PISTOIA ABETONE , UNA CLASSICA.

Domenica 20 luglio la Pistoia-Abetone ha  raggiunto un altro importante traguardo: quello dei 10.000 arrivati. Un risultato importante, anche se i partenti in questi 44 anni sono stati quasi il doppio.

Ma in ogni edizione moltissimi sono stati quelli che, sfiniti dalla fatica, hanno gettato la spugna prima di arrivare all’Abetone.

Fino allo scorso anno  i classificati totali, dal 1976 al 2018, erano esattamente 9.508 di cui 8.518 uomini e 990 donne.

La Pistoia Abetone è da sempre nel novero ristretto delle più importanti Ultramaratone d’Europa, la più temuta e rispettata dal grande popolo dei road runner.

Dura, inpegnativa come non mai sin dalla partenza. Una gara ostinatamente voluta dopo che, il leggendario Artidoro Berti  in solitario, il 20 Ottobre 1968, raggiunse la “vetta del Falco”, un’ impresa allora epica. Dal 1976 gli appassionati dirigenti, soci e atleti della Silvano Fedi – con il fondamentale supporto di tutto il movimento podistico pistoiese – ne ripetono simbolicamente ed interrottamente il cammino, mettendo in scena una delle corse più dure, affascinanti e suggestive che si possono trovare in Europa.

Un percorso più lungo  di quello  una maratona, più duro  di quello della  cento chilometri “classica”, la Pistoia-Abetone è una corsa dalle mille difficoltà, soprattutto per l’atipicità del percorso che presenta solamente 5 km di falsopiano nella fase iniziale, per poi dare luogo ad un alternarsi mozzafiato di salita e discesa.

Se la prima  (ben 31 km) la fa da padrone , anche i tratti di discesa non scherzano e costituiscono un banco di prova severo ed impegnativo.

Il sabato partiamo in quattro io, Aldo, Antonio ed Andrea. Ritirati i pettorali ci rechiamo in albergo non dopo aver abbondantemente cenato e bevuto nel frattempo, ci ha raggiunto Martina.   Il via è alle 7.30 dalla storica Piazza del Duomo  passando, per Via Dalmazia e Capostrada, I super- maratoneti sono in grande spolvero, son presenti Massimiliano, Adele, Graziano; insomma i soliti.

Raggiungiamo Ponte Calcaiola dove imbocchiamo la Statale 66 lungo la quale si snoderà gran parte della gara. La strada sale. Il traguardo volante è fissato a Le Piastre (Km 14), dopo quasi 9 km di ascesa con pendenza media del 7% e rampe anche all’11% (il tratto più impegnativo è nell’attraversamento dell’abitato di Piazza). La successiva   leggera discesa “Valle del Reno” (6 km per raggiungere Pontepetri) da una parte permette  di raggiungere alte velocità, ma può invogliare gli atleti a spendere più energie del necessario, dispendio che verrà pagato a caro prezzo da molti nel finale della corsa. Verso Tafoni e Maresca (23° Km) la strada risale per poi tuffarsi in picchiata verso Gavinana e quindi San Marcello Pistoiese dove si trova il traguardo intermedio competitivo (Km 30).

Ancora infida discesa (tratti al 10%) verso Mammiano e La Lima (km 33), luogo di inizio della scalata finale. Diciassette chilometri di salita (pendenza media 5,5%) con un primo tratto (fino a Casotti di Cutigliano) apparentemente abbordabile, ma in realtà ideale per “appesantire” le gambe  già provate dallo  sforzo ed un finale crudele con 13 km di arrampicata piena di tornanti (con punte del 12% nell’abitato di Pianosinatico), per raggiungere il traguardo di Piazza delle Piramidi, all’Abetone,dove si celebra l’apoteosi per tutti coloro in grado di completare la competizione.

Nota negativa  è stata la presenza di numerose macchine, la maggior parte al seguito di  atleti  che evidentemente non riescono a correre in parziale autonomia considerando che i ristori son più di quelli auspicati.

Vincono l’azzurro dell’ultratrail Matteo Lucchese e la croata Nikolina Sustic. La manifestazione ha  visto arrivare al traguardo 833[1]  podisti. E’ stato superato così il tetto dei 10.000 classificati nel computo delle 44 edizioni di questa durissima classica dell’ultratrail.

PAOLO REALI

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PISTOIA ABETONEpg

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