Per merito del generoso Tempo limite di 7 ore, era anche una manifestazione “goliardica” in cui molti si mascheravano.
Il Club Super Marathon Italia amava correrla in gruppo, uniformando l’andatura a quella dell’atleta più stracco. Nell’edizione 2005 Papa Alfio Polidori, accompagnato da cardinali, preti e suore, la papalina in testa, il pastorale in mano e altri paramenti liturgici di rito, benediceva il pubblico plaudente a bordo strada e dispensava indulgenze specialmente alle belle signore.

Nel 2007 un’altra edizione memorabile. Sempre con la regia del vulcanico Alfio Polidori, ci siamo clonati in una quindicina vestiti da Pietro Alberto Fusari, detto “il Vescovo” per correre la maratona in qualsiasi condizione meteo, gelo o caldo torrido, con basco nero, maglietta e mutandoni bianchi. Vedere l’articolo pubblicata sul sito al seguente link: https://www.clubsupermarathon.it/rimembranze/2953-maratona-di-s-antonio-2007-fusari-clonato.html.

La mia ultima volta nel 2013, in qualità di “allenatore” della segretaria del Club Caterina Lazzarotto. Grazie alla sua determinazione, ma anche merito dell’allenatore che le scandiva il passo, Caterina è riuscita ad abbattere il muro del suono delle 6 ore. In quella stessa edizione il nostro gruppo è arrivato nel Tempo limite di 7 ore portando il cartello con la bandiera americana e la scritta “La violenza non fermerà lo sport. Boston nel cuore”. Vedere la cronaca “Caterina la Grande” su questo sito https://www.clubsupermarathon.it/maratone/644-caterina-la-grande-maratona-di-s-antonio.html.



Anche se ultimamente ho i muscoli indolenziti, memore delle edizioni passate mi iscrivo a Padova un’altra volta. Con il tempo limite di 8 ore, ridotto poi a 7 ore, Padova era la “maratona d’eccellenza per tutte le gambe” anche per quelle malandate e doloranti come le mie. Lontani ricordi di un recente passato. Purtroppo (per me e altri tapascioni) dal 2016 Padova è rientrata nei ranghi, si parte dallo Stadio Euganeo e per esigenze di traffico il Tempo limite è accorciato a 6 ore. Proverò a farcela ugualmente, anche se oggi la giornata sarà caldissima (29°C da mezzogiorno in poi).
Il nuovo tracciato è piacevole e mentalmente leggero. I lunghi rettilinei che contraddistinguevano le edizioni precedenti non esistono più. Partiamo dalla pista di atletica dello Stadio Euganeo e ci dirigiamo verso i dolci Colli Euganei che offrono scorci interessanti.

Al 27^ km entriamo in Abano Terme sfilando davanti al Kursaal e allo storico Hotel dell’Orologio. Il caldo imperversa e per non soccombere mi verso acqua in testa senza soluzione di continuità; qualche goccia bagna l’obiettivo della fotocamera, con la conseguenza che da Abano in poi le foto risulteranno sbiadite.
Al 38^ km entriamo in Padova e poco dopo nel centro storico per gustarne i gioielli. Ecco le piazze Duomo, dei Signori e della Frutta. Una rapida occhiata a Caffè Pedrocchi, Palazzo del Bo e alla Basilica di Sant’Antonio, poi con le residue energie ridotte al lumicino a spron battuto (si fa per dire) lungo Via Beato Luca Belludi, per giungere infine nella straordinaria scenografia di Prato della Valle.
Vedremo fra una settimana i numeri di Rimini (lo scorso anno 1.522), la maratona che con il Tempo limite di 7 ore ha preso il posto di Padova nelle preferenze dei maratoneti carnascialeschi. Per chi vuole fare festa in gruppo, arrivederci la prossima settimana a Rimini.
Clicca qui per le foto (di Mario Liccardi)


