Con un grande slancio di solidarietà sono stati raggiunti 700 milioni di euro in pochi giorni. Alcuni hanno criticato la raccolta fondi, osservando come simili gare finanziarie non siano mai organizzate, ad esempio, per alleviare il tragico problema dei migranti oppure le sofferenze causate dalla fame nel mondo. Nonostante trattasi di problematiche non omogenee quindi non comparabili, il triste paradosso esiste: il caso “straordinario” dell’incendio di una millenaria cattedrale suscita più emozioni della morte di centinaia di esseri umani per le cause più disparate: un tema “ordinario” che non smuove più di tanto l’opinione pubblica.
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Nel 2018 ero stato a Parigi con moglie e nipote. Quest’anno Rita, che è una tenerona, non se la sente di abbandonare la nostra gattina Margot sopravvissuta a Lucrezia deceduta qualche mese fa. Alessandro inoltre, che Magno ancora non è, preferisce restare incollato alla sua postazione tecnologica composta da tablet, computer, smartphone, radio, tv e videogiochi.
Trovandomi quindi in beata solitudine e conoscendo bene Parigi, opto per una toccata e fuga: prendo al volo un posto nella classe economy di Air France: partenza sabato alle 7:05 e ritorno a Bologna domenica verso mezzanotte.
1) Sabato 13 aprile
Arrivo al Charles de Gaulle (CDG), un moderno aeroporto situato 25 km a nord est di Parigi e collegato al centro città da treni, navette, bus e linea suburbana RER B. Alle biglietterie automatiche acquisto il Paris Visite, che dà diritto all’utilizzo della rete metropolitana di Parigi (RER, metro, autobus e tram) e ad alcuni sconti sui biglietti d’ingresso di musei ed attrazioni varie.
Lasciato il trolley all’Hotel Formula 1 Porte de Montmartre situato vicino alla stazione metropolitana Porte de Saint Ouen, mi rimetto in cammino.
Anche alla vigilia della maratona i cosiddetti gilet gialli rompono le classiche uova nel paniere mettendo a ferro e fuoco il centro cittadino. In una ampia zona intorno all’Arco di Trionfo il traffico di superficie è congestionato. La rete metropolitana sottostante è piena di gente, si riesce ad entrare solo chiedendo “pardon monsieur” e facendosi largo con decisione. Proveniente da Nord, per raggiungere l’Expo di Porte De Versailles ubicato nella parte opposta della città impiego almeno 90 minuti: ragioni di sicurezza imposte dalla polizia, fermano la metro due volte costringendo i passeggeri a proseguire su linee alternative.
Arrivato all’Expo, ritiro il pettorale e gironzolo per gli stand. Su due lunghe pareti verdi sono riportati i nomi dei “60.000 coureurs” (così è scritto con qualche esagerazione, a conti fatti i partenti saranno 49.155): obbligatorio trovare il proprio nome per la foto di rito.
Ripresa una metro sempre stipata all’inverosimile, una gentil donzella si alza offrendomi il posto a sedere. Fascino latino? Pur punto nell’orgoglio, accetto perché mi sto dirigendo verso una destinazione lontana, la Cattedrale di Saint Denis situata nell’omonimo comune multietnico abitato prevalentemente da francesi di origine magrebina, dove molte persone vivono in condizioni spesso disagiate e non è consigliabile andarsene in giro di notte. Durante il giorno invece non ci sono problemi, per i caratteristici mercati vivaci e la presenza, appunto, della splendida Cattedrale. Non ci sono le solite code che caratterizzano le attrazioni turistiche parigine.
Saint Denis, patrimonio Unesco dell’Umanità, primo capolavoro dell’arte gotica, è il luogo di sepoltura della maggior parte dei regnanti francesi, tra cui Francesco I e Claudia di Francia, Luigi XII e Anna di Bretagna, Enrico II e Caterina de’ Medici, infine Luigi XVI e Maria Antonietta morti sulla ghigliottina durante la rivoluzione francese (vedere le foto della galleria fotografica allegata).
Lasciato Saint Denis mi sposto a Montmartre, una delle zone più famose e turistiche di Parigi, nota per le sue tipiche viuzze, ritrattisti, musicisti ed artisti di strada. Quartiere rinomato per essere stato abitato da illustri pittori, scrittori e cantanti della bella epoque dediti allo stile di vita bohèmien che qui raggiungeva il suo apice.
