Piccoli-grandi protagonisti della XXI Maratona di Roma

foto 2E’ gioco forza, dunque, puntare l’occhio di bue su personaggi minori, che in realtà sono grandissimi, da me incontrati lungo i 42 km. Anche perché la cronaca della gara è stata fatta molto bene da Mario Liccardi, e non mi va di essere ripetitivo.

A Paolo Gino, incontrato prima della partenza e nel mio raggio d’azione dei primi chilometri, ho dedicato un quadretto a parte, dovuto ad un Presidente

Intorno al 5° km, correvo solitario con lo sguardo attento alle bellezze della Città Eterna, quando nel cono della mia visuale appare Mario Liccardi guardarmi biecamente. Mi avvicino e lo saluto. Ha il viso contratto e disdegna parlarmi. Poi, gradualmente la tensione si sgonfia, si rilassa, i muscoli mimici accennano a qualche movimento e biascica qualche parola. Rotto il ghiaccio, si scioglie come neve al sole, dando luogo a un fiume di parole al cui confronto le irruenti acque limacciose del biondo Tevere sono poca cosa. Ed io zitto, o quasi, a sentirmi ripetere la solita filastrocca dal 5° al 12° km. Una sola novità: “Sei borbonico!”. Evidentemente, Mario, che in altre occasioni ha dimostrato di non essere forte in Storia, dei Borboni sa soltanto quello che hanno raccontato i Savoia, che hanno fatto le scarpe ai loro parenti, essendo Vittorio Emanuele II e Francesco II cugini (Maria Cristina, la madre dell’ultimo Re del Regno delle due Sicilie era una Savoia). Proprio da Mario Liccardi, che ha un nonno napoletano, cui deve la sua brillantezza, la parte migliore che gli sia rimasta! Quindi, forse per qualche problemino fisico personale, mi dice di andare. Ubbidisco, lo saluto e allungo il passo.

foto 3Ho perso molto tempo, sono in grave ritardo e alla mezza maratona passo in 2:35:00.

Per concludere la gara in modo onorevole, l’unico obiettivo alla mia portata è quello di raggiungere i palloncini delle 5 ore svolazzanti sulle spalle di Ilaria Razzolini e Chiara Pandolfi, che raggiungo al 40° km.

Tagliato il traguardo in 4:56:58 (ufficiale) e 4:52:27 (reale), inforco la macchina fotografica, rimasta inattiva fino ad allora per la pioggia, e mi posiziono sul traguardo a godermi l’arrivo di Vito Carignani e Vincenzo Pelliccia che, assieme a Silvana Ciocchetti ed Eligio Lomuscio, fanno parte dei 42 Senatori che hanno corso tutte le edizioni.

Uno dei volontari, educatamente, mi fa capire che in quel posto non ci posso stare. Da borbonico purosangue, faccio finta di niente e, grazie alla mia borbonicità, posso fotografare l’arrivo di Mario Liccardi in 5:32:16 che, per la stanchezza, non mi degna di uno sguardo.

Adesso, è Enrico Castrucci in persona che mi ordina perentoriamente di foto 4scomparire da quei paragi. Da borbonico incallito, vado via e poi ritorno. Faccio in tempo a vedere tagliare il traguardo Mauro Firmani con Sigrid Eichner, la tedesca delle 1880 maratone e rotti (e), Angela Gargano e Mariella Dileo con Lucrezia, affetta da una patologia al seno, e l’86enne Angelo Squadrone. Grande festa e abbracci fra Angela e Sigrid, amiche da 13 anni.

Mi si avvicina nuovamente Enrico Castrucci, minaccioso. Ho esaurito le mie risorse borboniche, e batto in ritirata, chiedendo umilmente scusa.

Le cronache raccontano di qualcosa mai accaduta prima. C’erano stati personaggi che avevano portato a termine una maratona al giorno; come pure una coppia che aveva concluso una maratona al mattino (Pisa) e una alla sera (Rimini) dello stesso giorno. Ma uno che doppia il percorso maratona nello stesso giorno e, intorno al 41° km del secondo giro, accompagna fino all’arrivo l’ultimo in gara, Eligio Lomuscio, non c’era mai stato.

E’ mai possibile che, in questo splendido nostro mondo, fra di noi, ci debbano essere dei dissapori?

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