Prefazione al Libro dei 600 Racconti di Paolo Gino in forma di intervista

100 Ireland”, del club tedesco “Martahon Club 100MCD” ed il francese “Courir le

monde”.

Paolo, quando nasce il Club Supermarathon Italia?

Nel 1996 a Forlì. Il primo presidente, Sergio Tampieri, era riuscito a mettere

d’accordo William Govi di Reggio Emilia e Giuseppe Togni di Brescia che a quel

tempo avevano il maggior numero di maratone in Italia. Lo spunto iniziale proveniva

da club analoghi in Germania e in Inghilterra. Govi viaggiava molto: li aveva

conosciuti e voleva fare lo stesso anche in Italia.

All’inizio era un club, non ancora un’associazione, e non aveva né statuto né

regolamento. Fu un inizio per tanti versi eroico… Nel 2008 è stato stampato un libro in

cui sono descritte tutte le fasi della nascita del club a partire da una lettera del 1995 di

Govi a Tampieri nella quale gli parlava dei club esteri.

Quali sono gli obiettivi principali del club?

All’inizio il Club nasceva semplicemente per avere una classifica certificata delle

maratone di questo gruppo di eccellenza di supermaratoneti che c’erano in Italia.

Quando è diventato un ente di promozione sociale sono nate anche e convenzioni e

quindi gli sconti per le iscrizioni alle gare. Dagli inizi ogni anno si organizza una cena

sociale che radunava tutti i membri del club.

Sopra tutti i vari club nazionali c’è un giapponese che cura la redazione di un ranking

mondiale. All’inizio dunque era per avere una certificazione delle maratone corse.

Successivamente il club è cresciuto e l’idea si è evoluta.

Possiamo fare un excursus dei vari periodi storici del club?

Dai primi 10/12 soci, il Club è passato ad avere più di 100 iscritti nel 2010. Prima

della morte di Tampieri venne creata l’associazione. Fu Gianfranco Gozzi a mettere

ordine nell’associazione con un regolamento e un atto costitutivo. Gozzi ha dato un

buon apporto all’associazione e organizzava tra l’altro varie maratone come quelle di

Calderara, Crevalcore, Suviana e la maratona del Presidente in onore del primo

presidente Tampieri che si è svolta dal 2010 a Forlì, prima nel parco Buscherini e nelle

ultime edizioni al Parco Nord di Forlì.

Nel 2014 fu presidente ad interim per un anno Luciano Bigi. Dal 2015 hanno eletto

me. Io sono stato in qualche maniera un elemento di rottura rispetto ai presidenti

precedenti. Ero arrivato a fare 86 maratone nel 2013 e 111 maratone nel 2014. Quasi

tutte corse all’estero. Ho preso dall’estero la formula delle “10 in 10” (10 maratone in

10 giorni). Le corsi per la prima volta in Irlanda nel 2013. C’era parecchia gente che

desiderava avere la possibilità di accumulare maratone. Tutte le gare che entrano nel

conteggio dei singoli devono essere omologate con un regolamento pubblicato almeno

un mese prima della gara. Il regolamento del Club venne modificato con questi due

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punti.

Oltre alle “10 in 10” ho sempre cercato di aiutare anche tutti coloro che volevano

fare una maratona: piccoli organizzatori, soci o enti. Negli anni ho sempre fatto così

perché essendo un ente di promozione sociale è bello organizzare corse dappertutto in

Italia e far conoscere il club. Ad oggi sono 108 le maratone italiane in cui sono stato io

l’organizzatore in prima persona e un altro centinaio che ho sostenuto in vario modo o

sono entrato anch’io.

Veniamo ad oggi. Cosa puoi dirci dei soci? Numero, età media, provenienza

geografica…

Lo scorso anno i soci del Club anno erano circa 600. Si può diventare

supermaratoneti con 50 maratone certificate. Il maratoneta normalmente ha un’età

avanzata e arriva ad accumulare maratone almeno verso i 55 anni. Le donne sono il

16% dei membri del Club. Percentuale simile alle statistiche mondiali.

Geograficamente è rappresentata tutta l’Italia tranne la Sardegna, la Calabria e poco la

Sicilia. La maggior dei membri del Club parte sono lombardi, toscani e dell’Emilia

Romagna.

Il direttivo dura tre anni ed è formato da sette soci. Nel 2017 è stato creato un

software che porta i soci a caricare autonomamente i propri risultati. Il segretario

tecnico, Franco Scarpa, fa la validazione dei dati. La segretaria amministrativa è

Cristiana Di Pietrantonio. Angelo Squadrone, 91 anni, è presidente onorario: il socio

più anziano in attività. Vicepresidente del Club è Francesco Capecci di San Benedetto

del Tronto.

