A cavallo degli anni 70/80 del ventesimo secolo fui tesserato alla Federazione Ciclistica Italiana. Avevo una bicicletta da corsa in metallo, acquistata per 150 mila lire da Guido e Figli- Lecce.
In allenamento tra Squinzano e Campi Salentina, incrociai un altro ciclista; strada assieme, scambio di opinioni sulla corsa, ci salutammo dandoci appuntamento per il sabato successivo. Era Vito Saponaro di Brindisi, Rag. Capo della Cantina Vitivinicola di Tuturano. Spontanea identità di vedute, assieme per più anni. Con Lui superai gli abituali confini: nord Salento ed oltre. Martina Franca, Locorotondo, Cisternino, Alberobello. Tanta collinare Valle d’ Idria tra alberi fioriti a primavera e saliscendi in sinuosa percorrenza collinare.
Un mattino, di buonora, allungammo il tragitto sino alle porte delle Murge baresi: Castellana Grotte, Putignano. Andata e ritorno, circa 200 km. Guardai con meraviglia una nuova, diversa realtà ambientale.
Passato al Podismo, domenicali trasferte in macchina dal Capo di Leuca a San Giovanni Rotondo per le mezze Maratone dei “Due Conventi” e tutto il Tacco d’ Italia divenuto “di casa”.
Affascinato dalla conformazione urbana di Putignano, ogni anno puntuale, con Cesare Vernole alla Marcialonga di San Giuseppe; nel tempo da me sostituita dalla 6 Ore del sabato sino al 22 marzo scorso.
Conoscenza di ambienti, luoghi, genti mi ha fatto acquisire esperienza nel comparare diversità umane, territoriali.
Alberobello, Castellana Grotte, Putignano tre realtà di livello internazionale, che impreziosiscono il centro Puglia tra Valle d’ Idria e l’imbocco inferiore delle Murge Baresi.
I nativi di queste zone della Puglia centrale sotto l’aspetto antropologico sociale, sin dalla nascita acquisiscono un carattere permeato da accentuata schiettezza naturale. Presumibilmente i putignanesi hanno un’antica origine peuceta: popoli illirici di origine indo europea stanziarono nella parte centrale della Puglia prima della conquista romana. Per secoli furono dediti all’ agricoltura, inclini per natura a “dividere” il pane con l’ospite. Oggi, prerogativa di non facile attuazione a meno che non derivi da un’eccellente predisposizione comunitaria.
Un quadro di pura magnificenza, incanto, il vedere l’ampio, storico atrio del Palazzo di Città ricolmo, in contemporanea per le premiazioni e un eccellente pasta party suffragato da un’equipe di gentili signore al perseguire il fine comune di ristorare uomini, donne tempestate per 6 Ore di gara da gelido, incessante vento.
Evidente non basti un Gruppo associativo ad organizzare un evento di tale difficoltà, ampiezza. Occorre la condivisione dell’intera città, ben oltre l’animus degli 88 atleti del’ A.S. Amatori Putignano. Settanta tra Aziende ed attività commerciali hanno contribuito a supportare il fabbisogno finanziario.
Fuori dal soggettivo, ordinario modo di agire lo spirito di abnegazione dei titolari di attività commerciali a limitare le vendite nel fine settimana. Sabato la 6 Ore sino a sera, seguita dalla Marcialonga di San Giuseppe, 44esima edizione. Forse la più antica 10 km di corsa competitiva in Puglia. A fine marzo del 1996 o ’97 fioccava la neve in abbondanza lungo i profondi viali alberati; ricordo più unico che raro di quella gara. A fine accolti in piazza Plebiscito: premiazioni e pasta party a piè della Chiesa di San Pietro Apostolo.
143 classificati alla 6 Ore e 22 alla maratona nell’ edizione 22 marzo 2025.
Intini Vito, atleta locale, ha superato di una spanna Conversano Riccardo con 69, 325 km. Prima donna Pastore Sara della Calcaterra Sport 64,810 km. Catalano Nicolino dell’Atletica Sociale, primo della maratona 3:03:23.
Presente, al solito, Don Pino, Rev. Parroco della Chiesa Maria Immacolata di Curinga. Indimenticabili i sabati delle undici edizioni della Sei Ore a Curinga, ameno, ridente paese a piè d’ Aspromonte con alternanza di pasta party un anno alla marina di Lamezia la domenica, o da mezzanotte alle tre del mattino, quasi l’alba, in infinita tavolata a coprire l’intera piazza del Borgo.
Un caro saluto a tutti











