Lo iesino, in attesa della seconda paternità dall’azzurra di maratona Rosalba Console, ha osato a non mollare i garretti di Jaouad Zain, Tarik Marhnaoui e Mohamed Hajjy sino a metà tragitto, anche per restare coperto. Ma la sua cilindrata, a distanza di 5 anni dall’ultima apparizione, non è ancora al top, perché sta preparando il “canto del cigno” alla Maratona Internazionale di Ravenna e non voleva accelerare i tempi, così ha lasciato giocarsi il premio del tv al 21° km ai 3 magrebini, che sono transitati nello stesso tempo di 1.11’01”, ma Marhnaoui, Zain ed Hajjy nell’ordine (Caimmi a 16”). Hajjy si stacca al 25° e Marhnaoui a Bagnacavallo (30° km), mentre Zain non cede all’ira di Eolo e continua imperterrito sino a Piazza Carini, che riconquista a distanza di 2 anni, col tempo di 2.22’42”, che gli regala un margine di 1’02” su Marhnaoui, di 1’17” su Hajjy, di 3’23” su Caimmi, e 10’02” sull’altro marocchino Errami (a 10’02”).
La lotta fra i centisti in odore di Mondiali vede prevalere Calcaterra (2.39’42”) sul brisighellese Serasini (ad 10”), ormai a pieno regime, ed Armuzzi (ad 1’33”), mentre tra i locali si sono distinti anche Benerecetti (10° in 2.42’12”), davanti a Bernabei per soli 2” e Donatini, 15° in 2.46’15”. Ancora primo russiano Rusticali in 2.54’07”.
La prova femminile ha vissuto invece sul dualismo tra Monica Carlin e la debuttante Silvia Tamburi, ma solo per metà tragitto (1.28’05” per la perugina, con un vantaggio di 43”), perché la trentina ha accusato problemi intestinali, che l’hanno costretta al ritiro. La 34enne dell’Avis Perugia invece ha continuato nell’azione, sperando, come è accaduto, che la famigerata crisi del 35° km non si palesasse. Così ha potuto godersi l’alloro all’esordio, in 2.56’, come accadde nel 2009 alla concittadina Minciarelli, seguita dalla polacca di stanza in Piemonte, Kuzminska, e dalla corregionale Poesini di 6’46” e 10’38”, poi ha chiuso l’ultramaratoneta Sanna a 12’59”. La lotta per la leadership romagnola ha visto prevalere la 59enne (!) cesenate Gabellini in 3.16’48”, ai danni della Marzocchi, per soli 26”.
Ha concluso la sua fatica anche Mauro Tomasi, spingendo la carrozzina, con un solo braccio.


