Paolo Gino si fa 10 maratone in 10 giorni in Irlanda

In questa cornice, prendete un villaggio di duemila anime in mezzo alle colline e ventitrè coraggiosi pronti a tutto e nasce la sfida delle “10 marathons in 10 days of Sixmilebridge”, in irlandese: Droichead Abhann Ó gCearnaigh che significa “ponte del fiume di O’Kearney. Dieci maratone da correre ogni giorno in questa terra promessa, nella contea di Clare, nel West dell’Irlanda, a poche miglia dalle mitiche Scogliere di Moher, una delle meraviglie del mondo. Questa è la prima edizione. Una manifestazione simile avviene da qualche anno in Inghilterra a Windemere nel Lake District.

Il primo giorno ci si trova in questo piccolo campo di Hurling (sport nazionale Irlandese) un po’ spauriti, facendo finta che sia una maratona qualunque. Pioviggina e fa freschetto. Ci si studia e presenta. Gli organizzatori sono delle macchine da guerra di simpatia e in pochi istanti buttano la loro ragnatela di battute comiche e secche che accendono gli animi. Quasi tutti irlandesi, pochi inglesi e un italiano. Gli sfidanti sono 23. Fra gli altri, l’organizzatore Tom Enright e il Presidente del Marathon Club Irlandese: Pat O Keeffe.

Si parte. Il percorso è un anello da ripetere due volte. Si esce dal paese, si fa una valletta e poi si sale su una collina. Si attraversano gallerie verde cupo, praterie verde shocking, boschi verde cacciatore, ombre verde muschio, ruscelli verde smeraldo, laghetti verde palude.

Johnny Cash amava l’Irlanda al punto che compose la canzone “Forty shades of green” (letteralmente, Quaranta sfumature di verde) ma mi sembrano poche. Al secondo loop, esce il sole e comincia a tramontare con infinita lentezza, come si usa a queste latitudini. Tutto cambia miglio dopo miglio, lo spettacolo è assicurato.

Il secondo giorno comincia a fare un caldo straordinario per la nebbiosa Irlanda. Si correrà fino alla fine con una temperatura dai 28 ai 32 gradi. L’oceano di nuvole che corre come un tappeto veloce della Mannoia non l’ho visto, solo un sole cocente che lì non si vedeva dal 1994, tanto da dichiarare lo stato di calamità. Giro su giro, comincio a conoscere i concorrenti ad uno ad uno. A volte, specie nei weekend, ci sono concorrenti nuovi che ne corrono una sola. Dalle case sparse sulle colline qualcuno esce e ci disseta preoccupandosi per il gran caldo. I rifornimenti, dai quattro iniziali, alla fine triplicheranno grazie all’iniziativa dei singoli e che chiaccheroni…

Dopo il quarto giorno, comincio a chiamare le mucche per nome e i contadini gridano dal trattore “forza Italia” rompendo il silenzio della campagna irlandese. Anche un vecchio treno, ogni paio d’ore arrancando sulla collina, lancia un lamento.

La sera torno a dormire nel campus dell’Università di Limerick, che è situata in un parco spettacolare che costeggia il fiume Shannon, a soli 5 minuti dal centro città. Nonostante il costo esiguo della camera, sembra di essere sospesi in questa ansa del fiume. Dalla camera da letto si vedono i pescatori che fanno roteare le canne con le mosche e dal terrazzo si vede da lontano tutta la città e il fiume che la bagna.

Poiché si corre nel tardo pomeriggio, ho la mattina libera. I primi giorni giro per la città facendo il turista. Poi familiarizzo con l’organizzatore Tom che, essendo anche lui in vacanza, la mattina la spende domando due “Tigri”, i figlioletti Dylan di 6 anni e George di 9. Così andiamo in giro per botteghe, parco giochi, spiagge, scogliere, fiumi. Dalle isole Aran alle Scogliere di Moher, dalla spiaggia di Spanish Point alle dune di Sabbia di Fanore, dalle larghe anse del fiume Shannon alla collina più alta della contea. Tom è un’ottima guida paziente e precisa, e io dal canto mio cerco di raccontare a lui e ai ragazzi cose interessanti sull’Italia.

Intanto l’evento delle “10 n 10” diventa un successo e spesso Tom viene chiamato al telefono da giornalisti e radio locali. Una volta lui parlava in diretta al telefono fuori dalla macchina, mentre io e i figli all’interno lo ascoltavamo.

Giunge il settimo giorno, dove “Qualcuno” si riposò. Invece quello è il giorno della mia CENTESIMA maratona. Grande festa. Tutti i partecipanti mi firmano due T shirt e la pelle perché, dal secondo giorno, si corre a torso a nudo. All’arrivo, mi fanno trovare una Peroni ghiacciata, chissà dove l’hanno trovata. Il tifo è tutto per me. Indimenticabile!

Si continua a girare, il percorso diventa un poema intriso di misticismo e magia, si provano le stesse emozioni che si provano girando per le navate di una cattedrale, ma di velluto verde coi soffitti che ti “annegano” di blu.

