E 500m dopo, giro l’angolo e trovo un ristoro coi fiocchi all’ombra di un porticato: frutta fresca del giardino, gustosa e saporita e thè zuccherato; mi rimetto in forze e riparto. Gli ultimi km sono una sofferenza; il caldo estivo mi presenta un colto salato; chiudo 370° su 381, 1’ sotto le 5 ore e mezza; taglio il traguardo e mi guardo in giro in cerca della fanciulla che deve mettermi la medaglia al collo; cerca de chì cerca de là ma la ghè minga! Chiedo: no, la medaglia non è prevista …
Deluso e a capo chino ritiro la sacca e mi cambio; vado al riso-party finale molto ricco; mi mettono in mano un bel piattone di deliziosa “paniscia” ma nonostante la bravura dei cuochi non riesco a gustarla; mi è rimasto troppo amaro in bocca …
Un abbraccio a tutti,
Compa





