liberala da lunedì pomeriggio. Ci sono venuti a trovare gli amici Marilena e Paolo, che bello, per la felicità mia e della Giovi. Uno spicchio di Trentino e di GS Valsugana sul lago d’Orta per condividere emozioni inusuali. Paolo lo vedete accanto a me dopo l’arrivo già vestito della tuta, già lui velocissimo 5° assoluto nella maratona di oggi. Che esordio : Complimentissimi amico mio!
8° giorno 8^ maratona. Il clima buono, sicuramente il migliore delle otto giornate per le mie caratteristiche. Oggi la gara era particolarmente affollata, tante le iscrizioni giornaliere e perciò anche più bella. La notte in bianco, gli impacchi di Fastum Gel e la mente girata su modalità da centista (e non maratoneta) hanno avuto un effetto benefico sulla mia prestazione: la migliore degli otto giorni di gara, 4h20′, abbassando cosi il mio crono ad Orta di 6 minuti e quindi sono super soddisfatto. Il dolore al piede non è cessato anzi si è esteso alla tibia ma pensando a situazioni critiche risolte su altre manifestazioni dure (9cr, trans d’havet, asolo, ecc.) mi ha aiutato molto, se l’esperienza c’è occorre tirarla fuori quando serve sennò
diventa sprecata.
Ora riposo e devo farmi altri impacchi ma non penso al domani, inutile, alla partenza sarò puntuale li sotto lo striscione con gli altri colleghi, fra i quali il mio conterraneo trentino, il primierotto Vittorio Cerqueni con me nella foto e, naturalmente, il mio amico Paolo Sadler.
9° giorno 9^ maratona. Alla fine sono soddisfatto, ci sta l’ahimè ma ci sta anche che sono contento così, l’ho terminata in 5h26′ ma l’ho conclusa, ho portato a casa il penultimo spicchio, il più difficile perché io, in gara, non sono abituato a soffrire, a sopportare tanta tantissima stanchezza sì ma non ho mai provato dolore in gara! Il tibiale sinistro si è gonfiato da ieri, male a tutto il collo del piede fino a sopra la caviglia e poi ancora più in su. Non sono l’unico in questa manifestazione, pensiamo sia l’irregolarità del percorso e la sua ripetitività. Mi schiero e parto arrancando, siamo in tanti cerco di superare la strettoia anche per non creare io intasamenti, poi corricchio ma dopo un po’ devo camminare. Mauro Gambaiani mi affianca e mi sussurra “sta attento devi gestirla bene come non mai” già prima Paolo Sadler si era raccomandato “dimentica ogni riferimento alla classifica, oggi pensa solo a finirla”. Così proseguo camminando e corricchiando, cioè quasi saltellando per non caricare il piede dolorante ma di contro la gamba destra si lamenta dell’innaturale sovraccarico, attenzione! La mia gara oggi è così, un continuo alternarsi di strascicate corse e camminate con passo spedito, per quanto mi è possibile, solo nella tornata finale riesco a trovare in po’ più di continuità veloce (per modo di dire) grazie all’angolo custode al femminile Monica Esposito che nel sorpassarmi si è fermata e mi ha dato della tachipirina che mi ha allevato il dolore; si fermata addirittura una seconda volta per indicarmi la fontanella per l’acqua. Strano mondo quello delle ultramaratone: mi incrocia l’inglese primo della classe, solitamente concentratissimo ed inespressivo che alza le mani incoraggiandomi, arriva a ruota Marco Bonfiglio veloce come una freccia appena scoccata che addirittura si sposta per battermi il cinque, quello dell’ormai consolidato terzo posto Nadjd Kambiz che sorride da lontano, il ragazzone dalla corsa da manuale non manca mai di incitare, Paolo Saviello che mi raccomanda di tener duro fino alla fine, mi sorpassa Mauro Neve che mi dice di non mollare, poi arriva il coriaceo