Ancora, i Dolmen, piccole camere rupestri, coperte da lastroni, tutte rivolte ad oriente, usate per seppellire i morti. Menhir, lunghi parallelepipedi a base rettangolare, da Melendugno, Giurdignano, Cannole, sino a Leuca; luoghi di culto, forse di adorazione del sole.
Non arida elencazione turistica di posti, ma istantaneo spaccato del mio Salento. La memoria va alle Centopietre di Patù, ciclopici resti di baluardo alle incursioni saracene, eretto nel IX sec. assieme alla leggendaria città di Vereto. Le immagini, i luoghi spazianti tra “cielo e mar, etereo velo splendente come un santo altar”, sostano all’Isola dei Conigli, Porto Cesareo, migliore spiaggia a livello europeo e italiano, 4^ mondiale! L’Isola di Sant’Andrea, in piena baia e parco naturale di Gallipoli, unica a meno di due km dalla costa.
Posti, ambiente, natura, ancora in parte incontaminati, che hanno convinto Meryl Streep, Gerard Depardieu ad investimenti per l’acquisto di sontuose masserie ristrutturate e dimore signorili in città.
In questo contesto geografico, feudo di Nardò, è Porto Selvaggio, 1121 Ha di superficie, in uno alla vicina Palude del Capitano. Costa rocciosa e frastagliata, caratterizzata da pinete e macchia mediterranea. I ricordi della prima giovinezza, vanno alle ceste ricolme dei Boletus aereus raccolte nel sotto bosco, alle punte degli asparagi selvatici, nobilitati in profumate frittate. Alle incoscienti ascese sino alla grotta del Cavallo, dimora dell’Homo Sapiens, bagnantesi nelle acque cristalline 44 mila anni addietro.
Porto Selvaggio, la Palude del Capitano, Torre Uluzzo, Torre Madonna dell’Alto, Santa Maria al Bagno, Santa Caterina, il complesso turistico Torre Inserraglio, partenza ed arrivo, hanno dato i natali alla Prima Mezza Maratona di Porto Selvaggio, domenica 11 maggio.
ASD Sport Running Porto Selvaggio, Salento in corsa Veglie e Atletica Galatea Galatone hanno “creato” una gara encomiabile. Bloccare il traffico, trasformare 21 km di strada costiera in pista di atletica, è stato come “isolare” la via Aurelia, da Spotorno, Albenga, Alassio, Sanremo, Ventimiglia, Mentone; oppure, Borgomanero, Intra, Verbania; o, Limone, Riva del Garda; o ancora, la coast to coast amalfitana del mio amico Antonio Esposito.
Classifica di ben 701 arrivati, primo assoluto: Bergamo Cristian SM 35, CUS Lecce, tempo 1.16.16, ottimo, considerata la difficoltà del percorso tortuoso e frastagliato. Iscrizione 12 €, con l’intero ricavato della manifestazione donato al reparto di onco-ematologia pediatrica dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.
Appuntamento alla seconda edizione del 2015, per una gara con i requisiti a diventare un punto di riferimento del podismo nazionale.
Infine, benissimo la sensibilità, solidarietà verso chi soffre, specialmente se bambini. Tuttavia, anche un impegno corale delle società sportive e non, perché sia combattuto il degrado ambientale nel nostro splendido, invidiato territorio. Amianto, copertoni, inerti lungo le aree di sosta di strade provinciali; piccole discariche a cielo aperto, buste di spazzatura tra i rovi spontanei dei muri a secco, dove non lussureggiano più gustose more selvatiche. Dobbiamo combattere questo “ sfregio”. Il Salento, non solo terra di bellezze architettoniche, ma anche ricco di piste ciclabili, attigue agli oltre 200 km di costa. Patrimonio da offrire, fonte di sviluppo, se mantenuto, non contaminato. Ho ritenuto un dovere queste considerazioni propositive, anche per anticipare, giustificare le non poche critiche dei turisti, sempre più numerosi ed attenti.



