A confronto, il fatto di poter correre su un anello di 15km e senza mascherina è già una conquista incredibile: eppure, la sensazione è che qualcosa è cambiato per sempre e che il ricordo di quei giorni non ci lascerà mai più. Di certo, quando speravamo che la undicesima tappa fosse quella del ritorno alla normalità, non siamo andati così lontani dal vero, visto che dal 3 giugno in Italia tornerà la libertà di movimento.
Ma la gara, lo stare spalla a spalla ad una partenza, in centinaia o persino migliaia, l’abbracciarsi dopo un arrivo: sono sensazioni del tutto differenti e che chissà per quanto ancora non potremo rivivere.
Quel che possiamo fare è non arrenderci. Quel che possiamo fare è rilanciare. Ad esempio: come sarebbe bello se la raccolta benefica delle undici maratone della speranza toccasse quota 30.000 domenica prossima! Ci dai una mano? Basta scegliere una qualsiasi ente no profit, fare una donazione, correre o camminare per una distanza qualsiasi, anche minima, e comunicarci l’importa dell’offerta. Ci stai?