veneziano Domenico Masiero, si ferma addirittura mi prende entrambe le braccia dicendomi che mi vuole vedere all’arrivo di oggi ed anche a quello di domani, la svedese dalle lunghe leve che di solito mi sorpassa negli ultimi tre km si stupisce e mi dice qualcosa che non capisco ma il concetto è chiaro, le due ragazze francesi ormai mi conoscono ed entrambe mi chiamano per nome, dai forza! Mark, il ragazzo irlandese si ferma e mi parla, io imbarazzato rispondo che non capisco così lui fa ruotare piano le mani indicando i piedi per spiegarmi che devo girare piano poi mi prende il polso e indicando il quadrante del garmin mi fa capire che ho ancora molto tempo, Daniele Alimonti mi dice che domani devo essere presente, i veterani Ferdinando Gambelli e Libero Zerbinati mi spiegano che questo succede per il percorso ed è capitato anche a loro, e tanti altri mi hanno incoraggiato, di tanti non ricordo i nomi e tanti nemmeno li conosco. Al traguardo due graziose donne, chiamate dall’amico Luciano Bigi si sono interessate per darmi degli antinfiammatori, le conosco come validissime atlete ma non conosci i loro nomi e le ringrazio moltissimo. Così come ringrazio ancora Monica Esposito per il preziosissimo aiuto. Io vorrei abbracciarvi tutti, sono arrivato ed anche contento. Che strano mondo quello delle ultramaratone, che sia un mondo parallelo? O gli extraterrestri sono fra noi?
Lo voglio gridare al mondo intero: per la seconda volta sono diventato NONNO! Questa notte è nato Federico, ora sono nonno da parte di tutte due le mie MERAVIGLIOSE FIGLIE. Amici maratoneti, se oggi mi vedete piangere sul percorso di gara sappiate che non è per il male al tibiale ma è per l’emozione e la grande FELICITÀ.
10° giorno 10^ maratona. Scrivo solo oggi perché ieri era difficile rimanere sul dispositivo, tantissime le emozioni, atmosfera incredibilmente festosa, felice, fantastica, d’altri tempi che spero ritornino ancora. A festeggiare abbiamo iniziato la sera prima dell’ultima gara, ormai la grande famiglia si è compattata, confini dissolti, le nazionalità annullate, penso di essere l’unico a non conoscere le lingue straniere a parte un po’ di tedesco derivante dalla mia lingua madre “a bi biar” (il così chiamato “Cimbro”) ma gli austriaci ed il tedesco conoscevano l’italiano. Sotto la sapiente regia di patron Paolo Gino, presidente del nostro Club Super Marathon Italia ed ottimo organizzatore, dopo una lauta cena all’aperto nei pressi del lago d’Orta sul lido di Gozzano si sono scatenate le danze, con la musica e canzoni anni ’75/80 a tutto volume ho preso immediatamente d’assalto l’improvvisata pista da ballo e quando mi butto mi trasformo da maratoneta a saltimbanco, gli antidolorifici sono eccezionali, nessun risparmio né tattica prudente per l’indomani, il divertimento e l’allegria sono qua ora o si colgono o si colgono! Mi sembrava di essere tornato indietro di 40 anni e più, quando nelle basse discoteche mi inzuccavo sui soffitti. Qualcuno, più saggio di me e che mi vuole bene, ha tentato di spiegarmi che con piede e caviglia in quelle condizioni non era il caso, già aveva ragione ma è difficile fermare un treno in corsa. La mattina mi arriva l’inaspettata meravigliosa novità, con una decina di giorni in anticipo ha deciso di venire alla luce il piccolo Federico, non sto più nella pelle, lo dico a tutti, emozionatissimo. Se prima potevo avere qualche dubbio ora è svanito del tutto, questa gara la faccio e la finisco, dedicata al mio cucciolo e a mia figlia Erika. Dal 2006 ad ora ho corso 270 gare di cui 168 fra