Ottava, si fa per dire, fatica. Unesco Cities Marathon

Domani è un altro giorno, si vedrà. Oggi, Pasqua, mi godo questa bella giornata con un programmino di tutto rispetto: Grado, Aquileia, Palmanova e Cividale, infine la ciliegina sulla torta: una cenetta a Remanzacco da Silvana Tosolini insieme all’amico Enzo Funghi che arriverà nel tardo pomeriggio.

002Non vi tedio raccontando le mie peregrinazioni turistiche, è sufficiente aprire una qualsiasi guida per leggere quanto bella ed ancora incontaminata sia questa regione, che nella sua ruvidezza sembra scolpita con l’accetta: donne e uomini tutti d’un pezzo, i friulani, abituati per secoli alle invasioni del conquistatore di turno. Eppure mai sottomessi, mai domi, sempre con la loro identità da difendere e preservare.

Un solo consiglio: per scoprire Aquileia, quarta città d’Italia ai tempi del divo Augusto, non è sufficiente una toccata e fuga. Oltre alla splendida basilica romanica dell’undicesimo secolo, occorre visitare il museo e la vasta area archeologica romana.

Un salto a Palmanova costruita dalla Repubblica Veneziana e poi ampliata da Napoleone. Un esempio unico di città fortezza, urbanisticamente ideale, pianta poligonale e fortificazioni a stella con 9 punte. A Piazza Grande, il centro del poligono, si distribuiscono i pettorali.

Dopo una rapida visita a Cividale e al suo suggestivo Ponte del Diavolo, a sera una simpatica cenetta a casa Tosolini, con Silvana in ottima forma a servire costolette di agnello alla griglia (scherzo, quando mai!!), a mettere in tavola un menu squisitamente vegetariano, con l’eccezione di un piatto di polenta con salsicce di carne slovena per accontentare anche l’onnivoro Enzo. Il quale, da buon toscano, senza carne entrerebbe in crisi di astinenza.

003Ho corso l’Unesco due anni fa. Ricordavo un tracciato noioso con rettilinei infiniti senza particolari eccellenze e tanta fatica per arrivare in fondo. Oggi, Lunedì di Pasqua, il giudizio è completamente diverso: trovo il tracciato godibilissimo, peccato non aver portato la fotocamera per paura della pioggia. Anche il percorso, sempre in leggera discesa, aiuta: dai 135 m s.l.m. di Cividale si passa ai 35 m di Palmanova (25° km) infine ai 5 m s.l.m. di Aquileia. Merito della pappata tosoliniana che ha fornito le giuste energie, la doppietta dello scorso weekend che mi ha messo in palla, la giornata fresca senza pioggia, oggi le gambe girano che è una meraviglia: taglio il traguardo in poco meno di 5 ore, quasi un’ora in meno rispetto a Ferrara una settimana fa.

I minuti risparmiati in maratona serviranno con gli interessi per tornare a casa. Le strade libere di ieri sono un bel sogno e nulla più. Impieghiamo oltre 5 ore per coprire 280 km, imbottigliati nel traffico di Pasquetta, code e piccoli incidenti che metterebbero a dura prova anche Giobbe, notoriamente dotato di una pazienza infinita.

Ad ogni modo, ad ogni maniera, anche questa è fatta. Domenica prossima tocca a Milano.

Nella foto la ottava fatica di Ercole: Le cavalle del Re Diomede.

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Foto di Roberto Boiano

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