Maratona alla sedicesima edizione. Coinvolgimento, ottimale convivenza pubblica/privata. L’ultima atleta scortata dalla staffetta dei VV.UU ed ambulanza con fila di macchine a seguire a lentissima andatura in “ terra di nessuno”, come osservato da uno spettatore. Si era al lungomare Pescara-Montesilvano. Numerosi, qualificati sponsor, tra cui Fantini vini, Delverde alimentari di supporto alla riuscita dell’evento. Piazza Salotto, denominazione più che consona, già dalla sera del sabato ricolma di stand partecipati da interessati visitatori. Viabilità chiusa l’intera domenica, paziente, civile consenso dei titolari di attività commerciali. Percorso interessante, panoramico al ponte sul porto, con capillare controllo degli innumerevoli incroci, sino a rendere la gara quasi come fatta su pista. 236 in maratona, primo Vellata Stefano in 2 ore e 39 minuti. Buona partecipazione, considerati gli oltre 800 della mezza maratona. Il tutto a conforto dell’intenso lavoro organizzativo, brillantemente guidato da Alberigo Di Cecco, uomo di sport. Da tempo mentore primario del movimento podistico meridionale, pur tra mille difficoltà materiali, insite nel generale contesto del sud Italia. Comunque tuttora in piena attività agonistica, vedi vittoria alla maratona di Parma. Classe, doti atletiche assolute unite ad una naturale umiltà, che porta Alberigo al fare gare pur vinte da giovani emergenti, futuri campioni. Esempio diretto a quei non pochi podisti, che ben farebbero riconoscere il decorrere del tempo. Pur vero che l’uomo resta un pochino simile al Dott. Fausto che vende l’anima al diavolo o Dedalo ed Icaro della corte di Minosse. Tuttavia, non guasterebbe considerare il limite, che, comunque, fa parte dell’umana vicenda. Menziono con gioia, commozione gli amici Domenico Martino e Michele D’Aprile, che a Pescara hanno raggiunto il ragguardevole traguardo di 200 e 100 maratone. Bravi ragazzi, continuate con criterio. Vi auguro tante meritate soddisfazioni, traguardi in futuro.
Scrivo di getto in treno, al ritorno a Lecce la sera della domenica. Ho condotto il paziente lettore in una girandola disarticolata di impressioni vissute. Resta un punto fermo; il quasi voluttuoso piacere di tornare, rivedere Pescara, il “vivere”, la tradizione unita alla modernità proiettata nel futuro, col ponte librato sul porto. Toponomastica urbana semplice, percorribile senza disagio in profondità di campo delle vie con attività commerciali di fascia medio alta. Cucina, prodotti abruzzesi appetibili in trattorie, ristoranti, esclusivi punti vendita. Piazze, angoli ricolmi di bar, pub, ritrovi di incontro di moltitudine elegante, che appare al forestiero in assieme di stile, quasi leggiadria. Sembra ancora persistere la contemplativa lirica dannunziana. Piacevole il ritorno in tal luogo avvolgente.
Un saluto ai tanti amici podisti che hanno gareggiato alla Ultra Beach sabato e alla Maratona la domenica. Mi auguro rivederci il 2 dicembre alla terza edizione della Maratona del Barocco nella mia Lecce. Sarà altrettanto stimolante la città, la partecipazione alla gara.








