Pisa. Il “Campo dei Miracoli”

Ecco perché quasi d’inverno è bello sognare e correre l’ultima importante Maratona dell’anno e se ci fosse stato Giacomino Leopardi l’avrebbe corsa anche lui, Gobbo vestito da Gobbo. Proprio in questa città chiara, di luce tenue e di delicata geometria. Mi sono accorto di questo effetto flou, correggendo le foto scattate sui Lungarni dal secondo al quinto chilometro. Una luce che specie all’alba è unica, morbida calda e infinita come la curva dell’Arno che l’attraversa. Con tutti i suoi fantasmi e leggende dal conte Ugolino in poi, forse Pisa genera suggestioni visive uniche. 002Ad esempio la piazza dei Miracoli, da dove si parte, prima dell’alba è struggente, solitaria e battuta dalle ombre della notte che se ne va. Arriviamo prestissimo. Nessuno. Quando entriamo nel portone che dà sul famoso scenario, vediamo nel buio i bagliori bianchi della Cattedrale, del Battistero, del Campo Santo e del Campanile. Sono un segno metafisico che ci percorre la spina dorsale, un mistero quieto e raccolto che attraversa i secoli e va nel futuro. Quattro bellissimi spettri che ci dicono di entrare a prendere i pettorali. Saliamo ad un’altra quota, sembra di essere Blade Runner e “Vedere cose che voi umani non potreste immaginarvi … i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser”. Il momento è unico irripetibile, provare.

003Poi tutto si anima e la folla pulsa come buona regola vuole. 981 saranno i maratoneti arrivati e 1.186 quelli della mezza. La gara l’ha vinta stranamente un italiano, Massimo Leonardi (2h20’39”) trentino di Moena, primo degli italiani a Firenze tre settimane fa. Prima donna l’inglese Holly Rush, (2h41’50”), quinto l’amatissimo tre volte campione del mondo della 100 km Giorgio Calcaterra in 2h28’32”. Citati dalla stampa, l’italiano Antonio Grotto in 3h56’20” che ha corso la sua 719esima gara tra maratone e ultramaratone (Piero stai attento!!). E Daniele De Pasquale arrivato sul traguardo in 3h46” correndo a piedi nudi. Lodevole il fatto di aver portato il tempo limite a 6h30’, dando segno di non aver paura del clacson selvaggio, aprendo a una sensibilità più comune all’estero specie nei paesi anglosassoni. Da stralodare poi gli organizzatori che hanno aspettato e messo in classifica l’ultimo, l’australiano John Zeleznikow, arrivato in 7h10’42”. Si potrebbe scrivere un libro delle battute e dei rimbrotti rimbalzati nelle retrovie tra volontari e addetti dell’ordine intitolato: “Ma dov’è l’australiano?”.

Pisa “vituperio delle genti” è entrata in maniera indelebile nella letteratura con la feroce invettiva dantesca e la fosca storia di Ugolino. “Onore dei Maratoneti” perchè si sta facendo conoscere invece in tutto il mondo anche grazie alla sua ospitale & friendly maratona. Forse favorita dai voli charter che arrivano nel suo aeroporto, sono molti gli stranieri che vi giungono per correre e fare anche un po’ di turismo. Erano infatti tantissimi gli stranieri presenti alla partenza. 004Tra gli altri anche una quindicina di membri del “100 Marathon Club of England”, tra cui tre miei amici del 100 Club Irlandese. Tra questi il 72enne inglese Kay Danny, classe 1941, che ha festeggiato la sua cinquecentesima maratona. Kay Danny ha terminato la sua gara in 3h52’32” (Good Save The Marathoners). Ho incontrato anche quattro appartenenti al Club Francese CLM conosciuti a La Rochelle. Bello pensare che questi miei amici si possano godere la città divertendosi in questo modo. Così lontani dai quei frettolosi turisti che di Pisa vogliono solo portare via l’immagine mentre allungano la mano per sostenere la torre pendente con quell’aria inebetita dei forzati da tour operator. Bello pensare che corrano guardandosi intorno in modo umano come se sport e turismo fossero il connubio perfetto. 005Peccato non averli fatti anche passare dalla piazza più bella della città, la piazza dei Cavalieri, con il palazzo Vasariano e la torre di Ugolino sede della grandiosa biblioteca della Scuola Normale di Pisa. Comunque han visto il mare e Marina di Pisa tanto amata da D’Annunzio, Byron e Shelley. Per poi tornare ancora felici al “Campo dei Miracoli” di Pinocchio, dove Tobino diceva: “Le donne diventan più belle nella piazza dei Miracoli di Pisa. Ogni volta che mi sono aggirato tra il Duomo, il Battistero e il Campanile sono stato costretto a notarlo…. non solo le bionde ragazze del nord e le nostre dagli occhi di velluto, ma anche le nere e le gialle dell’Asia, diventan più belle, si illuminano le donne di tutti i paesi, e perfino di tutte le età

 

O Marina di Pisa (D’Annunzio)

O Marina di Pisa, quando folgora

il solleone!

Le lodolette cantan su le pratora

di San Rossore

e le cicale cantano su i platani

d’Arno a tenzone…..

 

Pisa (D’Annunzio)

O Pisa, o Pisa, per la fluviale

melodia che fa sì dolce il tuo riposo

ti loderò come colui che vide

immemore del suo male

fluirti in cuore

il sangue dell’aurore

e la fiamma dei vespri

e il pianto delle stelle adamantino

e il filtro della luna oblivioso.

Quale una donna presso il davanzale,

socchiusa i cigli,

tiepida nella sua vesta

di biondo lino,

che non è desta

ed il suo sogno muore;

tale su le bell’acque pallido sorride

il tuo sopore.

E i santi marmi ascendono leggeri,

quasi lungi da te, come se gli echi

li animassero d’anime canore.

Ma il tuo segreto è forse tra i due neri

cipressi nati dal seno

de la morte, incontro alla foresta trionfale

di giovinezze e d’arbori che in festa

l’artefice creò su i sordi e ciechi

muri come su un ciel sereno.

Forse avverrà che quivi un giorno io rechi

il mio spirito, fuor della tempesta,

a mutar d’ale.

 

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