maratone, ultramaratone ed ultratrail e non mi sono mai ritirato, sempre sono arrivato sotto lo striscione del traguardo. Certo potrà capitare anche a me ma non oggi, sicuramente oggi sarò finisher, forse zoppicante ma il decimo spicchio che comporrà l’intera torta sarà al mio collo. Emozioni infinite oggi, quando lo speaker annuncia lo start stiamo ancora scattando qualche foto, oggi mi porto anche il cellulare ma non servirà. Salvo i primi 100 metri in onore delle riprese, non riesco a correre, dal piede alla parte alta della tibia mi fa male tutto, è tutto vistosamente gonfio, che l’emozione annulli l’effetto dell’antidolorifico? Devo camminare per il primo km e mezzo sulla ghiaia, riesco però a fare un buon passo, poi inizio a corricchiare, naturalmente cammino tutte le salite ma devo fare così anche sulle prime ripide discese per non inarcare il piede, nel frattempo i concorrenti mi sono sfilati davanti tutti. Un po’ alla volta la situazione migliora ed il male si attenua, riesco a corricchiare ed a riguadagnare posizioni, al giro di boa avevo già incrociato parecchi concorrenti, incitano il neo nonno e qualche lacrimuccia scende frammista al sudore, anche gli addetti ai ristori sapevano ed auguravano felicitazioni. Alla mezza sono passato in 2h45′ ottimo visto le premesse ma ora sto meglio, voglio accelerare, il mio corpo sa che contiene una mente caparbia alla quale deve sottostare, da domani può lamentarsi e presentare il conto ma oggi deve solo ubbidire, ora il ritmo si sta alzando e continuo i sorpassi, cammino solo le due salite più ripide e mollo sulle discese, guardo il garmin e capisco che posso farcela sotto le 5 ore, le radici, lo sterrato, la ghiaia degli ultimi km sfilano sotto le mie scarpe come fossero tartan, ormai è fatta! La seconda metà gara in 2h10 per un totale di 4h55′, attraverso la passerella cementizia finale a braccia alzate gridando la mia felicità, c’è Giovi appostata dietro l’ultima curva che mi fa le foto, Paolo e Marilena altrettanto all’arrivo. Tutti mi acclamano come fossi chissà che, il primo ad abbracciarmi Marco Bonfiglio poi Ilaria e Giulia, ottime atlete e care ragazze, eppoi ancora e ancora, mi scende qualche lacrimuccia ma mescolata al sudore non se ne accorge nessuno. Se sportivamente parlando si può parlare di impresa, bèh, questa è la mia impresa. 10 giornate vissute intensamente, felicemente con sempre accanto la mia Giovi (per la verità anche un po’ preoccupata ma faceva di tutto per non darlo a vedere). Gli ultimi quattro giorni convissuti anche con il mio amicissimo Paolo con la moglie Marilena che ringrazio ancora di aver voluto condividere questa fase finale di questa bella manifestazione. Paolo Gino il nostro Super Presidente non ha lasciato nulla al caso, 10 giorni di gare ma anche 10 giorni di vacanze con viaggi turistici, escursioni lacustri e montane, cene tipiche, complimenti sinceri perché insieme ai suoi collaboratori tutti bravi ha saputo farci vivere 10 gg speciali. Alle premiazioni finali c’erano tutti sulla spiaggia del lago d’Orta a festeggiare. Insomma, un clima di festa dall’inizio alla fine, vorrei menzionare tutti, una per una le persone che ho ritrovato o che ho qui conosciuto, non mi è possibile ma a chi può leggermi voglio dire che avete contribuito ad arricchirmi di quelle cose che solo persone speciali possono trasmettere. Oggi è Ferragosto, io sono bloccato a letto con la gamba immobilizzata nel ghiaccio, ne avrò per un bel pò ma chi se ne frega, la soddisfazione va ben oltre un piccolo fastidio articolare. Buon Ferragosto a tutti.