Con la guida Lonely Planet in mano, seguo un percorso pedonale che, iniziando dal Moulin Rouge, prosegue al Cafe des Deux Moulins, il locale dove Amelie lavorava come cameriera nel film “Il favoloso mondo di Amelie”. Arrivo in Rue Lepic 54, ove Van Gogh visse per tre anni con il fratello Theo e al Moulin Radet ora riconvertito in ristorante, ma che nell’800 era il Moulin de la Galette, sala da ballo all’aperto che Renoir immortalò in un famosissimo quadro. Qualche foto anche al Clos Montmarte l’unica vigna rimasta nel centro di Parigi dove ogni anno si ottengono 800 richiestissime bottiglie di vino (dicono mediocre!).
Dalla Basilica del Sacro Cuore situata sulla Butte de Montmartre, uno dei punti più alti della città da cui si gode una vista da cartolina su tutta Parigi, scendo in funicolare e ritorno all’Hotel Formula 1. Dopo un’abbondante razione di riso che ho portato da casa, vado a nanna.
2) Domenica 14 aprile
Con la metro sbarco in Avenue Fox, ove è ubicata la zona di deposito bagagli e la logistica d’arrivo. Lasciato il trolley, mi incammino verso la partenza dell’Avenue des Champs-Élysées. Arrivato all’Arco di Trionfo (edificato da Napoleone per celebrare la vittoria nella battaglia di Austerlitz) fotografo i bassorilievi raffiguranti il trionfo di Napoleone e la Marsigliese.
Anche la zona di partenza è perfettamente organizzata. Come a Roma ed in tutte le altre grandi maratone internazionali, per evitare ingorghi si parte ad ondate successive. Allo start ufficiale delle 8:09 scattano le Woman Elites, poi via via tutti gli altri. L’ultima ondata alle 10:10, ben due ore dopo.
Con un pizzico di furbizia, anche i maratoneti lenti possono essere classificati: terminando la manifestazione alle 16:20 (6 ore 10 minuti dopo l’ultimo start delle 10:10), è sufficiente comunicare al momento dell’iscrizione una prestazione da top runner e avere oltre 7 ore di tempo per terminare la gara.
Dovendo oggi tornare subito a Bologna dopo la maratona, con il mio pettorale con banda viola delle 3:45, nonostante il controllo degli addetti, riesco a passare nella griglia blu delle 3:30 che parte alle 8:40, solo 31 minuti dopo lo start.
Quest’anno il percorso è leggermente variato. Dopo il primo km di Place de la Concorde deviamo a sinistra verso la splendida Place Vendome girando intorno al teatro dell’Opéra.
Al 4^ km torna il tracciato classico di Rue de Rivoli, con a destra Louvre, Chatelet e Hotel de la Ville. Passiamo per Place de la Bastille con al centro la Colonna sormontata dalla statua dorata del Genio della Libertà. Al 12^ km lo Chateau de Vincennes, poi il polmone verde di 8 km del Bois de Vincennes. Dal 24^ al 32^ il tratto lungo la Senna, la parte più bella del percorso, nel corso del quale mi supera come un razzo Paola Gueli, partita mezzora dopo di me.
Transitando a fianco della Cattedrale di Notre Dame, fotografo da due angolazioni diverse (e per l’ultima volta ahimé) la guglia in acciaio ottocentesca che collasserà il giorno dopo (sigh!). Poi l’imponente mole medioevale della Conciergerie dove durante la Rivoluzione francese centinaia di prigionieri furono imprigionati prima di essere ghigliottinati nelle piazze cittadine, il Pont Neuf e Pont Royal, il Musée D’Orsay, infine il Trocadero e la Torre Eiffel.
Dal 34^ al 41^ attraversiamo l’altro gande parco parigino del Bois de Bologne e, dopo il bell’edificio in acciaio e plexiglas della Fondazione Louis Vuitton, ecco il traguardo in Avenue Fox situato a 500 m dall’Arco di Trionfo, raggiunto nel Real Time di 5 ore 49 minuti, mentre il Time (tempo dallo start ufficiale) segna 32 minuti in più.
Arriva anche Sole Paroni da Salò con cui sono in contatto telefonico. Altri amici a Parigi: Angela Gargano e Michele Rizzitelli, Giuseppe Aceto, Franco Scarpa e Roberto Trinelli; inoltre Chantal e Pascal Comte, atleti francesi iscritti al nostro Club.
Fra le grandi maratone internazionali, la Schneider Marathon de Paris è una delle migliori: per la bellezza del percorso, la perfetta logistica della partenza e arrivo, il prezzo basso del pettorale (90 € in prima battuta), l’efficienza della rete di trasporti cittadina e la facilità di raggiungere Parigi dall’Italia, si fa per dire, con quattro soldi.
Clicca qui per le foto della vigilia (di Mario Liccardi)
Clicca qui per le foto della maratona (di Mario Liccardi)
Paris Marathon 2019 – Percorso (03:18)
Paris Marathon 2019 – Percorso (03:18)



