Noi di squadre ne abbiamo fatte addirittura tre. Nella mia militavano il mitico, insostituibile, capitano Giovanni Santovito, il factotum Luigi di Franco, il performante Emanuele Calvi e il tapascione sottoscritto. 25 km a testa, con tempi diversi, ma un unico cuore. Nella gioia di poter correre “insieme”, per quanto distanti.
Emanuele, come da previsione, è stato il più veloce: 25km in 2h06’32”. Giovanni, a 75 anni e a dispetto della schiena bloccata, sono servite 3h22’11’’ per la stessa distanza. In mezzo ci siamo io e Luigi, rispettivamente con 2h58’05’’ e 3h04’21’’. 100km di passione, 100km a casa, 100km di gioia, 100km in amicizia.
A proposito: il nome della nostra squadra era “I festaioli” e il pettorale scelto era 5555. 5, il numero simbolo dell’amicizia, 5 come le dita della mano, le stesse che non ci possiamo stringere, ma che torneranno presto a intrecciarsi.
Il racconto non è finito. Menzione d’onore anche per Teresa Capozza (2h38’18’’) e Nicola Laporta (2h27’36’’): per questioni organizzative, non potevamo essere nella stessa squadra, ma anche loro sono “Festaioli” come e più di noi.
Il racconto non è finito. Manca la parte più importante… Manca la dedica: è per Saverio Tondolo, 5 Passatore all’attivo. Ieri non ha potuto correre: c’era il trigesimo di sua madre e una settimana fa ha anche perso il fratello. Ma Saverio c’era, ha corso insieme a noi, nei nostri cuori. E lui lo sa.
La dedica è tutta per lui, per sua madre, per suo fratello. Perché il 5 ce lo abbiamo nel cuore.