Quali sono le principali aspettative di un socio del club?

Direi che i fattori sono sostanzialmente tre: il fatto di entrare nella classifica

nazionale e mondiale, ottenere gli sconti delle convenzioni (accumulandoli sono sconti

cospicui), l’appartenenza ad un club esclusivo. Soprattutto i nuovi sentono molto

l’appartenenza e il carisma del club.

Una curiosità: chi è il socio con più maratone?

E’ Vito Piero Ancora di San Vito Normanni (Brindisi): ne ha quasi 1300. Vito ha

vissuto a Milano per una trentina d’anni. La donna con più maratone appartenente al

Club è Marina Mocellin di Bologna con più di 700. I soci che hanno corso più di 500

maratone sono al momento 17.

C’è un’assemblea annuale dei soci?

Ogni anno organizziamo una convention a Pesaro. Lo scorso anno ha avuto un

grande successo. E’ legata ad una maratona che si chiama Supermarathon che si corre

la prima domenica di febbraio. In occasione della convention 2019 abbiamo dato a tutti

i soci una canottiera con nome e numero di maratone. Abbiamo sorteggiato anche 240

pettorali omaggio per correre alcune maratone italiane, e distribuito 110 coppe. Il

tesseramento annuale costa 25 euro l’anno.

Diversi nel mondo dell’atletica storcono un po’ il muso davanti ai collezionisti di

maratone che puntano forse più alla quantità che alla qualità della prestazione.

Cosa diresti?

Sono due visioni completamente diverse della corsa. Non credo si possa dire abbiano

ragione gli uni o gli altri. Vito Ancora ama dire che c’è una certa “dignità” nel

concludere una maratona nelle cinque ore.

Quelli che hanno tantissime maratone alle spalle ricordano le battaglie che facevano

con i colleghi della stessa età. Dieci anni fa battagliavano magari per stare sotto le

cinque ore, oggi battagliano per chiuderle entro il tempo limite. L’aspetto qualitativo e

agonistico comunque non manca. Piace anche a noi dire che “la medaglia la guadagni

in settimana e la ritiri la domenica”.

Nel nostro modo di intendere la corsa è forte l’aspetto associativo come anche quello

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turistico. Si stringono rapporti con i territori o con organizzatori di gare. E poi la più

bella maratona è sempre la prossima che non hai ancora corso.

Il periodo del lockdown da Covid 19 è stato critico per tutti podisti, ma forse lo

è stato ancora di più per chi è abituato a correre una maratona tutte le

domeniche…

C’è stato uno smarrimento psicologico perché alcuni sono spariti. Molti che hanno

partecipato alla nostra iniziativa delle “venti maratone della speranza” hanno avuto una

boa in un mare oscuro. Si è trttato di 20 maratone virtuali che ogni settimana hanno

sostituito le reali cancellate da quella di Milano al Gransasso etc Con queste “venti

maratone della speranza” abbiamo dato un aiuto momentaneo, una socialità più forte

che è stata semplificata dai social. L’iniziativa delle corse virtuali era abbinata ad una

raccolta di fondi da devolvere a chi era impegnato in prima linea nell’emergenza

sanitaria, i soci hanno donato direttamente 33.000 euro di cui ho tutte le ricevute. Devo

dire che la raccolta economica è stata unica nel mondo podistico in Italia! C’è stato

anche un record di fotografie, di racconti, e anche un approfondimento storico. Alcuni

hanno tirato fuori racconti di vecchie maratone. E’ venuto fuori il meglio che poteva

uscire. Abbiamo pubblicato tutto sui nostri siti, inoltre un libro di più di 600 racconti

verrà pubblicato in autunno a testimonianza del particolare momento e i cui proventi

saranno dati in beneficenza. Una bozza è già visibile sul nostro sito. Gli scrittori non

sono professionisti. Podisti della domenica e scrittori del lunedì ma nel loro

dilettantismo lasciano trasparire meglio le sensazioni provate.

Come vedi il futuro del club?

Sicuramente i numeri diminuiranno per il semplice fatto non ci saranno nuovi soci

che in assenza di gare non potranno raggiungere le 50 agognate. Ci sarà una

diminuzione anche per un altro motivo: non c’è il fattore sconto e non ci sono novità di

gare a breve… Gli organizzatori delle maratone faranno difficilmente sconti nelle

prossime maratone. Mi comunque è certo che negli aspetti essenziali, cioè senso di

appartenenza e solidarietà il club è più consolidato di prima.

Per leggere notizie del club si possono consultare il sito Internet

(www.clubsupermarathon.it) e la pagina Facebook del Club.

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