Purtroppo arriva il decimo giorno di grande emozione. E’ sabato, la voce si è sparsa. Ci sono parecchi nuovi partecipanti. Discorsi e celebrazioni prima della partenza, siamo tutti emozionati. Ci guardiamo e solo adesso ci rendiamo conto di quello che abbiamo fatto. Da 23 siamo rimasti in 18.

L’emozione sale quando Pat, il Presidente del Club, mi chiama e mi legge una pergamena con cui mi proclama socio onorario a vita del Marathon Club Irlanda e mi consegna una medaglia d’oro per le mie 100 maratone. Ci è scappata qualche lacrima. Grazie Pat, non me l’aspettavo. Bisogna sapere che al loro Club ci si può iscrivere anche con una sola maratona . Poi vi danno una medaglia di bronzo per la 25esima, argento per la 50esima, oro per la 100esima.

Poi via col groppo in gola per gli ultimi due loop. Festa generale durante il percorso. Qualunque sia il numero di maratone che abbiate fatto, quando si arriva al traguardo è sempre tanta l’euforia e il piacere.

Ora moltiplicatelo per 10 ed avrete la giusta sensazione.

L’ultima sera la passiamo tutti insieme, i finisher, gli organizzatori e i molti simpatici volontari, in un barbecue sul fiume di O’Kearney. Triste lasciarci. Qualcuno viene con me e Tom al Pub. Ma tutto finisce.

Bene. Nella mia breve carriera di maratoneta ho corso in posti belli come questo in Italia e nel mondo, in cui mi dicevo: “Fermati sei arrivato, questo è il paradiso”. Ma questa volta ho capito che in paradiso si sta meglio con degli amici con cui correre. Grazie, ragazzi!

Alcuni link utili :

http://marathonclubireland.asocion.com/?E*O=50&x103997=Select/List

http://www.discoverireland.ie/Places-To-Go/Clare

http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=4ufcQe5D27s

 

Il cielo d’Irlanda è un oceano di nuvole e luce

il cielo d’Irlanda è un tappeto che corre veloce

il cielo d’Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù

ti annega di verde e ti copre di blu

ti copre di verde e ti annega di blu

 

Il cielo d’Irlanda si sfama di muschio e di lana

il cielo d’Irlanda si spulcia i capelli alla luna

il cielo d’Irlanda è un gregge che pascola in cielo

si ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero

si ubriaca di stelle e il mattino è leggero

 

Dal Donegal alle isole Aran

e da Dublino fino al Connemara

dovunque tu stia viaggiando con zingari o re

il cielo d’Irlanda si muove con te

il cielo d’Irlanda è dentro di te

 

Il cielo d’Irlanda è un enorme cappello di pioggia

il cielo d’Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia

il cielo d’Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero

ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero

ma dopo un momento li fa brillare più del vero

 

Il cielo d’Irlanda è una donna che cambia spesso d’umore

il cielo d’Irlanda è una gonna che gira nel sole

il cielo d’Irlanda è Dio che suona la fisarmonica

si apre e si chiude con il ritmo della musica

si apre e si chiude con il ritmo della musica

 

Dal Donegal alle isole Aran

e da Dublino fino al Connemara

dovunque tu stia viaggiando con zingari o re

il cielo d’Irlanda si muove con te

il cielo d’Irlanda è dentro di te

 

Dovunque tu stia bevendo con zingari o re

il cielo d’Irlanda è dentro di te

il cielo d’Irlanda è dentro di te

L’eroe della musica Country di verde, Johnny Cash, amava l’Irlanda al punto che compose la canzone “Forty shades of green” (letteralmente Quaranta sfumature di verde) sul suo viaggio per l’Irlanda incontrando la gente del luogo. Dal porto di Dingle fino a Tipperary e Dublino, Cash ricorda lo splendore e il carattere assolutamente amabile dell’Irlanda, in particolar modo una ragazza della città di Tipperary, hmm mi chiedo cosa direbbe June a proposito. Cash canta degli allevatori al lavoro nelle torbiere, donne intente a preparare tetti di paglia e la gente cordiale e simpatica di Skibereen.

Nel corso di uno dei suoi viaggi in Irlanda, soggiornò nel Markree Castle con June realizzando questo video con Sandy Kelly cantando “Woodcarver” (letteralmente Taglialegna) sulle scale. Ancor’oggi puoi vedere le loro firme sul registro degli ospiti.

A seguire, naturalmente, non poteva mancare la poesia di W. B. Yeats e la contea Sligo, in cui furono immortalate la grandiosa montagna di Ben Bulben e l’isola del lago di Innisfree. “Ai piedi di Ben Bulben” è un poema intriso di misticismo e magia che si può facilmente apprezzare quando si ammira questa montagna di velluto verde dalla peculiare forma a tavolo. Le parole finali del poema sono le stesse incise sulla lapide di Yeats nel cimitero della chiesa di Drumcliffe a Sligo.

“L’isola del lago di Innisfree” racconta di streghe e miti nella tranquilla isola sul lago, descrivendo il senso di pace e serenità di Innisfree, un’isola sul lago Lough Gill a Sligo. Yeats riesce a rievocare i suoni della natura tra ronzare d’api, frinire di grilli e l’acqua che lambisce gentilmente la riva del lago. Adorabile!

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